Padre e figlio in campo nella stessa squadra: la partita speciale a Porto Ercole
Babbo Umberto rivela: «Per me è stato come un secondo esordio, avevo la medesima adrenalina di quando ero ragazzo»
PORTO ERCOLE. “Tu chiamale se vuoi emozioni” era la strofa di una famosa canzone di Lucio Battisti che calza a pennello per descrivere i sentimenti profondi che nascono dalle piccole cose a vanno a scavare nella complessità dell’animo umano.
La storia in questione nasce su un campo di calcio, è avvenuta domenica pomeriggio allo stadio Miraldo Sabatini di Porto Ercole in occasione della partita del campionato di Terza categoria tra la formazione locale e l’Atletico Grosseto. I protagonisti sono babbo e figlio, ovvero Umberto e Riccardo Fusini, e la storia in questione ci offre molti spunti interessanti, ad iniziare dal fatto che il calcio in queste dimensioni è molto più di un pallone che rotola, è un’emozione a cielo aperto con i connotati di una favola che si trasforma in splendida realtà.
Umberto Fusini, classe 1974, è stato un’ala forte e tecnicamente di eccellente qualità, ha giocato per alcune stagioni nel Grosseto disputando i campionati Interregionale ed Eccellenza. Il suo esordio in prima squadra nel Grifone avvenne in occasione di un memorabile Grosseto-Viterbese in cui la formazione laziale non riuscì a vincere e quel giorno perse il campionato. L’allenatore del Grosseto era Franco Nanni che indovinò la mossa di far giocare il giovane Umberto Fusini che non tradì le attese.
Dopo l’esperienza con il Grosseto, Fusini ha giocato nell’Orbetello, nell’Albinia e nel San Donato dove ha vinto un campionato di Seconda categoria.
Riccardo Fusini, classe 2004, è un attaccante che segue con devozione calcistica l’allenatore Miraldo Sabatini che è il nipote dell’omonimo presidente per tanti anni del Porto Ercole a cui è intitolato lo stadio di questo splendido paese affacciato sul mare nel promontorio dell’Argentario. Riccardo è un attaccante ed ha fatto il settore giovanile principalmente con Miraldo Sabatini nell’Albinia, nel Roselle e lo scorso anno era in prima squadra con il Fonteblanda: aveva subìto un grave infortunio con la rottura del crociato del ginocchio. Un recupero che è stato lungo e duro ed è coinciso con l’iscrizione del Porto Ercole al campionato di Terza categoria.
Ciò ha generato grande entusiasmo in tutto il paese che non aveva più la propria squadra da ben sei anni. Il presidente Giovanni Nieto e un gruppo di dirigenti appassionati e con una immensa voglia di far tornare il calcio a Porto Ercole ha saputo trasmettere a tutto l’ambiente calcistico del territorio la percezione di tornare a fare calcio con l’entusiasmo e con la voglia di divertirsi.
Riccardo Fusini ha deciso senza tentennamenti che era l’ambiente giusto dove riprendere dopo l’infortunio, suo padre Umberto si è detto disponibile a dare una mano anche in considerazione che l’allenatore della squadra è un carissimo amico e un tecnico di provata bravura ed esperienza come Alfredo Carotti.
Fino a domenica pomeriggio le strade di Umberto e Riccardo non si erano mai incrociate in campo, poi la sorpresa quando mister Carotti senza dire nulla in anticipo ha dato la formazione indicando con il numero 4 Umberto Fusini e con il numero 9 Riccardo Fusini. Alfredo Carotti era stato ermetico alla vigilia, quindi è stato un colpo a sorpresa. Riccardo è diventato rosso in viso dall’emozione e Umberto ha confessato: «Per me è stato come un nuovo esordio, avevo la stessa adrenalina di quando ero un ragazzo e feci l’esordio in quel lontano Grosseto-Viterbese».
Poi la partita è filata liscia, il Porto Ercole ha vinto per 3-1 con i gol di Ricciotti, La Mantia e Turchetti, mister Carotti ha utilizzato il modulo 4-3-3 con Umberto in versione libero moderno e Riccardo componente del reparto offensivo.
È finita con baci, abbracci e tanta emozione e con il sorriso sotto i baffi di mister Carotti, un sorriso di chi sa benissimo che certe situazioni, se vuoi, puoi chiamarle anche emozioni.
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