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Vendemmia, crollano i prezzi dell'uva in Maremma: i Vignaioli del Morellino ora puntano sull'estero

di Massimiliano Frascino
Vendemmia, crollano i prezzi dell'uva in Maremma: i Vignaioli del Morellino ora puntano sull'estero

Confagricoltura: «I consumi sono ridotti e il potere d’acquisto delle famiglie cala da troppo tempo». La voce dei produttori

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GROSSETO. La vendemmia invera le peggiori aspettative del mondo del vino. Nella gran parte dei casi, come nel resto d’Italia, le cantine sono piene di vino invenduto in giacenza dall’anno scorso. Per cui in pochissimi ritirano le uve alle aziende che producono solo per poi venderle, con la conseguenza che i prezzi sono molto bassi. Troppo per coprire i costi di produzione. Un contesto generalizzato appena attenuato dal fatto che la produzione di uva, complice l’estate caldissima e siccitosa, è diminuita mediamente di un quarto rispetto alla vendemmia 2025.

«Il vino è fermo in cantina e i prezzi delle uve, con rese medie tra i 60 ed i 70 quintali a ettaro, non sono sostenibili rispetto ai costi di produzione – spiega Ranieri Moris, di Moris Farm, responsabile del settore vitivinicolo per Confagricoltura Grosseto – In piccola parte, quest’anno, ha aiutato il fatto che la vendemmia anticipata, con uve ottime, è caratterizzata da un calo produttivo importante rispetto all’anno scorso. Il problema, tuttavia, rimane strutturale perché si consuma meno vino e il potere d’acquisto delle famiglie cala da troppo tempo. Per questo riteniamo sia stato un errore da parte dei soci bocciare la proposta fatta dai Consorzi di tutela e promozione di ridurre la quantità d’uva prelevata in vigna. Una produzione più bassa, infatti, avrebbe sostenuto i prezzi sia dell’uva che dell’imbottigliato».

Sulla riduzione programmata delle rese per ettaro, in effetti, si è giocata una partita molto combattuta rispetto alle scelte produttive.

Bocciata la riduzione delle rese

Sia il consorzio di tutela del Morellino di Scansano che della Doc Maremma Toscana, avevano proposto ai soci di raccogliere una minor quantità di uva per ettaro rispetto ai limiti dei rispettivi disciplinari. Ma in assemblea gran parte dei viticoltori ha votato contro, e oggi c’è chi si morde le mani. Ma non tutti.

Come nel caso di Sergio Bucci, direttore della Cantina dei Vignaioli del Morellino di Scansano, che proprio nell’assemblea del proprio Consorzio di riferimento ha fatto una proposta diversa. Anch’essa però bocciata dalla maggioranza dei soci. «Molto semplicemente ho sostenuto che la riduzione del 20 percento dell’uva raccolta rispetto ai 90 quintali/ettaro previsti dal disciplinare di produzione, non avrebbero cambiato granché rispetto allo stato dell’arte. Noi, ad esempio, già da tre o quattro anni chiediamo ai nostri soci di non prelevare più di 75/78 quintali di uva a ettaro. Ho quindi chiesto che il 20 percento di uve in meno proposte dal Consorzio, fossero raccolte e destinate a produrre vino da vendere a un prezzo più basso su mercati esteri nei quali ancora il Morellino di Scansano non è conosciuto. Un obiettivo strategico sotto il profilo commerciale, per insediarci in mercati dove siamo per nulla o pochissimo presenti. La mia proposta è stata bocciata, ma come cantina dei Vignaioli faremo da soli, contando sul sostegno dei nostri soci».

Prezzi dell'uva in calo: pesa anche la crisi dei vini rossi

Anche Bucci, d’altra parte, conferma che i prezzi dell’uva sono in caduta libera. Il problema, oltre alla sovrapproduzione, sta nell’inflazione e nel mutamento dei gusti rispetto al consumo dei vini rossi. «Noi, tutto sommato, ce la caviamo – aggiunge – in termini di vendita delle bottiglie abbiamo a luglio una contrazione di appena l’1,4 percento sullo stesso mese del 2025. Anche le giacenze in cantina si sono ridotte del 27 percento rispetto all’anno scorso, a fronte del -0,7 percento in Toscana e del +6,9 percento in Italia – fa presente – Non abbiamo fatto la scelta di molti di abbassare il prezzo delle bottiglie per tenere il mercato: siamo un po’ in sofferenza con le vendite del Morellino più costoso, ma compensiamo con le altre tipologie, in modo particolare coi bianchi. Quanto alle uve che in molti non soci ci chiedono di comprargli, prima valuteremo la chiusura della vendemmia con gli apporti dei nostri soci. Se poi avremo bisogno di altra uva, cercheremo di venire incontro agli altri agricoltori».

Morellino, quanto viene pagata l'uva in vendemmia

Ad oggi, quando viene ritirata, l’uva di Morellino viene pagata 80-90 euro al quintale, 70-80 euro i bianchi più pregiati, e addirittura appena 30 euro il Sangiovese base.

«Noi – spiega Giulio Fontana, direttore della Cantina Terre dell’Etruria, che ha sede al Poderone di Magliano – in questi anni siamo riusciti a gestire bene le vendite e non abbiamo rese in cantina. Abbiamo sempre puntato sulla qualità e i diradamenti sulle viti. L’obiettivo quest’anno è di pagare ai nostri soci gli stessi prezzi dello scorso anno, anche se non sarà facile: intorno ai 90 euro le uve Igt e 110 quelle Doc e Docg. Molti produttori non collegati al sistema cooperativo ci chiedono di ritirargli il prodotto, ma non abbiamo abbastanza spazio in cantina».

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