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Grosseto, la libreria Palomar si reinventa: tra libri e vini, nasce l’enoteca culturale in piazza Dante

di Sara Venchiarutti

	Massimo Marinotti nella nuova Palomar che unisce i libri ai vini
Massimo Marinotti nella nuova Palomar che unisce i libri ai vini

Da oggi la novità, i titolari: «Uniremo degustazioni e letteratura, abbiamo scelto le migliori bottiglie della Maremma privilegiando Igt toscani»»

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GROSSETO. Aprendo la celebre guida Lonely Planet Toscana, ultima edizione – frasca di stampa – e tradotta in tantissime lingue, nella voce Grosseto è inclusa la centralissima piazza Dante e, tra i consigli, c’è anche quello di godersi un bel bicchiere alla libreria Palomar. Ecco, il suggerimento anticipa in qualche modo una novità, commentano i titolari Massimo Marinotti e Monica Volpi.

Sì, la storica libreria da oggi diventa anche – e si sottolinea anche – una enoteca. Qualcuno magari entrando l’avrà anche notato, che tra gli scaffali in cui prima c’erano solo libri ora si sono aggiunte un bel po’ di bottiglie di vino. In quei 270 metri quadrati si potranno così acquistare «i migliori vini della Maremma con una selezione soprattutto locale, in cui sono privilegiati gli Igt toscani, Morellino, Montecucco e una parte di Brunello», spiegano Volpi e Marinotti. Insomma, vino e letteratura si intrecciano.

E «prossimamente – annuncia Marinotti – verranno organizzate delle degustazioni aziendali: l’azienda verrà qui e farà sentire i propri vini spiegando come nascono, in che tipo di terra crescono, qual è la tipologia di uva e i vari processi di trasformazione del vino. Inviteremo ristoratori e cittadini. Gli eventi saranno molti», assicura.

«Stiamo aprendo in punta di piedi e piano piano – aggiunge – trasformeremo la Palomar anche in un’enoteca in cui ammirare bottiglie prestigiose insieme a vini di alta qualità. Le aziende del territorio avranno una visibilità importante in una delle piazze più belle di Grosseto». E, aggiunge con una battuta Marinotti, «sotto l’occhio vigile e attento di “Canapone”», come è stato amichevolmente ribattezzato il granduca Leopoldo II di Lorena. Dietro alla scelta dell’enoteca, oltre alla volontà di dare spazio alle eccellenze del territorio, c’è anche il fatto che «il libro – spiega Marinotti – sta vivendo una crisi non causata dal suo costo, ma da una più ampia crisi dell’economia e ancora più in generale dei valori. Questa libreria ha sempre permesso prima di tutto l’incontro tra le persone, ma dopo la grande crisi legata al Covid ci stiamo reinventando completamente. Sta venendo a mancare il concetto di libreria-incontro, il senso della relazione umana. Per questo abbiamo voluto potenziare la parte sociale aggiungendo anche l’enoteca». Un’appendice, appunto, che non andrà a detrimento della parte libraria, che resta. «Coniugheremo anche le presentazioni di libri con le degustazioni, come in parte avviene già ora, ma potenziando quest’ultimo aspetto», aggiunge Marinotti.

E se da un lato si fa sentire la generale crisi del mondo librario, dall’altro c’è la anche la questione centro storico. «A parte il corso – dice Marinotti – il resto del centro e anche piazza Dante sono spesso vuote, le vie limitrofe sono mezze morte. La sera per almeno cinque giorni a settimana c’è da avere paura a tornare a casa alle 20 di sera. Serve creare una situazione appetibile per fare rientrare le persone in possesso della propria città. Le librerie sono meno usate soprattutto perché non ci sono persone che girano in centro. La chiusura del Centro commerciale naturale, scelte spesso sbagliate e l’assenza da decenni di una politica culturale porta ovviamente a un generale mercificazione, e così la lotta con i centri commerciali è impari».

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