Fatturati, le 50 aziende più ricche della Maremma: boom di Certified Origins - La classifica
Scompare dalla classifica Point Green, entra l’Atlante della Lamioni Holding. L’ultima volta di Venator, continua l’ascesa di Clodia Commerciale (Conad). In fondo all’articolo la classifica e le cifre
GROSSETO. Un boom da quasi cento milioni di euro, una sparizione eccellente, una new entry quantomeno “attesa” e un lungo addio; e un piazzamento Doc. Sono queste le premesse di una classifica dei fatturati 2024 delle aziende di Maremma e Amiata: un territorio che sembra andare in due direzioni opposte. Lo riporta Reportaziende.it, progetto della piattaforma digitale Command Digital che fotografa una provincia ancora – non sorprenderà – a trazione capoluogo-centrica.
Il podio è inscalfibile: Certified Origins, Venator Italy e Acquedotto del Fiora.
È dell’azienda del Madonnino l’incremento verticale record del ricavato anno su anno: più 97,1 milioni di euro rispetto al 2023 (chiuso a suo tempo con 190,05 milioni). «L’incremento è dovuto principalmente all’aumento dei volumi venduti e all’andamento del prezzo della materia prima. Questi due fattori hanno inciso in modo determinante sul valore complessivo del fatturato», premette Daniele Barbini, direttore generale di Certified Origins Italia, guardando poi al futuro: «Per quanto riguarda le prospettive, a Grosseto continueremo a lavorare con l’approccio consolidato alla filiera, rafforzando tracciabilità, qualità e pratiche agricole responsabili insieme alle cooperative e alla nostra rete di fornitori. Parallelamente stiamo ampliando gli uffici della sede centrale di Braccagni, che rimane un punto chiave per il coordinamento operativo dell’azienda. Da qui supportiamo la crescita nei mercati europei e asiatici. Sul fronte nordamericano, l’espansione in Stati Uniti, Canada e Messico è sostenuta dal nostro nuovo stabilimento di imbottigliamento sulla East Coast, che ci consente di servire l’area in modo più efficiente, e dai team commerciali presenti a Città del Messico e New York»
Il colosso del Casone di Scarlino, produttore e distributore globale di prodotti chimici, viceversa scontava ancora la difficile situazione di sostanziale stop agli impianti: meno 41,33 milioni di fatturato e una speranza aggrappata all’acquisizione – poi andata in porto – targata Nuova Solmine; che è ai piedi di questo podio, ultima delle “centiste”, grazie a una crescita di oltre 7,5 milioni. Sale anche il ricavato del gestore idrico, alle prese con i delicati equilibri di gestione tra socio privato (Acea) e pubblico (i 55 Comuni dell’Ato Ombrone: tutti e 28 i grossetani e 27 senesi).
Il giallo è qui, al quarto posto “virtuale”. Nella graduatoria dei fatturati 2023 la piazza d’onore era occupata da Point Green, entrata a valanga da viale Monte Rosa in virtù di un balzo da 8,4 milioni a 113 in appena un anno. Digitando il nome della società nella banca dati nazionale di Registroaziende.it compare un ricavato non aggiornato. L’azienda ha lasciato la sede di Villino Pastorelli, e la presidente Sheila Tornabene conferma: «Quest’anno “non ci vedrete”. Torniamo al nostro capannone e proseguiamo con l’allestimento». Ci lasciamo con la promessa di futuri aggiornamenti.
Il nuovo ingresso, al 13° piazzamento, vede finalmente l’ingresso della holding Lamioni con la sua Atlante, creatura del patron del Grifone che fa la sua comparsa anche se alla voce “località” figura a Roma; colpisce, a questo debutto, il confronto con il ricavato 2023: da 99,42 milioni a 27,92 del 2024: meno 71,92%.
Il quinto posto reale è occupato da Clodia Commerciale (Conad), prima tra le realtà più aderenti al territorio, frutto di «investimenti, sia in immobili che in attività commerciali, resi possibili sia dalla sempre maggiore fiducia dimostrata dai grossetani e dai turisti insieme all’incessante impegno e attenzione sempre dimostrato da tutto il nostro personale. Il sempre crescente fatturato ne è la prova», riassume il presidente e socio Paolo Degli Innocenti.
