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Livorno, soldi spariti dai conti dell’Ordine degli architetti: «Intascato anche un finanziamento Covid»
Sarebbe stato ottenuto dall’ex presidente Daniele Menichini all’insaputa del consiglio. Il professionista che guidava l’organismo livornese è stato denunciato dal suo successore per un ammanco di 133mila euro
Livorno Documenti bancari «alterati» per «rassicurare» il nuovo consiglio sullo stato di salute di quei conti «di cui nonostante le frequenti richieste non voleva fornire le credenziali di accesso». Poi un finanziamento agevolato per esigenze Covid e un prestito chiesti e ottenuti per conto dell’Ordine degli architetti senza che però, lo stesso consiglio, avesse mai deliberato tali richieste.
Emergono ulteriori particolari sul caso dei presunti 133.500 euro dirottati da due conti correnti dell’organismo di autogoverno provinciale della professione – stando alla denuncia del presidente, il quarantottenne Marco Niccolini – dal suo predecessore, l’architetto cinquantaseienne piombinese Daniele Menichini, in carica al vertice dell’istituzione livornese dal 2015 al 2021, ma anche per i due anni successivi «utilizzatore esclusivo dei due conti correnti», si legge nella querela presentata in procura dall’avvocato incaricato dall’Ordine. Il professionista – nato in Svizzera, laureato all’Università di Firenze e con il suo studio a Piombino, dove abita – secondo l’organismo che fino a tre anni presiedeva avrebbe fatto sparire i soldi «per scopi personali con ricariche di carte prepagate, bonifici verso i propri conti correnti e verso un’associazione culturale da lui fondata» da due conti correnti definiti «salvadanaio», non i principali dell’organismo, che ne utilizzava un terzo per tutte le movimentazioni in un altro istituto. Per questo motivo, l’8 maggio scorso, è stato denunciato per peculato e due giorni fa, in un’assemblea plenaria in un salone della Fortezza vecchia, il presidente ha dato la notizia agli iscritti a porte chiuse, identificandoli uno a uno con i documenti di identità nella speranza che l’ammanco non valicasse i confini della professione, restando segreto, nonostante la querela già presentata.
Il finanziamento Covid
Oltre a bonifici e ricariche di carte prepagate, i due conti avrebbero beneficiato anche di un finanziamento Covid e di un prestito. «Dalla documentazione originale fornita dalla banca – si legge nell’atto di querela – è risultata la presenza di un finanziamento agevolato in favore dell’Ordine per esigenze Covid del 2020, mai deliberato dai consigli precedenti e che, al 31 dicembre 2023, doveva essere ancora restituito per una somma pari a 25.992,23 euro». Ma non solo. Anche «l’attivazione di un prestito (con affidamento) irrogato nel 2017 e ad oggi saldato, ma anch’esso mai deliberato dai precedenti consigli, per la richiesta del quale l’architetto Menichini presentò una delibera e un verbale difforme dall’originale».
Credenziali «mai fornite»
Nella denuncia presentata in procura Niccolini ha spiegato che quei conti «non erano più usati dall’Ordine», che invece ne utilizzava un altro per le movimentazioni ordinarie. Nonostante questo, nel 2021 quando il nuovo consiglio si è insediato, c’erano 98.125,76 euro, nel dicembre 2013 diventati, rispettivamente, -14,955,58 il primo e 5.343,24 il secondo», 107.738,10 in meno. «L’architetto Menichini – si legge nella querela – anche dopo la cessazione del suo incarico rimase l’unico in grado di accedere ai due conti, nonostante le frequenti richieste di fornire le credenziali di accesso da parte del presidente Marco Niccolini e del tesoriere Antonio Casalini. Menichini, infatti, continuando a non fornire i dati richiesti non faceva altro che temporeggiare adducendo varie motivazioni e in particolare comunicando che tali conti erano collegati a delle sim telefoniche e che le stesse avrebbero dovuto subire modifiche o cambiamenti da parte del gestore in virtù delle nuove cariche. Pur non fornendo le credenziali rassicurava però il nuovo consiglio fornendo periodiche rendicontazioni mediante copia degli estratti conto “apparentemente” provenienti dalla banca».
La scoperta
Così, per anni, l’Ordine non si è accorto di nulla. Ricevendo gli estratti conto dall’ex presidente e continuando a usare, per il flusso ordinario, il conto principale. Fino al dicembre scorso, quando Niccolini decide di verificare la salute dei due conti recandosi in banca «per acquisire i codici di gestione e valutare alcuni prodotti di investimento che potessero essere portati all’attenzione del consiglio». Trovando «una disastrosa situazione attribuibile a chi fino a quel momento aveva avuto esclusivo accesso a quei due conti correnti e cioè all’architetto Menichini». l
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