Il Tirreno

L’evento

Sanremo 2026 tra debutti, omaggi e polemiche: cosa c’è da aspettarsi dal (quinto) festival di Carlo Conti

di Antonella Nesi

	Carlo Conti nella scorsa edizione del festival di Sanremo
Carlo Conti nella scorsa edizione del festival di Sanremo

Tra i 30 Big in gara, dieci salgono per la prima volta sul palco dell'Ariston. Il conduttore e direttore artistico toscano chiude un ciclo con un'edizione che guarda avanti ma celebra la sua storia

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A quarantotto ore dal via, Sanremo 2026 si prepara a vivere un'edizione che ha il sapore del bilancio e della celebrazione. Carlo Conti ''batte il cinque'': il suo quinto Festival, annunciato come l'ultimo, si presenta con un cast e un impianto produttivo che mescola prime volte, ritorni simbolici e un'autocelebrazione dichiarata della storia del Festival, nel ricordo di Pippo Baudo, il grande conduttore che è di fatto l'inventore del Sanremo moderno.

Sanremo 2026 ripartirà da dove si era fermato Sanremo 2025. Prima dell'inizio della gara tra i 30 Big, Olly tornerà per cantare "Balorda Nostalgia”, il brano con cui ha vinto l'edizione 2025, in un ideale passaggio di consegne con i concorrenti di quest'anno. Tra i 30 Big in gara, dieci salgono per la prima volta sul palco dell'Ariston. È un dato che colpisce, perché racconta un Festival che continua ad aggiornarsi, coltivando il suo pubblico futuro, aprendo le porte ad una generazione di artisti che fino a qualche anno Sanremo l'aveva guardato solo da fuori.

Dieci artisti al debutto

Debuttano Sayf, Eddie Brock, Bambole di Pezza, Samurai Jay, Maria Antonietta & Colombre, LDA & Aka 7even, e perfino Tommaso Paradiso, che pure ha alle spalle una carriera pop consolidata ma non aveva mai partecipato in gara. Accanto a loro tornano volti che hanno già calcato molte volte il palco dell'Ariston: dalla veterana Patty Pravo a Raf, ma anche Arisa, Levante, Ermal Meta, Fulminacci, Ditonellapiaga, Dargen D'Amico, Elettra Lamborghini, J‑Ax e Marco Masini con Fedez. Un cast che attraversa tre generazioni e che promette un Festival più imprevedibile del previsto, anche nei pronostici per la vittoria. Se i Big e la produzione del festival guardano al futuro (la kermesse andrà in onda in 4K anche sul digitale terrestre e per la prima volta l'audio sarà in Dolby Atmos), gli ospiti guardano alla storia del festival.

L’omaggio a Baudo

Conti ha chiamato Laura Pausini, Eros Ramazzotti (che arriverà con Alicia Keys per duettare sulle note de "L'Aurora”) e Andrea Bocelli, tre artisti che sono nati proprio su quel palco, lanciati da edizioni firmate da Pippo Baudo. La loro presenza non è casuale: sarà l'occasione per un omaggio al grande conduttore, scomparso ad agosto. Secondo indiscrezioni, Baudo potrebbe ''ricomparire'' in forma virtuale per introdurre proprio i tre artisti che ha contribuito a far conoscere al mondo. Nel filone celebrativo si inseriscono naturalmente anche i premi alla carriera che Conti quest'anno ha deciso di conferire a Caterina Caselli, Mogol e Fausto Leali, tre nomi intrecciati con la storia del festival.

I co-conduttori

Conti sarà affiancato tutte le sere da Laura Pausini, unica coconduttrice fissa di questa edizione. Ma ogni sera a loro due si affiancheranno altri coconduttori per una sera e ospiti: martedì 24, per l'esordio, ci saranno Can Yaman e Tiziano Ferro; mercoledì 25, Achille Lauro, l'attrice Pilar Fogliati e il comico Lillo Petrolo; giovedì 26 ci saranno la super modella russa Irina Shayk ed Eros Ramazzotti con Alicia Keys; venerdì 27 sarà la volta del ritorno di Bianca Balti (la cui presenza, a distanza di un anno, sarà anche una testimonianza di speranza contro la malattia) ma anche di Gianluca Gazzoli, chiamato da Conti a gestire con lui la gara delle Nuove Proposte; sabato 28 febbraio, per il gran finale, ci saranno il volto del Tg1 Giorgia Cardinaletti, Nino Frassica (che lancerà con Conti anche gli appuntamenti di Sanremo Top) e Andrea Bocelli. Accanto al palco dell'Ariston, anche quello Suzuki in piazza Colombo parlerà a più generazioni: dai Pooh, simbolo della storia della musica italiana, fino a Bresh, tra i nomi più ascoltati dalla generazione Z. In mezzo, Gaia, The Kolors e Gabbani, a comporre un mosaico che riflette la stessa pluralità del cast in gara. Non meno intergenerazionale la scelta di Max Pezzali come unico protagonista del "palco sull'acqua", quello della nave da crociera Costa Toscana: Pezzali ha un pubblico trasversale che va dagli adulti cresciuti con gli 883 ai loro nipoti che affollano i suoi ultimi concerti. Con questo mix di ingredienti adatto a tutti i gusti, a tenere insieme sul divano l'intera famiglia italiana, Conti spera naturalmente di bissare i record d'ascolti dell'anno scorso, ma sa che non sarà semplice. Il Festival dovrà vedersela non solo con Gerry Scotti e La Ruota della Fortuna, ma soprattutto con la Champions League. Nelle prime due serate, il 24 e 25 febbraio, scenderanno in campo tre squadre italiane - Inter, Juventus e Atalanta - e anche se le partite andranno in onda su Sky, l'appeal della coppa potrebbe sottrarre una quota non irrilevante di pubblico al Festival.

Festival e polemiche

Degli ingredienti di tutti i festival che rispettino, fanno parte naturalmente anche le polemiche. Che non si sono fatte attendere anche quest'anno. Il caso Pucci ha aperto le danze delle tensioni: invitato da Carlo Conti come coconduttore di giovedì 26, il comico si è ritirato dopo i commenti critici e le minacce ricevute online per alcuni post del passato in cui festeggiava i successi del centrodestra e derideva la leader del Pd Elly Schlein. Dopo l'annuncio del ritiro, la premier Giorgia Meloni è intervenuta parlando di ''linciaggio politico''. D'altro canto, Mario Adinolfi ha definito il Festival ''propal'', puntando il dito contro il brano di Ermal Meta che parla di una bambina morta a Gaza. Per non parlare delle tensioni sull'Eurovision che restano altissime: la presenza di Israele ha portato alcuni Paesi ad annunciare il boicottaggio dell'edizione 2026 ed alcuni artisti in gara, a partire da Levante, hanno annunciato che non parteciperebbero all'Eurovision in caso di vittoria. Come sempre i riflettori puntati su Sanremo, attirano anche cause sindacali (la storia ne è piena dagli operai dell'ItalSider al movimento dei trattori) e la Fnsi ha annunciato un flash mob nella serata inaugurale per chiedere il rinnovo del contratto nazionale dei giornalisti, fermo da dieci anni.

I temi delle canzoni

Eppure, al di là del rumore, il cuore del Festival resta quello: le canzoni. I brani ascoltati in anteprima raccontano un'Italia che cade e si rialza, che si scopre fragile ma non rassegnata. Ci sono storie di precarietà, amori adulti, ironia, rabbia sociale, resistenza. Ermal Meta porta il brano più politico; Sayf parla di alluvioni, tasse, piazze; Ditonellapiaga ironizza sulle costrizioni sociali; Tredici Pietro fa della caduta un manifesto generazionale; Fulminacci e Levante raccontano l'intimità ferita; Eddie Brock sorprende con un'ironia lucidissima. È un Festival che fotografa un Paese stanco ma non immobile, che cerca luce nella notte (una delle parole più citate nei brani in gara). Tra le serate più attese c'è, come sempre, quella delle cover, che quest'anno si presenta particolarmente variegata. Conti l'ha definita ''travolgente, incredibile e anche improbabile'', e la lista conferma la definizione: accostamenti inaspettati, omaggi doppi a Vanoni, Dalla, Mina e Nannini, sette brani internazionali, performance che mescolano generi e generazioni, e una certa curiosità per J‑Ax che ha scelto di cantare 'E, la vita la vita' con la Ligera County Fam, che riporterà sul palco uno degli interpreti originari, Cochi Ponzoni, ma anche Paolo Jannacci, Ale e Franz e Paolo Rossi. Una serata che diventerà una sfida non solo per la vittoria ma anche per l'orario d'inizio del Dopofestival, affidato quest'anno a Nicola Savino, che sarà affiancato dai comici Aurora Leone e Federico Bassi e dal maestro Enrico Cremonesi. Nella serata finale sarà ospite Andrea Bocelli. Qualcuno ha ipotizzato che il tenore possa intonare il 'Nessun Dorma'. Una scelta (non confermata) che, in un Sanremo con 30 Big in gara, potrebbe suonare come un monito ironico per i telespettatori della kermesse che, come sempre, terrà sveglio per una settimana l'intero Paese. 

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