Il medico si era auto-assegnato le ferie (aveva accumulato 340 giorni) dopo il no alla richiesta di un mese di riposo
La Regione reintegra il chirurgo
Alessandro Guarducci
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Il chirurgo Giuseppe Guarneri Bocciata la decisione dell'Asl: il licenziamento di Giuseppe Guarneri è archiviato
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LIVORNO. Quel dirigente medico non deve essere licenziato. Anzi, l'intero procedimento disciplinare a suo carico va archiviato. Questo il parere che è stato espresso dal Comitato dei garanti (organo della Regione Toscana) in merito alla vicenda che ha visto coinvolto, suo malgrado, il dottor Giuseppe Guarneri. Un parere peraltro vincolante, di fronte al quale i vertici dell'Asl livornese non hanno potuto fare altro che prendere atto e archiviare così il procedimento di recesso che era stato attivato nei confronti del medico che fa parte dello staff guidato dal primario Maurizio Viti. La decisione dall'azienda Asl 6 - che dispone appunto l'archiviazione - è stata depositata di recente e il dottor Giuseppe Guarneri, che è attualmente in ferie, a breve potrà riprendere servizio nell'ospedale di Livorno. Una notizia che sarà sicuramente accolta con grande soddisfazione dai numerosi pazienti che sono stati in cura dal medico livornese. Guarneri, 61 anni, è infatti molto conosciuto per il lavoro svolto da tanti anni nell'ambito del reparto di Chirurgia generale (in cui svolge le mansioni di aiuto-corresponsabile del dirigente), dove si è specializzato nell'attività di proctologia (anche frequentando corsi di specializzazione in sedi prestigiose), un settore in cui ha conseguito un indiscusso apprezzamento, tradotto in un ininterrotto incremento delle connesse attività ambulatoriali e chirurgiche dell'Asl, contribuendo così ad evitare la fuga di pazienti verso altre sedi al punto che nel 2008 si era prospettata, in sede regionale, la proposta di costituire una apposita sezione. Un'attività che è stata a lungo connotata da un clima collaborativo con il direttore della struttura ma piano piano il rapporto si è progressivamente deteriorato al punto tale da da costringere il chirurgo a lamentare di essere oggetto «di iniziative vessatorie, sul piano personale e professionale nonché tese ad ostacolare la sua attività»: questa è almeno la situazione che emerge dalle memorie difensive che sono state presentate dall'avvocato Antonio Bellesi (difensore di Giuseppe Guarneri) nell'ambito del procedimento disciplinare. Una situazione che è degenerata alla fine del novembre 2009 quando il chirurgo, avendo accumulato un monte ferie non godute di circa 340 giorni e versando in una situazione stress, chiese di poter godere di un periodo di ferie fino al 10 gennaio 2010. Richiesta che gli fu negata completamente, con la motivazione che "un mese di ferie per le festività non si concedono". Guarneri, tuttavia, si auto-assegnò queste ferie, pur continuando, per un certo periodo, a svolgere l'attività ambulatoriale all'interno dell'Asl: nella tesi della difesa, si spiega che questo particolare comportamento fu adottato "al fine di non interrompere il servizio tanto faticosamente implementato, confidando anche di essere convocato per chiarire e risolvere le problematiche esistenti". Nei suoi confronti scattò invece una segnalazione di assenza ingiustificata. Ma quella contestazione sembrò fine a se stessa, visto che si era diffusa la voce che Guarneri avesse presentato domanda di pensionamento. E in effetti l'unità operativa di Chirurgia Generale diffuse un volantino in cui si avvertivano i pazienti che il dottor Guarneri si era collocato in pensione. Il medico, tramite il suo avvocato, contestò nel febbraio scorso la falsità di quanto affermato nel volantino: l'Asl ammise che c'era stato un errore (che fu infatti corretto) ma confermò che il medico continuava ad essere assente ingiustificato. Di conseguenza a marzo fu avviata un procedimento disciplinare teso al licenziamento, per cessazione del rapporto di fiducia. E nel maggio 2010 l'Asl comunicò di procedere al licenziamento con preavviso, sottoponendo il provvedimento all'esame del Comitato dei Garanti che è costituito presso la Regione (presieduto da un docente universitario di diritto del lavoro, prof. Marco Papaleoni). Il Guarneri, sempre assistito dall'avvocato Bellesi, si è presentato davanti a questo organo nel luglio scorso per esporre la sua difesa. E le sue tesi sono state accolte. Il Comitato ha spiegato che «in linea di principio l'addebito contestato al dottor Guarneri appare oggettivamente sussistente, essendo stato riconosciuto dallo stesso interessato la sua assenza protratta dal dicembre 2009 fino al maggio 2010, così come di aver svolto anche per tutto questo periodo la sua usuale attività intramoenia». Nonostante ciò, il comitato - sulla base di una complessiva analisi della situazione - ha evidenziato una serie di elementi mitigatori, addirittura esimenti, capaci cioè di giustificare il comportamento del medico. Per il comitato, Guarneri ha infatti agito in oggettiva autotutela della propria salute e di quella degli operandi nonché in un contesto caratterizzato da equivocità di comportamenti e da verosimili pressioni mirate a indurlo al pensionamento. Il comitato, a questo riguardo, sottolinea la decisione presa dalla direzione dell'azienda di collocare in ferie il dottor Guarneri dal maggio scorso. «Questa determinazione - è scritto nel parere - ha evidenziato il possibile ricorso da parte dell'Asl di Livorno a una soluzione di reciproco interesse, evitando conflittualità che, ove all'epoca percorsa, avrebbe evitato a monte la stessa insorgenza dell'odierna vertenza». Per questi motivi, il Comitato dei garanti he rigettato all'unanimità il parere richiesto dalla Asl. che a sua volta ha archiviato il procedimento di licenziamento.
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