SolTiox, c'è la svolta: via la cassa integrazione a 190 operai
L’azienda ha riacceso la seconda linea produttiva e sta puntando alla terza. Per questo sono previste nuove assunzioni
SCARLINO. Nella giornata di oggi in tarda mattinata è arrivata la buona notizia. Il management di SolTiox (ex Venator) e i rappresentanti sindacali della Rsu aziendale, infatti, hanno chiuso l’accordo per interrompere la cassa integrazione salariali a partire dalla giornata di oggi. Una notizia che era nell’aria, ma che assume tanto più valore nella giornata della festa del lavoro. Mettendo fine a una crisi aziendale che si è protratta per tre anni – con la multinazionale Venator in progressivo disimpegno rispetto all’impianto di produzione di biossido di titanio del Casone di Scarlino – prima che a inizio 2026 la newco SolTiox, costituita dal gruppo Solmar attraverso Nuova Solmine, subentrasse nella proprietà rilevando la fabbrica.
La notizia era nell’aria perché dopo la rimessa in moto della prima delle tre linee di produzione del biossido di titanio, già da qualche settimana era stata riavviata anche la seconda, dopo che tra fine marzo e inizio aprile erano state effettuate le manutenzioni e le conseguenti prove di eccezione del forno di calcinazione. Una ripresa produttiva della quale si mormorava a mezza bocca, ma che non era stata ufficializzata. D’altra parte, già da diversi giorni, praticamente quasi nessuno degli operai e dei tecnici era in cassa integrazione, perché tutti erano impegnati nelle varie fasi di riattivazione e produttive.
Dopo le uscite dell’ultimo anno e mezzo, in azienda erano rimasti 190 operai degli originali 250. Buona parte dei quali era tornato al lavoro dall’inizio dell’anno svolgendo le rotazioni previste dalla cassa integrazione. Con loro avevano iniziato a tornare al lavoro anche una parte degli addetti dipendenti delle aziende appaltatrici dell’indotto, che si occupano prevalentemente di manutenzioni e logistica. Ora, con la riaccensione della seconda linea di produzione, sono già una decina le nuove assunzioni previste per far girare la macchina, in attesa che torni a pieno regime con l’utilizzo anche della terza linea di estrazione del pigmento. E sfruttare appieno il potenziale produttivo di 60.000 tonnellate di biossido di titanio.
Soddisfatto il commento dell’assessore a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras. «È il segnale concreto che la ripartenza produttiva voluta da SolTiox, già avviata ad inizio anno, sta dando i suoi frutti. Recuperare un presidio industriale strategico come quello di Scarlino è stato un obiettivo che abbiamo perseguito con determinazione, convinti che il rilancio della chimica sostenibile in Maremma fosse possibile. Questa notizia, nella giornata del Primo Maggio, assume un valore particolare: restituire lavoro e prospettive a quasi duecento famiglie è la migliore ricetta per celebrare i diritti dei lavoratori. La Regione continuerà a vigilare e a sostenere questo percorso di rinascita industriale».
