Grosseto, dal concorso di bellezza alla pizzeria in via Roma: «Il degrado arretra quando c’è vita»
Candidato alle finali di Mister Universo, il 31enne Jacopo Sabinos ha deciso di investire in questa zona della città: «Il mio obiettivo è far divertire la gente che viene all’interno e farla stare bene»
GROSSETO. Negli ultimi anni la zona intorno a via Roma è considerata pericolosa da frequentare, ma un giovane di 31 anni, Jacopo Sabinos, ha deciso di riportare un presidio di socialità in quell’area troppo spesso al centro di polemiche, aprendo una pizzeria, “Bruciata”.
L’imprenditore grossetano, che ha avuto esperienze di “food and beverage” in Italia e all’estero, e ultimamente come manager nel gruppo Porca Vacca, ha sempre lavorato nel mondo della ristorazione, diplomandosi all’istituto Alberghiero Leopoldo II di Lorena e iniziando come cameriere, anche a Siena. «Io amo il mondo della ristorazione in generale – dice – la pizza è un prodotto che va tantissimo e mi son detto: perché non buttarmi?».
C’è anche una particolarità che lo ha reso famoso, soprattutto al pubblico femminile: Jacopo ha rappresentato l’Italia alle finali di Panama di “Mister Universo” 2025, insieme ad altri ottanta “belloni” del mondo, dopo aver conquistato la fascia di Mister Italia Web e essere stato tra i finalisti dell’edizione 2024.
Sceso dal palco vuole adesso fare qualcosa per la sua città e in maniera coraggiosa vuole contribuire a riportare la legalità in una delle vie più belle di Grosseto.
«È vero che fondi grossi vicino al centro non ce ne sono, come ho constatato sondando un po’ il terreno, ma mi ha affascinato da subito l’idea di ridare vita a via Roma – sottolinea Jacopo – anche se questa parte qui davanti alle Poste e accanto al Consorzio Agrario, che fa angolo con via Damiano Chiesa, è abbastanza tranquilla. Io sono dell’idea che il degrado aumenta dove ci sono negozi chiusi, attività abbandonate, al contrario sparisce quando torna a esserci una luce, si riaccende un’insegna. La mia idea è di farci sentire, farci riconoscere e riqualificare la storica via del commercio cittadina».
Jacopo parla del cognome originale: «È un errore dell’anagrafe fatto di più un secolo fa. Il mio trisavolo, appartenente a una famiglia di circensi, si presentò con un biglietto da visita con su scritto Sabino’s, della famiglia Sabino. L’impiegato riportò Sabinos e così è rimasto».
Più voluto è stato il nome che ha dato al locale: «Ho studiato un po’ di marketing e il nome “bruciata” viene spesso abbinato alla pizza. È curioso, ma quante volte tutti noi abbiamo detto “questa pizza è bruciata”».
Quella che Jacopo ha iniziato è un’avventura tutta grossetana: «Due ragazze di sala erano a Porca Vacca. Ho uno staff storico per il mio background. Per adesso siamo in cinque, due in cucina e in tre in sala, ma speriamo di aumentare. La pizza è preparata da Emanuele Caselli, pizzaiolo storico del Vignaccio. Vogliamo ridare un sapore che già c’era a Grosseto, quello dell’impasto di Lele e rimetterlo in tavola».
Il titolare di “Bruciata” ha le idee chiare di come dovrebbe essere l’attività.
«Il mio obiettivo è far divertire la gente che viene all’interno e farla stare bene. Il cliente deve essere contento quando esce dalla porta. Per questo non facciamo solo pizza, frittini, antipasti, ma regaliamo anche tanti momenti speciali: facciamo karaoke, musica dal vivo, eventi a tema, quizzoni (ai quali si può partecipare dai tavoli, guardando i televisori installati nel locale, che trasmettono anche eventi sportivi). Deve essere un’esperienza per il cliente, non sono la classica pizza».
Il locale di via Roma è stato inaugurato giovedì 15 gennaio, con tre giorni di sold out e tanto divertimento, grazie anche a Kara Mony, Fonzy dj e The Crazy Sound. «Per chi vuole mangiare una pizza in tranquillità – ricorda Jacopo – siamo aperti tutti i giorni e tutte le sere, a parte il martedì che facciamo solo il pranzo. Spero che grazie a “Bruciata” via Roma torni a occupare il posto che merita, un riferimento per tutti, giovani e meno giovani, messi a tavola attratti, dalla rinomata pizza di Emanuele e dalla possibilità di trascorrere una serata diversa, sorseggiando anche un bel boccale di birra».
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=9821b59)