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Il ricordo

Grosseto: addio a Luciano Bragagni, anima del campeggio Il Sole

di Maurizio Caldarelli

	Luciano Bragagni, a dx con uno dei tonni pescati, l’ultimo quando aveva 82 anni
Luciano Bragagni, a dx con uno dei tonni pescati, l’ultimo quando aveva 82 anni

Dalla musica alla pesca: a Marina riuscì a pescare un tonno da 130 kg. Da giovane la parentesi nel mondo del ciclismo. Il figlio “Gipo”: «Per me è stato un mentore»

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GROSSETO. Marina e il capoluogo sono in lutto per la scomparsa di Luciano Bragagni, 87 anni, per mezzo secolo un punto di riferimento per chi ha frequentato d’estate la costa. Direttore del campeggio Il Sole di Marina, grossetano doc, appartenente al gruppo dei ragazzi che negli anni ’50 e ’60 frequentavano il Bar Centrale di corso Carducci. Lasciata la città era andato a vivere in una casa in campagna, nel Parco lungo la trappola; nella quale si era dedicato all’orto e al vino. Grande amico di Roberto Ferretti, Luciano è stato molto attivo in politica: un intellettuale negli Settanta e Settanta, pur non avendo mai avuto incarichi.

Il nome di Luciano Bragagni, sposato con Laura Sensi, dalla quale ha avuto due figli, Gianmarco e Azzurra, è legato però soprattutto al campeggio Il Sole: fu il fondatore e il direttore fino allo scorso anno, in cui ha lasciato ufficialmente le redini al figlio. Un’attività che ha portato lustro alla frazione balneare. Prima di dedicarsi anima e corpo a Il Sole, che ha sempre diretto con passione, lavorava al Comitato di controllo della Regione Toscana. Tra l’altro è stato uno dei primi a credere negli ormeggi sul canale San Rocco, anche nel 1998 cambiò tutto con la nascita dei Porto della Maremma. Bragagni è stato una figura amata e dalle molteplici passioni e attività.

«È stato un grande pescatore – sottolinea il figlio Gianmarco – il primo a portare la pesca al tonno a Marina di Grosseto e il primo a prendere un esemplare gigantesco di 130 kg a Marina di Grosseto. Per far capire il personaggio che era possiamo ricordare anche un altro suo record: ha catturato l’ultimo tonno a 82 anni. Se la cavava molto bene anche nella raccolta dei funghi, sapeva trovarli nei punti giusti».

Gli sportivi della sua generazione ancora in vita ricordano anche i trascorsi di Luciano Bragagni come ciclista: è stato un ottimo dilettante, che ha avuto la chance professionistica, con la gloriosa Magniflex di Prato. Dopo due corse, però, decise di smettere per portare la pagnotta a casa. Amava anche giocare a tennis e fu uno dei soci fondatori del circolo di via Manetti. Fu anche consigliere dell’associazione Pro Loco di Marina di Grosseto, dell’Aot e della cooperativa Bocca d’Ombrone. Gianmarco Bragagni, per tutti “Gipo”, ha la grande passione della musica: «Non poteva essere diversamente, aveva la camera piena di dischi di cantautori. Tutta la mia formazione musicale la devo a lui. Per me era un mentore. La musica è uno dei grandi amori che mi ha trasmesso mio padre, insieme alla pesca, alla musica, al campeggio».

Oggi alle 16,30 sarà possibile dare l’ultimo saluto a Luciano nella sala del commiato della casa funeraria Rocchi, prima del trasferimento al tempio crematorio. Ha chiesto che le sue ceneri fossero sparse in mare.
 

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