Palio di Castel del Piano 2026, il trionfo delle Storte
Diego Minucci al debutto trionfa con un ultimo giro da record sorpassando Gingillo: per la seconda volta nella storia a vincere è un fantino di casa, non succedeva dal 1995
CASTEL DEL PIANO. Una corsa capolavoro di Diego Minucci, “Fastidio”, su Espu fa tornare al successo la contrada delle Storte (l’ultimo successo era stata nel Palio straordinario del 2022) nell’edizione 2026 del Palio di Castel del Piano.
Il fantino castelpianese (nato per sbaglio a Como, ma cresciuto sul Monte Amiata), al debutto sul tufo di piazza Garibaldi, dopo aver corso per la prima volta il 3 luglio scorso a Siena (con Eberardo per il Drago), si è reso protagonista di una gara meravigliosa. Allo scoppio del mortaretto il fantino delle Storte si è piazzato alle spalle di Monumento, con Giuseppe Zedde “Gingillo” e Benito Baio autore di una grande partenza.
Nell’ultimo giro, però, Diego Minucci ha cambiato marcia e con prepotenza ha effettuato il sorpasso alla curva della Gattina e da lì è volato verso la vittoria staccando nettamente Monumento, che ha pagato probabilmente la partenza di rincorsa, e Borgo, che poteva contare su un binomio d’eccellenza come Antonio Siri detto Amsicora, su Unamore. Più staccato Poggio, con Andrea Sanna detto Virgola su Volpino, che non è mai entrato in gara. Grande la festa dei contradaioli delle Storte, che sono corsi in chiesa a ritirare il drappo e per le migliaia di persone che si sono sistemate in piazza Garibaldi (chiamata anche piazza delle Storte) sfidando il gran caldo per assistere prima alla sempre affascinante sfilata storica e poi all’attesa gara, con i cavalli che sono entrati in pista dopo che la sindaca Cinzia Pieraccini ha fatto il giro di ricognizione insieme ai comandanti dei carabinieri e della polizia locale, prima di sistemarsi sul palco d’onore insieme ai quattro capitani.
Quello di stasera, 8 settembre, è stato, tra l’altro, un palio difficilissimo, con i quattro fantini che per un’ora (andando dunque oltre i 45 minuti regolamentari, rimediando anche un richiamo ufficiale), hanno girato come fossero al tondino, affacciandosi alternativamente sulla linea di partenza, senza mai allinearsi, nonostante i continui richiami del mossiere Davide Busatti, con Borgo e Monumento che non si sono persi di vista un attimo per non concedere spazi. C’è stata una falsa partenza, con Borgo che ha abbassato il canape, mentre il cavallo del Monumento era ancora girato. Alla vigilia Benito Baio, il cavallo che ha vinto nel 2024 e nel 2025, e Gingillo erano i grandi favoriti (l’assegnazione è stata accolta con un’ovazione dai contradaioli) e per tre giri di pista hanno in realtà rispettato i pronostici, ma un giovanissimo debuttante, Diego Minucci, ventuno anni compiuti il 4 settembre, si è confermato e con l’autorità di un veterano, ha spinto alla vittoria Espu, un cavallo pianese di proprietà della famiglia Tondi.
Una curiosità: per Fastidio non è la prima vittoria assoluta, ma ha già fatto suo il Memorial Pioli nel 2024. Gingillo vede invece sfumare la settima vittoria della carriera a Castel del Piano, ma il grande deluso è Antonio Siri, che non è mai riuscito a cambiare marcia, rimanendo sempre nelle retrovie, nonostante una buona velocità, prima alle spalle di Fastidio, poi di Gingillo. Era dai tempi di Stefano Bernardini, nel 1995, che un fantino di casa non vinceva il Palio di Castel del Piano. «Questo fatto rende tutto più bello – racconta Diego Minucci, con il suo faccino acqua e sapone – Era abbastanza scontato che venisse una mossa abbastanza lunga, abbiamo aspettato i tempi giusti, io cercavo di tenere il cavallo più tranquillo possibile, ma quando ho la partenza iniziava a farsi matura ho l’ho tenuto più sveglio».
La vittoria in una gara importante come Castel del Piano proietta sicuramente Fastidio nell’elite nazionale. «Spero soltanto che sia un bel biglietto da visita – sorride – per l’anno prossimo. Ringrazio i vertici del Drago che sono venuti a seguirmi negli ultimi due giorni. Con questo successo spero di dare… Fastidio anche a Siena, il prima possibile». L’ultima battuta del vincitore è su Espu, un anglo-arabo baio nato nel 2020: «È un cavallo precisissimo, che ha un fisico che può reggere anche una mossa pesante. Non ha nessun tipo di problema, è stato preparato alla grande. E permettetemi di fare i complimenti ai preparatori e al proprietario». Per tutta la notte nella piccola contrada delle Storte, che si trova in un’area che va dall’ingresso del paese venendo da Siena e arriva fino a piazza Garibaldi, si è festeggiato la 17ª vittoria. Esulta il priore Francesco Carletti: «È uno dei palii più belli vinti dalla nostra contrada, paragonabile forse a quello del 2007. Diego Minucci è da tempo nella nostra orbita, si sentiva che potesse diventare uno di famiglia; è stato fenomenale, quel sorpasso all’esterno alla Gattina, che si vede raramente, dimostra tutte le sue capacità». «Ci credevo tanto, l’ho anche sempre detto – aggiunge il capitano Fabio Guerrini – Il cavallo mi era piaciuto dalle batterie e non ho mai dubitato di Diego, un ragazzo fatto in casa, animato da una gran passione. Con Fastidio c’è sempre stato un buon rapporto. Abbiamo deciso di affidargli la monta e il nostro cuore non ha sbagliato».
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