Freddo record, muore vigilante nel cantiere delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina: l’ultima chiamata ai colleghi
Il 55enne collassa durante il turno notturno allo stadio del ghiaccio: aperta un’inchiesta sulle condizioni di lavoro e sulle protezioni contro il gelo estremo
Un uomo di 55 anni, Pietro Zantonini, originario di Brindisi, è morto durante un turno di vigilanza nel cantiere dello stadio del ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, una delle opere legate alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. L’episodio avviene nella notte dell’8 gennaio, mentre il vigilante sta lavorando all’aperto in condizioni climatiche particolarmente rigide. A dare l’allarme sono i colleghi, contattati direttamente da Zantonini poco prima del malore. I sanitari del 118 intervengono rapidamente, ma ogni tentativo di rianimazione risulta inutile. Su disposizione del pm Claudio Fabris, la salma viene sequestrata e sarà sottoposta ad autopsia.
Un lavoro precario e turni pesanti
Zantonini si era trasferito in Veneto solo pochi mesi fa, nel settembre 2025, per un impiego a tempo determinato già prorogato e in scadenza a fine gennaio. Secondo quanto riferito dai familiari, non soffriva di patologie note. La famiglia, assistita dall’avvocato Francesco Dragone, denuncia però condizioni di lavoro difficili: turni notturni ripetuti, spesso consecutivi, e protezioni ritenute insufficienti per chi opera in ambienti esposti al gelo. Il vigilante trascorreva le ore di servizio in un piccolo gabbiotto riscaldato da una stufetta, uscendo periodicamente per le ricognizioni previste dal protocollo.
Sicurezza nei cantieri sotto i riflettori
La morte di Zantonini è la prima nel Bellunese nel 2026 e la quarta in Veneto dall’inizio dell’anno. L’episodio riaccende il dibattito sulla tutela dei lavoratori impegnati nelle grandi opere, soprattutto in vista dell’avvicinarsi dei Giochi olimpici. I familiari chiedono chiarezza: «Non può essere liquidata come una fatalità. È necessario capire cosa sia realmente accaduto». L’indagine dovrà stabilire se il decesso sia legato esclusivamente alle condizioni estreme del turno o se emergano responsabilità nella gestione della sicurezza.
La nota di Simico
In un comunicato, Simico – la società che coordina le infrastrutture per Milano-Cortina – esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia del vigilante, precisando però che il cantiere in cui è avvenuta la tragedia non rientra tra quelli di propria competenza. La società afferma di attendere, come tutti, gli esiti delle verifiche delle autorità per ricostruire con precisione la dinamica e le eventuali responsabilità.
