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Grosseto, colpo da 90mila euro in casa dell'avvocato e cane aggredito. Lo sfogo: «Caso "mollato" dopo 19 giorni»

di Matteo Scardigli

	Nella foto un malvivente che commette un’effrazione (ricostruzione d’archivio). Nel riquadro il cane Rocky
Nella foto un malvivente che commette un’effrazione (ricostruzione d’archivio). Nel riquadro il cane Rocky

Il legale ringrazia le forze dell’ordine ma i tempi della richiesta di archiviazione proprio non riesce a digerirli

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GROSSETO. Il pubblico ministero presenta richiesta di archiviazione dopo 19 giorni. Pochi secondo l’avvocato Guiscardo Nicola Italo Allescia, considerata la propria esperienza in materia (sia diretta e che indiretta, si vedrà) e il fatto che i malviventi che hanno devastato la casa in cui vive con moglie e figlio, prima di portare via un cospicuo bottino, avrebbero anche cercato di uccidere il suo cane. Come se la Giustizia avesse deciso di alzare bandiera bianca.

È il tardo pomeriggio del 26 febbraio, un giovedì. I coniugi Allescia escono per fare la classica spesa all’ultimo tuffo, salgono in auto e si dirigono verso il supermercato. L’abitazione, due piani in zona Castiglionese con un piccolo giardino, non dovrebbe rimanere sguarnita a lungo: il giovane universitario rientrerà di lì a poco e poi c’è Rocky, fedelissimo rhodesian ridgeback grande e robusto di cinque anni. A ricostruire il resto sarà chiamata la polizia, che il legale oggi ancora tiene a encomiare per disponibilità e professionalità dimostrate nell’immediatezza dei fatti.

«Quando siamo rientrati mia moglie ha subito accusato difficoltà a respirare e lì per lì abbiamo pensato a una fuga di gas. Poi ha visto il quadro nel tinello appoggiato a terra», premette Allescia, che poi racconta: «È lì che abbiamo scoperto che sulla parete, dietro alla cornice, c’era una piccola cassaforte, che era stata forzata e aperta (per quanto ci riguarda non c’era dentro alcunché). Non so come facessero a saperlo loro». Il seme del dubbio.

I ladri, esporranno gli investigatori all’avvocato, si sospetta abbiano agito almeno in tre: un colpo studiato, probabilmente con appostamenti per studiare i movimenti dei residenti e colpire nel momento di minimo rischio e massima resa. Entrati dalla porta finestra che dà sulla corte interna mettono a soqquadro diverse stanze arraffando tutto quello su cui possono mettere le mani; trovandosi però di fronte il cane.

«Hanno portato via gioielli e monili per 80-90mila euro, ori che erano stati tramandati nelle nostre rispettive famiglie di origine, e quelli acquistati da noi. Oggetti dal grande significato sentimentale ma che a rivenderli vengono pagati un decimo del loro valore in denaro. Ma – sottolinea – non sono riusciti a prendere l’orologio appoggiato sul tavolino, un Omega che mia madre aveva dato a mio padre come regalo di fidanzamento», riassume il legale.

È proprio Rocky a sventare il peggio, se non altro mettendo pressione addosso ai malfattori, che – infatti – non riescono a completare l’opera; pagando però un caro prezzo: «Quell’aria opprimente che avevamo accusato rientrando con ogni probabilità pensiamo fosse spray urticante utilizzato per fermarlo: mio figlio, dopo averlo accarezzato, ha sentito un forte bruciore agli occhi. Poi abbiamo trovato un bastone che di sicuro hanno brandito contro di lui: i morsi sul legno sono la prova che ha cercato di difendere se stesso e il resto della casa».

I ladri scappano. Le indagini vengono avviate ufficialmente il giorno dopo, venerdì 27, a seguito della denuncia sporta in questura.

Nel frattempo gli Allescia rimettono a posto mentre regalano coccole extra al proprio animale domestico, che dà la sensazione di sentirsi quasi in colpa per non aver fatto il suo dovere fino in fondo, e rinforzano la sicurezza domestica. Sono “abituati” a subire furti: «Questo è il quinto in 35 anni, tra le varie abitazioni in cui siamo stati», precisa il legale, che ritiene l’assicurazione una cosa per famiglie che possiedono beni particolarmente quotati, famiglie che danno certo più nell’occhio rispetto alla sua. Si scrollano di dosso lo choc e riprendono con la quotidianità, e quindi aspettano.

Poi, dopo i 19 giorni di cui sopra, arriva loro la notifica. «Va bene che in questi casi è molto difficile, se non impossibile, trovare i responsabili. Ma quando ho assistito una mia cliente che aveva sporto denuncia per il furto dei suoi documenti ,per arrivare allo stesso esito c’erano voluti quattro o cinque mesi», riassume l’avvocato, forte – appunto – della propria esperienza in materia. E infine si lascia andare: «Un’archiviazione così rapida è sintomo di una totale impotenza» è l’amaro sfogo nei confronti del sistema. Come dire, chiosa (sui social), che «insomma non è successo niente e non vale la pena di perdersi dietro a queste quisquilie».

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