Il Tirreno

Livorno

La storia

Vi racconto gli ufo avvistati sulla costa

di Claudio Marmugi

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Il caso dei "cerchi nel grano alieni" di Collesalvetti, veri o falsi che siano, riporta alla luce il "dossier Ufo" della nostra zona. Che ci si creda o no, infatti, la Toscana è una delle regioni più attive d'Italia dal punto di vista dei fenomeni volanti "inspiegabili" - dalla provincia di Massa alla Maremma, da Arezzo a Livorno, ogni anno è un pullulare continuo di voci, un susseguirsi di allarmi e falsi allarmi, che riguardano oggetti volanti non identificati, passaggi di astronavi, marziani a spasso per le nostre campagne; fatti strambi e bizzarri pronti a dividere l'opinione pubblica e a riempire la bocca di tutti, scettici e appassionati.  Le poche, pochissime prove scientifiche o fotografiche (quasi nulle) di questi fatti, non fanno altro che accrescere il mito degli alieni (che essendo "furbi ed evoluti", non lasciano tracce sostanziali). Ma facciamo un po' di storia recente. Uno degli avvenimenti più eclatanti mai accaduti in Toscana è l'avvistamento Ufo del 27 ottobre 1954 a Firenze dove, per un quarto d'ora circa, svariate "astronavi" (da due a trenta secondo i racconti) imperversano sulla città, in pieno giorno (dalle 14.20 alle 14.40) zigzagando sui cieli, dallo Stadio al Duomo. Si interrompe "causa Ufo" anche la partitella di allenamento fra la Fiorentina e la Pistoiese, mentre migliaia di persone sbigottite assistono al fenomeno.

Mentre di "avvistamenti" se ne susseguono a centinaia nel tempo fino ad oggi - palle verdi e arancioni, sigari, dischi di luce bianca - alla media di una quindicina all'anno (l'ultimo qualche giorno fa a Marina di Cecina), frugando negli archivi degli ufologi, si arriva ad un caso singolare, il presunto "rapimento alieno" nel gennaio 1977 al Castellaccio (Livorno) di Franco Fiorini, che molti giornali di ufologia e mistero giudicano come "attendibile": nella notte del 4 gennaio 1977 Franco Fiorini, che percorreva in macchina la strada fra Quercianella e Montenero, fu risucchiato da un raggio traente a bordo di un Ufo, rapito e poi riportato sulla Terra. Il soggetto raccontò in ipnosi regressiva di essere stato prelevato da un'astronave di almeno 50 metri diametro. Se qualcuno stesse pensando ad un'influenza sulla vicenda del film di Steven Spielberg "Incontri ravvicinati del Terzo Tipo" tenga presente che in Italia il film di Spielberg è uscito soltanto il 24 febbraio del 1978, tredici mesi dopo la vicenda.

Sul finire degli anni'80, una fonte più che attendibile ci riferisce che, "più volte", nello specchio di mare tra la Meloria e il Calabrone (in corrispondenza del canale del radiofaro dell'aeroporto di Pisa) diversi piloti dall'aeronautica in fase di atterraggio si trovarono alle prese con strane e velocissime "luci verdi", non rilevate dai radar, che "invertivano la rotta e cambiavano quota a velocità impressionanti". Ed è sempre in mare, ad un chilometro dal Molonovo, che V. B., pensionato livornese, nel novembre del 2008, è stato "circondato", mentre era a pesca sulla sua barca, da una strana luce chiara e diffusa che "proveniva dal fondo e che aveva un diametro di almeno cento metri". La luce è rimasta sotto di lui per un paio di minuti e poi è sparita verso il basso, in un punto in cui, ci racconta con enfasi, "il fondo non può essere così fondo da occultare una luce così forte, non c'è mica la fossa delle Marianne qui davanti, ci saranno si e no dieci metri di fondale in quel punto! Mi creda, non l'ho mai raccontato a nessuno prima d'ora per paura di essere preso per matto". Ma matti o non matti, di misteri, da queste parti, ce ne sono quanti se ne vuole.

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