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Sull’Amiata si investe sull’AI: 5,2 milioni a Biorsaf – L’acquisto di Cooki e il numero dei collaboratori può triplicare

di Massimiliano Frascino

	Il team di Biorsaf al gran completo 
Il team di Biorsaf al gran completo 

La società milanese "P101 Società di gestione del risparmio" ha investito nell’azienda di Castell’Azzara per le grandi prospettive di sviluppo nel settore della digitalizzazione delle procedure di compliance e gestione dei dati della filiera del cibo

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CASETLL’AZZARA. Il venture capital italiano, ovvero il capitale di rischio, ha oramai messo gli occhi sul Monte Amiata. Più precisamente sulla società Biorsaf di Castell’Azzara, leader nella digitalizzazione dei processi di sicurezza e qualità alimentare nel nostro Paese.

L’investimento

Nella giornata di ieri (10 settembre), infatti, la milanese "P101 Società di gestione del risparmio", protagonista nell’allocazione del capitale di rischio con focus internazionale, ha dato notizia di un round di investimento da 5,2 milioni di euro nella società amiatina. Investimento motivato dalle grandi prospettive di sviluppo nel settore della digitalizzazione delle procedure di compliance e gestione dei dati della filiera del cibo: sicurezza (Haccp), qualità, tracciabilità, valori nutrizionali degli alimenti, analisi dei loro costi e dell’etichettatura. Quello di ieri, a testimonianza della crescita accelerata di Biorsaf, è il terzo round di investimento di cui gode l’azienda di Castell’Azzara.

Già nel 2024 e nel 2025, infatti, altre risorse erano arrivate da Maia Ventures, fondo specializzato nell’agrifoodtech e da Farming future di Cassa depositi e prestiti. «Nella fase di startup - spiega l’amministratore delegato di Biorsaf, Marco Papalini - ad aprirci le porte del mondo del venture capital è stata la grossetana Tofeed & Partners di Luigi Galimberti, al quale dobbiamo molto. Anche grazie alle risorse del capitale di rischio, Biorsaf ha acquisito Cooki, piattaforma dedicata alla gestione digitale delle informazioni alimentari, dando vita al primo operatore italiano in grado di offrire in un’unica soluzione la digitalizzazione di tutte le procedure di compliance e gestione dei dati della filiera food».

Il nuovo piano triennale 

Round e acquisizione segnano l’inizio di un piano triennale che porterà i ricavi della società a crescere in modo esponenziale ampliando il team dagli attuali 40 a 120 collaboratori già nei prossimi diciotto mesi. Al centro del progetto, lo sviluppo di una piattaforma IA unica nel suo genere, destinata a trasformare e automatizzare la gestione dei processi di qualità, sicurezza e operations. Introducendo un nuovo standard tecnologico nel settore food, work e water safety italiano, che conta circa 3,4 milioni di imprese da oltre 12 miliardi di euro di ricavi, ma con un tasso di digitalizzazione che si ferma al 3%.

L’azienda

Fondata nel 2021 a Castell’Azzara, Biorsaf in soli tre anni è diventata il principale operatore italiano, raggiungendo oltre 10mila utenze attive e conquistando clienti che spaziano dai piccoli esercenti alle grandi catene della ristorazione, come il Gruppo Cigierre, Compagnia Generale Ristorazione Spa (che controlla i brand Old Wild West, America Graffiti, Pizzikotto, Wiener Haus, Shi’s e Smashie), dall’Horeca fino alla Gdo con operatori come Conad.«Con il nuovo round e l’acquisizione di Cooki - aggiunge Papalini - acceleriamo la crescita: in tre anni abbiamo costruito la piattaforma di riferimento per l’automazione della compliance alimentare in Italia e siamo pronti per la prossima fase di sviluppo. L’integrazione con Cooki completa la nostra offerta e rappresenta il primo passo di una strategia di consolidamento di un mercato ancora estremamente frammentato. L’obiettivo è crescere rapidamente, sia organicamente, sia attraverso il consolidamento del mercato e l’innovazione tecnologica, mettendo l’intelligenza artificiale al servizio della sicurezza e dell’efficienza delle imprese del settore alimentare».

La piattaforma

La piattaforma elimina la carta, e automatizza attività e controlli tradizionalmente manuali, liberando, si stima, 30 minuti al giorno di lavoro ad utenza, e riducendo significativamente i costi operativi per oltre 30 milioni di euro stimati tra le utenze attive nel solo 2025, oltre all’impatto qualitativo e diretto su efficienza, sostenibilità e sicurezza aziendale. Il sistema si rivolge sia agli operatori della filiera del controllo, sia a responsabili aziendali e consulenti. Per questi ultimi Biorsaf ha sviluppato il primo agente di intelligenza artificiale professionale dedicato alla gestione digitale della sicurezza alimentare, progettato per automatizzare le attività di controllo, monitoraggio, conformità normativa e gestione documentale». 
 

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