Addio all’imprenditore che fece arrivare sull’Amiata il Napoli di Maradona
Il cordoglio del Comune: «Una persona speciale che ha dedicato tutta la sua vita alla crescita e alla propria terra d'origine»
CASTEL DEL PIANO. Dici Attilio Betti e non puoi non pensare alla sua attività di imprenditore. Dici Attilio Betti e non puoi non pensare alla sua passione per il calcio, a quella volta che da presidente della Neania Castel del Piano contribuì all’impresa di portare il Napoli di Diego Armando Maradona in ritiro sul Monte Amiata, con quella celebre amichevole che è stata ricordata nell’estate 2024, a quaranta anni di distanza, anche con un video.
Attilio è morto, avrebbe compiuto 80 anni fra due mesi. Era titolare della Betti Marmi, l’azienda di via dei Mille fondata dal padre Gino nel 1946. Una tradizione di famiglia che ha attraversato tre generazioni. Riassume il Comune di Castel del Piano, che ha trasmesso il proprio messaggio di cordoglio: «Castel del Piano perde un altro pezzo importante del suo cuore. Se ne va Attilio Betti e viene a mancare un altro imprenditore di “passione” e “capacità”, una persona speciale che ha dedicato tutta la sua vita alla crescita e alla propria terra d'origine. I suoi amori li ha espressi in un legame fortissimo per la Neania, con il sostegno alla squadra di calcio locale, e nell'impegno continuo per lo sviluppo della sua impresa. Il Comune di Castel del Piano, la sindaca, la giunta e il consiglio comunale si uniscono nel dolore alla famiglia e alla comunità tutta».
Attilio Betti era in prima linea in quell’agosto 1984, quando El Pibe de oro salì insieme al suo Napoli sul Monte Amiata per la preparazione estiva precampionato. Al Tirreno, quaranta anni dopo, aveva ricordato così quegli anni in cui l’Amiata si era proposto alla ribalta anche internazionale: «Eravamo il centro del mondo, potrei raccontare storie e aneddoti per ore e ore. Nel 1982 venne in ritiro a Castel del Piano l’Inter con tanti giocatori che un mese prima avevano vinto il Mondiale con la Nazionale, vennero la Fiorentina di Eriksson, il Genoa di Tacconi e Caricola, la Lazio di cui era presidente Giorgio Chinaglia con il medico sociale dottor Ziaco che operò il nostro giocatore Manfredi che aveva subito un intervento gravissimo, gli fece fare la riabilitazione come se fosse un giocatore della Lazio. Altri tempi, altri uomini». E ancora: «Il sindaco Francesco Elia Forti si adoperava incessantemente e costantemente per portare questi prestigiosi club a Castel del Piano. In quei giorni si dimise dalla carica di sindaco per contrasti collegati alla situazione sanitaria dell’ospedale, e la seconda amichevole del Napoli fissata contro il Grosseto venne giocata nel capoluogo maremmano anziché a Castel del Piano come invece deciso in un primo momento. Fu la partita passata alla storia per il famoso tunnel che il portiere del Grosseto Gino Ferioli fece a Maradona».
Il calcio è sempre rimasto nella sua vita, Attilio è stato presidente e dirigente anche in altri sodalizi. E adesso tutta la comunità, non soltanto quella sportiva, piange quest’uomo che ha contribuito allo sviluppo dell’Amiata.
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