In bici dall’Italia fino a Capo Nord: l'impresa di un toscano in 18 giorni – A giugno il furto del mezzo ricomprato con una colletta
Francesco Lucchesi, di Follonica, ha completato la North Cape 4.000 partendo da Rovereto.
FOLLONICA. Francesco Lucchesi ce l’ha fatta: diciotto giorni per percorrere 4.000 chilometri in bicicletta e arrivare dall’Italia a Capo Nord. Lucchesi, follonichese trapiantato a Torino, ha portato infatti a termine la North Cape 4.000, l’avventura in bici a “ultra distanza” più partecipata al mondo.
Più di 500 ciclisti con partenza da Rovereto e arrivo a Capo Nord passando per Monaco, Berlino, Granna e Rovaniemi. Un’esperienza più che un viaggio che per Lucchesi ha avuto anche numerosi risvolti complicati e dolorosi; il furto della bici a inizio giugno fino all’improvvisa scomparsa del padre Fabrizio, mancato a poche settimane dalla partenza del viaggio.
Dopo il furto, Lucchesi è potuto partire grazie alla sensibilità e alla disponibilità degli amici che hanno aperto una sottoscrizione su Gofundme, raccogliendo in poche ore più dei 3mila euro necessari all’acquisto di una nuova bici. «Diciotto giorni, quattromila chilometri, un sogno – racconta Francesco a Il Tirreno – è stato un viaggio indimenticabile attraverso l’Europa, la ricchezza dei suoi paesaggi e le emozioni che, giorno dopo giorno, mi hanno accompagnato per questo splendido tragitto. La fatica, fisica ma soprattutto mentale, si è fatta sentire, ma l’obiettivo era troppo grande per non accettarla. Le prime giornate sono state cariche di entusiasmo e tempo favorevole, che mi ha permesso di attraversare la Germania, passando per i check point di Monaco e Berlino. Poi il traghetto per la Svezia, e con esso l’inizio della vera prova».
Le prime difficoltà sono infatti arrivate una volta approdati nella penisola scandinava. «La stanchezza ha iniziato a farsi sentire davvero – continua – pioggia battente, vento forte e rettilinei infiniti hanno messo a dura prova la resistenza fisica, a cui si è aggiunto un dolore muscolare che mi ha costretto ad abbassare i ritmi, a pedalare con la paura addosso invece che con la forza. Gli ultimi giorni, superate le difficoltà, sono stati un susseguirsi di emozioni incredibili e stupore: superato il circolo polare artico a Rovaniemi, il paesaggio si è trasformato e finalmente sono comparse le renne, diventate compagne di ogni giornata fino alla fine. Dopo diciotto giorni in sella Capo Nord è arrivato all’improvviso, insieme alla commozione per l’impresa appena compiuta».
Un misto di emozioni positive e soddisfazione ma anche di paura e di tristezza iniziate il giorno del furto della bici e conclusi solamente una volta completata l’avventura. «Le circostanze degli ultimi due mesi mi hanno condotto alla partenza senza la giusta preparazione fisica e mentale – conclude Lucchesi che nei giorni scorsi è stato abbracciato da tutta Senzuno – prima il furto della bicicletta con cui sarei dovuto partire, poi il gesto dei miei amici che in poche ore hanno organizzato una raccolta fondi per farmene avere una nuova; infine il lutto per l’improvvisa scomparsa di mio babbo, a poche settimane dalla partenza. Ancora fatico a realizzare cosa sia successo, ma so che avevo un piccolo sogno, e se sono riuscito a viverlo fino in fondo è solo grazie al supporto di chi mi è stato vicino. Io ci ho messo le gambe, loro il cuore».
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