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le reazioni 

Tifosi contrari, delusi, devastati Il cambio di proprietà non convince

P.F.

30 dicembre 2021
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GROSSETO. Il cambio di proprietà del Grifone ha inevitabilmente scosso il popolo biancorosso e dai social traspare evidente una certa spaccatura sul come sono andate le cose, anche se la maggior parte dei tifosi appare evidentemente contrariata.

Così abbiamo raccolto il pensiero di alcuni di loro. Alessandra Peppetti: «Sono abbastanza devastata da questa situazione, perché è stato tutto come un fulmine a ciel sereno. Sono sempre stata vicina al progetto dei Ceri e anche una retrocessione non l'avrei vista come un fallimento. Anzi, penso che in Lega Pro ci siamo arrivati troppo presto e questo alla fine è stato un male. Non voglio giudicare chi arriva, anche se quello che leggo su internet non mi incoraggia all'ottimismo. Adesso non so cosa succederà, di sicuro dove giocherà il Grifone io ci sarò e poi, finché non firmeranno dal notaio, una piccola speranza che tutto possa saltare, personalmente la voglio coltivare».

Quindi è la volta di Antonio Fiorini: «La famiglia Ceri non aveva più la possibilità di andare avanti senza sacrifici. Il bilancio attuale ti avrebbe forse precluso la C anche in caso di salvezza sul campo, per quel che si può leggere da quanto pubblicato dalla Camera di Commercio; quindi è accaduto l’ineluttabile ed è già tanto che si sia trovato un acquirente a metà stagione. A parte ringraziare i Ceri per aver riportato l’Usg dal nulla alla serie C, non possiamo che aspettare le mosse della nuova proprietà, sulla quale è inopportuno esprimere giudizi, se non altro perché essa è, ora come ora, l’unica alternativa possibile ad una crisi finanziaria della società, rimediabile, come detto, solo con enormi sacrifici personali. Vedo come positivo che ci sia una fase di transizione, con i Ceri ancora soci e sono invece dispiaciuto che l’esperimento del calcio a modo nostro si sia rivelato impraticabile nel calcio professionistico italiano».

Il dottor Franco Simoni aggiunge: «Ho sentito timori ricordando Pincione, ma la presenza dei Ceri a me dà garanzia che potrà esserci un costante controllo delle mosse societarie. Riguardo al futuro ricordo volentieri il campionato 1980-81, quando a natale Giovanni Galeone sostituì Lamberto Pazzi. Io ero medico sociale. Eravamo ultimi a tre punti dalla penultima, quando la vittoria valeva 2 punti. A fine campionato eravamo settimi».

Riccardo Ciani, uno dei leader della tifoseria organizzata: «La situazione credo sia un’apocalisse per il calcio come viene inteso da noi della curva. Passare da chi diceva le cose come stanno a chi fa promesse ed ha un passato incerto è un disastro sportivo. Personalmente credo che ci aspettano tempi cupi».

Stringato il commento di Gianni Belli del gruppo Cani Sciolti: «Grossa delusione. Il Calcio a modo nostro, quello in cui credevo, scomparso così, senza neanche una spiegazione. I nuovi arrivati? meglio non commentare». In molti hanno invece declinato l’invito a commentare quanto sta accadendo. P.F.

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