Marquez tra lacrime, ricordi e speranze: l’addio alla Honda e la sua seconda vita in pista
Il pilota spagnolo parcheggia ai box l'HRC con cui è diventato un'icona del motociclismo e gira l'angolo, apprestandosi a vivere una nuova fase della carriera: nel suo destino pare esserci il “rosso”
Amarsi, gioire fino al trionfo per poi cadere nella profonda voragine dell'incomprensione e dirsi addio. Senza rancore. Undici anni dopo Marc Marquez parcheggia ai box l'Honda HRC con cui è diventato un'icona del motociclismo e gira l'angolo, apprestandosi a vivere una nuova fase della carriera, destinata come sembra a colorarsi “rosso” Ducati del team Gresini. Arriva quindi la fine di un matrimonio per diverse stagioni rivelatosi magico e avvincente ma che nelle ultime annate si è trasformato in uno stillicidio. Non solo fisico ma anche morale, legato alle cadute in pista di un campione smanioso di non perdere la sua aurea di invincibile, vittima dei suoi lenti recuperi dovuti alla fretta di rimettersi in sella dopo gli infortuni e condizionato nella scelta dai ritardi di un team che da tempo non riesce a stare al passo con la concorrenza più agguerrita.
Dopo mesi di rumors e indiscrezioni è arrivata l'ufficialità della separazione, a pochi giorni dal Gp di Giappone, quello casalingo del team nipponico dove Marquez è tornato su podio dopo un lungo digiuno. Con ancora un anno rimanente sul contratto quadriennale il pilota e la scuderia hanno concordato di comune accordo di terminare la loro collaborazione al termine della stagione 2023 del Campionato del Mondo.
«Entrambe le parti hanno convenuto che fosse nel loro migliore interesse perseguire altre strade in futuro per raggiungere al meglio i rispettivi obiettivi e traguardi. Questo pone fine a 11 anni di collaborazione tra il numero 93 e HRC in cui hanno ottenuto insieme sei Campionati del Mondo della classe regina, cinque Triple Crown, 59 vittorie, 101 podi e 64 pole position», è quanto si legge nel comunicato ufficiale che sancisce lo strappo che avverrà di fatto il 26 novembre, targato il traguardo del Gp della comunità Valenciana, ultima gara della stagione.
«Abbiamo condiviso momenti indimenticabili: 6 Campionati del Mondo, 59 vittorie, 101 podi e 64 pole position. Risate, lacrime, gioia, momenti difficili ma soprattutto: un rapporto unico e irripetibile. Separati ma sempre insieme», sono state le parole via social di Marquez con cui certifica l'addio. Per il talento di Cervera si profila ora un'avventura in sella alla Ducati del team Gresini, arricchendo così la scuderia di Borgo Panigale di un altro fuoriclasse campione del mondo.
Una congestione di talento in una sola scuderia che ha fatto storcere il naso ad un icona del motociclismo italiano come Giacomo Agostini. «Un peccato. Non me l'aspettavo. Ero convinto che Marquez restasse alla Honda. Non dovevano farselo scappare, non sono stati convincenti e bravi per poterlo trattenere. Evidentemente non lo ha soddisfatto nelle garanzie. Credo che ogni grande azienda debba avere un grande campione. Giusto dunque che ne sia uno in ogni squadra. E se invece tutti vanno in Ducati...», dice l'ex campione «Per Marquez ha prevalso la voglia di vincere e tornare competitivo? Giusto il suo pensiero ma è strano che la Honda non sia riuscita a fare qualcosa per accontentarlo visto che si tratta della casa più grande, quella che vince in F1 con il loro motore. Per questo tutto questo mi meraviglia un po'. Rapporto deteriorato? Magari la Honda non ha interesse a spingere sulle due ruote, non lo so. Altrimenti non si spiega», aggiunge Agostini. Per Marquez l'eventuale salto in Ducati è l'occasione del riscatto, quella che gli serve per dimostrare che il suo talento non è sbiadito. «Ducati ha una grande moto - conclude l'ex campione - e credo che Marquez non sia da meno tra i piloti che sono lì. Se vuole fare questo passo è perché non vince. Ma lui sa che se non ottiene risultati con la Ducati e gli altri vincono allora è finita».
Nella serata di mercoledì 4 ottobre Marquez si è fatto sentire attraverso il proprio profilo Instagram: «Non so da dove cominciare, non so se faccio bene o male, non so cosa succederà in futuro. Non so se tutto questo andrà bene, ciò che so è tutto quello che abbiamo raggiunto insieme. E' stata la decisione più difficile della mia vita, guidata dalla testa e dal coraggio, non dal cuore. Voi sarete sempre la mia squadra del cuore, quelli di sempre - precisa il pilota spagnolo - Però una cosa mi è chiara, voglio tornare a essere il miglior pilota del mondo e per farlo devo godermi la moto. Il nostro rapporto è molto speciale, perciò spero che le nostre strade tornino a incrociarsi».
