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Grosseto

L’incontro

Maremma, il lupo tra scienza e falsi “miti”: la coesistenza con l’uomo, gli habitat e la sua dieta preferita

di Maurizio Caldarelli
Simone Rusci presidente del Parco della Maremma e due esemplari di lupo (foto d’archivio)
Simone Rusci presidente del Parco della Maremma e due esemplari di lupo (foto d’archivio)

Il presidente del Parco della Maremma presenta così un’iniziativa di tre appuntamenti

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GROSSETO. «Con la “trilogía del lupo” vogliamo raccontare la complessità di questo animale particolare che si lega con il Parco». Il presidente del Parco della Maremma, Simone Rusci, presenta così un’iniziativa di tre appuntamenti, che prenderà il via sabato 16 novembre, che avrà come protagonista assoluto il lupo, un animale che divide l’opinione pubblica: c’è chi lo difende e chi lo mette alla gogna.

«Il lupo è ormai diventato un abitante stabile del territorio italiano e di quello del Parco della Maremma – sottolinea il presidente Rusci –, un protagonista che ha stabilito forme complesse di relazioni con le altre specie e con gli habitat che frequenta. All’interno della nostra riserva naturale esistono tre nuclei familiari, con 12-15 esemplari nella parte nord, maschio e femmina e una cucciolata nella zona centrale, un branco con maschio e femmina nella zona sud».

Il lupo verrà raccontato dagli esperti che interverranno agli incontri con i dati, con un approccio zoologico, scientifico, con l’occhio della scienza, anche per esorcizzare certe credenze. «Il lupo da sempre evoca grandi paure – spiega l’architetto Simone Rusci – ma è anche il simbolo di lealtà e libertà, come il cinema ha spesso raccontato. Per questo la comprensione del lupo non può trascurare, oltre agli aspetti comportamentali e biologici, quelli antropologici e culturali, che raccontano molto del rapporto di questa specie con quella umana. Il regista Mario Sesti racconterà del lupo nel cinema, il suo essere elegante e potente e allo stesso un fantasma che si muove nel buio e che incute paura».

«Il lupo è una bestia difficile da capire – dice Luigi Boitani, professore emerito della Sapienza di Roma, il padre per gli studi sul lupo in Italia e in Europa –. È un opportunista, mangia di tutto. Dobbiamo conoscerlo per gestirlo. Ha sempre avuto una relazione complicata con l’uomo, tra chi vuole proteggerlo e chi distruggerlo. In mezzo c’è la coesistenza».

Nella presentazione del ciclo di incontri ha partecipato anche il dottor Alberto Pastorelli, un medico, ma anche il più importante fotografo di lupi del Parco, capace di catturare immagini mozzafiato, che saranno proposte in una video proiezione, che riassume dieci anni di lavoro all’interno del Parco della Maremma: «Il lupo è da queste parti da tanto tempo, ma è difficile trovarlo, fotografarlo – dice Pastorelli – spesso devo contare sulla loro abitudinarietà per vederlo in azione. Posso dire una cosa: l’uomo al lupo non piace e cerca di evitarlo».

Per questo motivo il presidente Rusci spiega che «non abbiamo avuto percezioni di rischio per i visitatori. Per il Parco, al contrario delle zone interne nelle quali va a predare gli allevamenti ovini, non ci sono danni economici, anzi aiuta a diminuire i danni provocati dai cinghiali, che sono passati da circa 150mila euro ai 40mila euro dell’ultimo bilancio». L’ultima battuta è sulla dieta del lupo: «Gli animali preferiti sono il cinghiale, quello più facile da trovare e da mangiare, specialmente nel Parco, il daino e la nutria». La trilogia del lupo sarà insomma l’occasione per conoscere ed esorcizzare un animale che in Maremma ha trovato il suo habitat.

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