Il Tirreno

Livorno

L'inchiesta

Soldi spariti dai conti dell'Ordine di Livorno, architetti infuriati: «Niccolini venga senza avvocato»

di Stefano Taglione
L'attuale presidente dell'Ordine degli architetti di Livorno, Marco Niccolini
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L'attuale presidente dell'Ordine degli architetti di Livorno, Marco Niccolini

Ottanta iscritti su 487 chiedono un’assemblea urgente per parlare dell’ammanco. Non è esclusa la richiesta ufficiale di dimissioni del consiglio dell’organismo

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LIVORNO. Un’assemblea urgente dopo l’ammanco di 153.500 euro dai conti correnti. Senza la presenza dell’avvocato incaricato dal consiglio per presentare la denuncia per peculato, ma aperta ai soli iscritti. L’hanno richiesta – inviandone comunicazione ufficiale al presidente Marco Niccolini – 80 dei 487 appartenenti all’Ordine degli architetti di Livorno. Professionisti rimasti senza parole dopo che, esattamente otto giorni fa, il consiglio dell’organismo provinciale di autogoverno della professione ha comunicato in una riunione “blindata” nella sala Ferretti della Fortezza vecchia il “buco” provocato – secondo l’accusa – dall’ex presidente dell’istituzione, il piombinese Daniele Menichini, 56 anni, per questo è stato querelato.

L’ex responsabile della sede di largo Duomo continua non voler parlare: anche il 22 giugno Il Tirreno ha cercato di contattarlo ai suoi due numeri di cellulare, ma risulta irreperibile. Linea del silenzio scelta, su consiglio del legale, anche dall’attuale numero uno, il suo successore, Niccolini. Era stato quest’ultimo, nella stanza dell’antica fortificazione livornese, a informare i colleghi dell’ammanco. Facendoli identificare uno a uno, con i documenti di identità, prima di entrare. Per evitare che la notizia, come comunque è poi accaduto, nel giro di poche ore valicasse i confini interni.

L’assemblea è stata richiesta nei giorni scorsi e potrebbe tenersi già questa settimana, anche se ancora non è stata fissata. Non è chiaro quale sarà l’epilogo. Tutto è possibile: potrebbe esserci anche la richiesta di dimissioni dell’intero consiglio, in carica dal 2021 e fino al 2025, che solo nel dicembre scorso si è accorto – con il presidente che si è recato in banca «per acquisire i codici di gestione e valutare alcuni prodotti di investimento che potessero essere portati all’attenzione del consiglio» – che nei due conti “salvadanaio” dell’ente, dove tre anni fa erano depositati 98.125,76 euro, erano rimasti «-14,955,58 nel primo (quindi niente, saldo negativo ndr) e 5.343,24 nel secondo», 107.738,10 euro in meno. «Questi due conti – si legge nella querela presentata da Niccolini, che ha chiesto il sequestro preventivo dei 153.500 euro – pur essendo rimasti aperti, non furono più oggetto di movimentazione da parte dell’Ordine, che si appoggiava a quello principale su un altro istituto. Rappresentavano una sorta di riserva “salvadanaio”». «A partire dal 2014 – si legge sempre nell’atto – tutti gli estratti conto, le rendicontazioni e i movimenti bancari relativi a quei conti venivano inviati a mezzo mail all’Ordine dallo stesso Menichini e non direttamente dalla banca. Quei movimenti inviati da Menichini vennero quindi utilizzati per la stesura della prima nota e dei bilanci, visto che dall’istituto non giungevano altre comunicazioni. Il fatto che Menichini continuasse ad avere accesso esclusivo a quei due conti, pur non avendone più la legittimazione, non preoccupò il nuovo consiglio: da un lato perché non erano più utilizzati dall’Ordine, dall’altro soprattutto perché l’ex presidente, del quale i consiglieri e il nuovo presidente continuavano ad avere fiducia, forniva periodicamente estratti conto “regolari”, apparentemente provenienti dalla banca».

Dell’attuale consiglio, oltre al presidente Niccolini, fanno parte Nicola Ageno, Gianna Mechini e Dunia Demi (vicepresidenti), Giulia Mucci (segretaria), Antonio Casalini (tesoriere), oltre a Luca Barontini, Fabio Candido ed Emanuele Garufi (consiglieri). In un’intervista dei giorni scorsi le dimissioni dell’intero consiglio direttivo dell’organismo erano state chieste da uno degli iscritti, Mirko Agostini: «Quanto accaduto lede la fiducia nei confronti dell’attuale presidente dell’Ordine degli architetti, Marco Niccolini, in quanto questo gruppo si è presentato all’elettorato come naturale prosecuzione del precedente. A mio modo di vedere, quindi, l’attuale presidente e il consiglio dovrebbero presentare le dimissioni. Spero che al loro posto possano arrivare dei giovani, perché per ripartire c’è bisogno del loro entusiasmo. Ma bisogna trovarli, non è facile. Per il futuro mi auguro un presidente e un consiglio giovani, ma questi ruoli devono essere remunerati il giusto, altrimenti non ci saranno molte persone che vorranno candidarsi. C’è un grande lavoro davanti», le sue parole. 

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