Follonica, gli rubano la bici per la North Cape ma gli amici salvano il suo sogno
In due giorni raccolti online 3mila euro. Ora Francesco Lucchesi può partire per la corsa ultra-distance da Rovereto fino a Capo Nord in Norvegia
FOLLONICA. Una storia di sport, amicizia e solidarietà che in pochi giorni ha permesso di risolvere un problema potenzialmente ingestibile. Protagonisti due ragazzi follonichesi, Francesco Lucchesi e Andrea Bottazzi, amici di lunga data anche adesso che Lucchesi, per motivi di lavoro, si è trasferito a Torino. A fine luglio infatti si disputa la North Cape 4.000, l’avventura in bici ad UltraDistanza più partecipata al mondo: 4mila chilometri per più di 500 partecipanti con partenza da Rovereto e arrivo a Capo Nord passando per Monaco, Berlino, Gränna (Svezia) e Rovaniemi (Finlandia), evento al quale Lucchesi si era iscritto da tempo.
Il furto
Ma la notte fra l’1 e il 2 giugno qualcuno entra in casa di Lucchesi e gli ruba la bici, proprio quella che avrebbe dovuto utilizzare per la North Cape 4.000. Un colpo difficile da mandare giù a così poche settimane dalla partenza. E così Bottazzi non ci ha pensato due volte e ha aperto una sottoscrizione su Gofundme.com raccontando tutta la storia, dalla nascita della loro amicizia fino all’episodio del furto, chiedendo piccole donazioni per arrivare alla somma necessaria all’acquisto di una nuova bicicletta, ovvero 3mila euro. Un traguardo raggiunto praticamente in un paio di giorni scarsi perché nel weekend i contributi hanno superato quota 3.200 euro. «Francesco è da qualche anno torinese di adozione – spiega su Gofundme Bottazzi – la sua vita è un continuo andare e tornare tra il mare, montagne e città, dividendosi tra lavoro, studio e allenamenti: lavora, frequenta un master, cerca di realizzare una ciclovia per la sua amata Maremma, coltiva le relazioni e soprattutto pedala. Con Francesco abbiamo condiviso una vita intera: avventure, viaggi, giornate spensierate e periodi più difficili, affrontati sempre spalla a spalla. Tra tutte le passioni che ci hanno accompagnato negli anni, la bici è stata spesso una compagna di viaggio, ma è solo una parte di quello che rappresenta davvero il nostro legame».
Poi, all’improvviso, il furto. Che ha segnato profondamente non solo Lucchesi ma anche l’amico. «Una bici non è solo alluminio, carbonio e ruote. È fatica, tempo, sacrificio. È ogni uscita sotto la pioggia, ogni alba presa al volo, ogni rinuncia fatta per inseguire un obiettivo. E soprattutto, è relazione. Una connessione unica tra chi pedala e il mezzo su cui pedala. Questo furto non è solo un danno economico, è un colpo emotivo, arrivato proprio nel momento in cui Francesco stava dando tutto per costruire qualcosa di importante. E allora noi, il suo gruppo di amici di una vita, abbiamo deciso di fare una cosa semplice: esserci».
La raccolta fondi online
Così è partita la sottoscrizione che in pochi giorni ha raccolto un centinaio di adesioni con donazioni delle più svariate cifre, dai 5 ai 300 euro, superando in breve l’obiettivo previsto. «I fondi verranno raccolti direttamente da Francesco e destinati a recuperare il materiale necessario per questa esperienza – conclude Bottazzi – ogni euro raccolto verrà documentato e ogni euro speso verrà tracciato in totale trasparenza». «Un episodio spiacevole si è trasformato in qualcosa che non avrei mai potuto immaginare: un’ondata di affetto e sostegno stupendo – racconta invece Lucchesi – la comunità che ho la fortuna di avere intorno, i miei amici, la mia famiglia, il team Free Bike Pedale Follonichese e tutte le persone che in un modo o nell’altro mi hanno dimostrato la loro vicinanza, è stata semplicemente straordinaria. Non trovo altre parole. Viaggio in bicicletta ormai da qualche anno, ho visto paesaggi mozzafiato e vissuto momenti indimenticabili, ma questa è stata in assoluto la cosa più bella che abbia mai vissuto. Mi piace vedere l’avventura che mi aspetta come una maratona. Si dice che la distanza regina venga corsa per 30 chilometri con le gambe, 10 con la testa, 2 con il cuore e gli ultimi 195 metri con le lacrime agli occhi: ecco, io in questi giorni ho corso quei 195 metri. Magari avrò perso qualche giorno allenamento, ma ho fatto un pieno di energie e di emozioni che mi dà la carica per portare avanti questo sogno da 4.000 chilometri».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=96f9bf9)