Concordia, è il giorno del ricordo: il naufragio 14 anni fa - L’appello: «Si faccia un mausoleo»
Isola del Giglio, nel naufragio morirono 32 persone. Elio Vincenzi: «Persi mia moglie: che fine ha fatto la stele in memoria delle vittime?»
ISOLA DEL GIGLIO. Sarà ricordato oggi il 14º anniversario del naufragio della Costa Concordia. Oggi, alle 12, è prevista la celebrazione di una messa in suffragio delle vittime. Alle 21,30 ci sarà la consueta fiaccolata che partirà dalla chiesa per raggiungere la targa commemorativa sul molo rosso. La chiesa di Giglio Porto resterà aperta tutto il pomeriggio per chi vorrà offrire una preghiera per i defunti.
Erano le 21,42 del 13 gennaio 2012 quando prima l’Italia e poi il mondo intero rimasero paralizzati davanti alle immagini della grande nave posata su un fianco, su uno scoglio, a poche centinaia di metri dal porto di isola del Giglio. La nave guidata dal comandante Francesco Schettino si era avvicinata troppo all’isola. Urtò lo scoglio delle Scole che provocò sullo scafo uno squarcio di oltre 70 metri, l’allagamento delle sale macchine, il blackout totale. All’inizio sembrava fosse solo un blackout ma il passare dei minuti fece rendere conto che si trattava di un naufragio che è diventato poi la più grave tragedia marittima del dopoguerra. Al momento dello scontro con lo scoglio gran parte dei viaggiatori si trovava nei ristoranti sparsi sui 17 ponti della nave. Persero la vita 32 persone.
Da quel tragico giorno, ogni 13 gennaio le vittime vengono ricordate. Così come viene ricordato il grande cuore dei gigliesi che aprirono le loro case ai naufraghi. Nel febbraio del 2016, durante l’amministrazione guidata da Sergio Ortelli, il 13 gennaio venne istituita come "Giornata della Memoria delle vittime della Concordia". Dopo il decennale è stato deciso di rendere la celebrazione più sobria, senza clamore mediatico, senza la presenza di politici o di nomi altisonanti. Solo il ricordo delle vittime.
Così da quel momento viene celebrata la messa e fatta la fiaccolata che lo scorso anno è stata annullata a causa del maltempo. Tra chi non vuole che il ricordo si affievolisca c’è Elio Vincenzi che nel naufragio perse la moglie Maria Grazia Trecarichi. Il corpo di lei venne ritrovato nell’ottobre del 2013, dopo mesi e mesi di ricerche subacquee. Sulla nave c’era anche la figlia Stefania che all’epoca aveva 17 anni. Festeggiavano i 50 anni di Maria Grazia. «Ho temuto che non venisse fatta la fiaccolata - racconta al Tirreno Vincenzi - e sono contento di apprendere che invece sarà fatta. Purtroppo non potrò essere presente per motivi personali ma ho inviato una corona che ho chiesto di gettare in mare in ricordo di mia moglie. Mi auguro che al Giglio non si smetta mai di commemorare la tragedia nel ricordo delle persone che hanno perso la vita. È necessario andare avanti ma allo stesso tempo onorare la memoria di chi ha perso la vita. A questo proposito - aggiunge - chiedo che fine hanno fatto le proposte di creare un mausoleo a 40 metri di profondità e la collocazione di una stele in ricordo delle vittime sullo scoglio delle Scole. Tutto è rimasto sulla carta, purtroppo».
«Faremo una celebrazione sobria come avvenuto negli anni scorsi - commenta il sindaco Armando Schiaffino - nessuno vuole dimenticare la tragedia». Il primo cittadino assisterà alla messa e parteciperà alla fiaccolata a titolo personale, come gli altri che interverranno e quindi lo farà senza fascia tricolore.«La notte del 13 gennaio 2012 si è consumato uno dei naufragi più drammatici del secolo - commenta Ortelli - con attimi veramente terribili dove l’amministrazione ma soprattutto la popolazione fecero un gesto importantissimo di ospitalità e solidarietà. I gigliesi in poco tempo riuscirono a salvare tanta gente e a darle ospitalità, in una fredda notte di gennaio, dove purtroppo persero la vita 32 persone e proprio a quelle che noi oggi ci rivolgiamo con la celebrazione dell’anniversario. Tutta l’isola si ferma nel loro ricordo, per il dolore delle famiglie ancora vivo, ma anche per la memoria di un’isola che non ha mai dimenticato e che oggi possiamo raccontare con grande commozione».
