Il Tirreno

Grosseto

Trasporti e disagi

Treni, linea Tirrenica ancora in tilt: ritardi record fino a cinque ore. Scoppia la protesta

di Ivana Agostini

	La stazione di Orbetello-Monte Argentario (foto d'archivio)
La stazione di Orbetello-Monte Argentario (foto d'archivio)

Orbetello: giornata da incubo giovedì 17 settembre. Un fulmine ha colpito un Regionale veloce. «Un solo convoglio fermo ha paralizzato l’intera tratta»: il Comitato pendolari protesta

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ORBETELLO. Linea bloccata per un fulmine e tre ore di attesa per muovere il treno. Convogli soppressi o sempre in ritardo.

La stagione dei pendolari è entrata di nuovo nel vivo con la riapertura della scuola e i disagi sono rimasti gli stessi che erano presenti prima dell’estate.

Una delle giornate peggiori è stata quella di giovedì (17 settembre) quando un fulmine si è abbattuto sul Regionale veloce 4133 che percorreva la tratta Pisa – Roma, nella zona fra Vada e Cecina bloccando per ore tutta la tratta con persone che hanno atteso moltissimo tempo treni, anche a Orbetello che poi non sono passati.

«Si è trattato di un evento imprevedibile – commentano dal Comitato pendolari della costa tirrenica – Molto meno inevitabili sono però le conseguenze che un singolo treno immobilizzato ha prodotto per ore sull’intera linea Tirrenica. Secondo le testimonianze che abbiamo raccolto – spiega il Comitato - la scarica avrebbe danneggiato la catena di alimentazione del Rock, impedendo al macchinista di rialzare entrambi i pantografi. Il convoglio è rimasto alimentato soltanto dalle batterie: luci disponibili, ma niente climatizzazione, normale produzione di aria compressa e toilette funzionanti. Il problema maggiore è stato il tempo necessario per liberare la linea. Il 4133 risulta ufficialmente fermo dalle 14,22 e per soccorrerlo è stato utilizzato un altro Rock, destinato al servizio regionale verso Piombino, con conseguente soppressione della corsa. Le procedure di Rfi prevedono espressamente anche l’utilizzo di un treno commerciale compatibile per trainare o spingere il convoglio guasto, proprio per contenere i tempi del soccorso. Come è possibile allora, – chiedono dal Comitato – che siano state necessarie oltre tre ore per spostare il treno da Vada a Cecina?».

Nel frattempo la linea Tirrenica è andata progressivamente in sofferenza. I tabelloni Rfi fotografati dai pendolari parlano da soli: a Orbetello, nel pomeriggio, comparivano ritardi fino a 205 minuti per l’Intercity 511 e addirittura 310 minuti per un Regionale; alle 19,18 a Livorno Centrale erano ancora indicati +160, +125, +105 e +95 minuti. Gli aggiornamenti della Regione Toscana documentano per tutta la serata cancellazioni e ritardi superiori alle due ore.

«Le conseguenze per i viaggiatori sono state pesanti – commentano dal Comitato – coincidenze perse a Roma Termini, collegamenti con il sud saltati e problemi anche per chi doveva raggiungere l’aeroporto di Fiumicino. E gli strascichi si sono avvertiti fino alla mattina successiva. Stamani (ieri per chi legge) Rfi registrava il 19431 Grosseto–Orbetello cancellato e il 19406 Orbetello–Livorno cancellato in partenza da Orbetello, poi effettuato più a nord».

Il Comitato chiede quindi a Trenitalia e Rfi di chiarire la cronologia dell’intervento: «quando è stato richiesto il soccorso, quando è stato individuato il treno soccorritore e quanto tempo è necessario per effettuare l’accoppiamento e liberare la linea. Il fulmine è durato un istante. I suoi effetti sulla Tirrenica si sono trascinati per ore e, per i pendolari, fino alla mattina successiva. Occorre capire cosa non abbia funzionato e soprattutto – concludono dal Comitato – come ridurre drasticamente i tempi di sgombero, perché su una linea strategica come la Tirrenica un singolo guasto non può produrre conseguenze di questa portata». 


 

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