Sanremo 2026, la nuova sigla del Festival è ‘Emigrato (Italiano)’ di Welo – Chi è Manuel Mariano
Il rapper salentino aveva partecipato a Sanremo Giovani con il brano Emigrato. Quella canzone non gli era bastata per conquistare un posto tra i Campioni, ma a distanza di tre mesi si prende una rivincita inaspettata
La 76ª edizione del Festival di Sanremo ha appena acceso le luci dell’Ariston, nella serata di martedì 24 febbraio, ma un tormentone c’è già. E non arriva da uno dei Big in gara: la prima “hit” dell’anno porta la firma di Welo, giovane rapper salentino che lo scorso dicembre aveva partecipato a Sanremo Giovani con il brano Emigrato. Quella canzone non gli era bastata per conquistare un posto tra i Campioni, ma a distanza di tre mesi si prende una rivincita inaspettata: diventa la sigla ufficiale del Festival 2026.
L’intuizione di Carlo Conti: da eliminato a voce del Festival
A immaginare Welo come colonna sonora della kermesse è stato proprio Carlo Conti, che durante la diretta di Sanremo Giovani — subito dopo l’eliminazione del rapper — lo aveva richiamato sul palco con una frase che allora sembrava una battuta: «Mi è venuta un’idea: potresti fare la sigla di Sanremo». Non era una boutade. Conti, forte del suo passato da dj e del suo fiuto musicale, aveva intuito che quel brano, pur fuori dalla competizione, aveva un potenziale diverso. Da lì è nata la proposta: riscrivere il ritornello per trasformarlo nel nuovo jingle del Festival.
Dal “disgraziato” all’“italiano spensierato”: la metamorfosi del ritornello
Il testo originale, crudo e ironico, recitava: «Emigrato, disgraziato, sfaticato / Sono questo, sottoscrivo, punto e a capo». Per la versione sanremese, Welo ha ribaltato il senso con un tocco leggero e pop: «Italiano spensierato, scanzonato / C’è Sanremo, me lo guardo sul divano». Una trasformazione che fotografa perfettamente ciò che il Festival rappresenta da decenni: un rito collettivo, un appuntamento che riunisce famiglie e amici davanti alla tv, tra commenti, risate, canzoni e outfit.
L’annuncio ufficiale: un video da Lecce e una chiamata di Conti
La conferma è arrivata direttamente da Welo. In un video pubblicato su Instagram, il rapper canta il nuovo ritornello davanti alla Basilica di Santa Croce, a Lecce. A interromperlo, una videochiamata proprio di Carlo Conti, che gli comunica in diretta che la promessa fatta a dicembre è diventata realtà: Emigrato (Italiano) sarà la sigla di Sanremo 2026.
Chi è Welo: dal collettivo 23.7 alla scena nazionale
Manuel Mariano, classe 1999, è cresciuto nel cuore del Salento. Si avvicina presto al rap e nel 2017 fonda il collettivo 23.7, ispirato alle sonorità emo‑rap americane. Nel 2022 intraprende la carriera solista con Pass, brano che segna l’inizio di un percorso più personale, dove convivono ironia, critica sociale e un forte legame con il territorio. Il 2023 è l’anno della svolta con Malessere, mentre nel 2024 pubblica il suo primo EP, Welo we 23, collaborando con artisti come Enzo Dong, Mikush e Guè (My boo). Nei suoi videoclip compaiono spesso ragazzi dei quartieri popolari, scelta che riflette la volontà di dare voce a storie e volti raramente rappresentati.
“Emigrato”: un testo diretto che ha acceso la scintilla
Il brano presentato a Sanremo Giovani nel 2025 raccontava, senza filtri, la frustrazione di una generazione che si sente costretta a partire: «Emigrato perché qui lo Stato è sempre assente, ingiustificato / Emigrato perché l’impiegato è un figlio di chi fa, non dico altro». Parole dure, ma autentiche, che hanno colpito proprio Conti. Da lì l’idea di trasformare quella energia in qualcosa di nuovo, più leggero ma altrettanto riconoscibile. E così, detto fatto: Welo firma la sigla di Sanremo 2026 La prima serata del Festival deve ancora cominciare, ma la sua colonna sonora è già nelle orecchie di tutti. E per Welo, che solo tre mesi fa usciva sconfitto da Sanremo Giovani, è una rivincita che vale più di una finale.
