Guerra
Chi sarà il nuovo presidente della Figc: tre nomi e l’ipotesi di un ex calciatore – I retroscena
Al momento nessuno ha annunciato pubblicamente la propria candidatura, ma il dibattito interno si è già acceso e le prime ipotesi circolano con insistenza
La corsa alla presidenza della FIGC è ufficialmente partita dopo le dimissioni di Gabriele Gravina in seguito alla mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali di calcio per la terza edizione consecutiva. Un percorso lungo, quasi una maratona, che porterà il 22 giugno all’elezione del nuovo numero uno del calcio italiano. Al momento nessuno ha annunciato pubblicamente la propria candidatura, ma il dibattito interno si è già acceso e le prime ipotesi circolano con insistenza.
I nomi che circolano
Il profilo che ha catalizzato più attenzione è quello di Giovanni Malagò, ex presidente del Coni. Attorno a lui si è formato un fronte di sostenitori, ma non mancano resistenze e perplessità. Tra i possibili candidati figura anche Giancarlo Abete, già alla guida della FIGC fino al 2014 e oggi presidente della Lega Dilettanti, la componente più pesante in termini di voti. Il terzo nome è quello di Matteo Marani, attuale presidente della Lega Pro, considerato un outsider ma comunque influente nel gioco delle alleanze.
Il ruolo della Serie A e gli equilibri interni
Malagò, secondo molti osservatori, sarebbe in vantaggio, ma la situazione è tutt’altro che definita. Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis lo ha indicato come figura ideale, e anche Beppe Marotta avrebbe espresso apprezzamento. Tuttavia, per diventare il candidato ufficiale della Lega Serie A servono 14 voti, un traguardo non scontato. In particolare, resta da capire quale posizione assumerà Claudio Lotito, spesso decisivo nelle votazioni federali e portatore di dinamiche politiche non sempre prevedibili. A complicare il quadro c’è anche il rapporto non idilliaco tra Malagò e il ministro dello Sport Andrea Abodi.
Il peso delle componenti: chi conta davvero
L’Associazione Calciatori, che vale il 20% dei voti, potrebbe orientarsi verso Abete, figura storica del movimento. La Lega Dilettanti, guidata proprio da Abete, rappresenta invece il 34% dell’assemblea elettiva: un blocco determinante per chiunque aspiri alla presidenza. Marani, pur con minori possibilità di vittoria diretta, dispone di un pacchetto di voti che potrebbe risultare decisivo nelle trattative.
Le parole della Serie A: “Serve un ruolo centrale”
Il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, in un’intervista al Corriere della Sera ha rivendicato il peso del massimo campionato nel sistema calcio: «La Serie A contribuisce con circa 130 milioni l’anno al funzionamento dell’intero movimento, ma dispone solo del 18% dei voti federali e non esprime vicepresidenti in FIGC da tempo». Simonelli ha definito Malagò «un dirigente di grande autorevolezza», pur sottolineando che è troppo presto per indicarlo come candidato ufficiale della Lega: la decisione spetterà ai club.
L’ipotesi ex calciatore
Nel dibattito è emersa anche la suggestione di un presidente proveniente dal campo. Il nome di Demetrio Albertini era circolato nelle prime ore, salvo poi perdere forza. Simonelli ha comunque confermato che all’interno della Lega c’è chi vedrebbe con favore un ex giocatore alla guida della Federazione, per ragioni di immagine internazionale e conoscenza diretta delle dinamiche sportive.
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=27ca7a1)