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Grosseto, riapre lo storico hotel: i primi ospiti sono due cantanti famosi

di Elisabetta Giorgi

	Alberto Mencarelli
Alberto Mencarelli

Lo storico Bastiani è tornato in funzione dopo quattro anni. Enrico Ruggeri ha prenotato 15 camere, idem Arisa

08 luglio 2024
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GROSSETO. I primi clienti sono stati Enrico Ruggeri e Arisa. Il celebre cantautore che ha dato voce a “Si può dare di più” e al “Portiere di notte” ha prenotato 15 camere per sé e per il suo staff. Idem la seconda, inconfondibile interprete di “Sincerità”: anche lei (qualche giorno dopo il collega) ha occupato altre 15 stanze con un folto team di assistenti e tecnici.

In occasione dei rispettivi concerti in piazza Dante, entrambi hanno dormito confortevolmente al Bastiani e la mattina dopo hanno fatto colazione al buffet nel salone, con splendido affaccio in centro storico.

Che di riaprire l’hotel tra piazza Gioberti e via Mazzini ci fosse bisogno lo dimostra l’assalto (in senso buono) delle celebrità che si sono esibite di fronte alla Cattedrale, per poi alloggiare con il loro entourage nell’albergo a poche decine di metri dal palco.

Nel frattempo arrivavano anche i turisti, gli stranieri e i professionisti di passaggio in città.

Dunque l’hotel Bastiani ha riaperto le porte dopo 4 anni; il mese scorso eravamo rimasti che sarebbe successo a breve». Adesso ci siamo davvero.

La fascinosa struttura di 2.500 metri quadrati (più i magazzini di altri 300 metri quadrati), 48 camere di un’eleganza d’altri tempi con le scale ricoperte di velluto e l’affaccio maestoso in centro, era chiuso dai tempi del Covid ed è tornato magnificamente a risplendere restituendo un servizio a quanto pare essenziale alla città.

In queste settimane sono state ultimate le operazioni. Dal personale agli arredi, dai servizi a tutto quanto era necessario per risvegliare un’impegnativa struttura addormentata da tempo. È contento Alberto Mencarelli, il giovane titolare che si è lanciato con entusiasmo nell’impresa.

«Stavamo aspettando il mese di settembre per organizzare un evento ufficiale di apertura – racconta al Tirreno – Era programmato così, dovevamo mettere a punto il tutto, visto che la macchina era ferma da 4 anni, e fare l’evento a settembre, ma poi...».

Poi i piani hanno avuto un’accelerata. C’erano concerti nell’aria, in piazza i musicisti erano in fibrillazione. Il Comune organizzava un ciclo di eventi.

«È stato stranissimo – racconta Mencarelli – perché di fatto abbiamo riaperto in concomitanza di questo boom di concerti: è venuto Enrico Ruggeri e dal suo staff hanno chiesto di pernottare da noi, così alla fine abbiamo fatto un’apertura friendly per lui e il suo staff, che hanno prenotato subito 15 camere. Stessa cosa è successa con Arisa e la sua band, tra professionisti e tecnici sono arrivati tutti qua, e hanno preso un’altra quindicina di camere». Insomma, nessun evento inaugurale, di fatto non c’è stato tempo, ma porte aperte e lavoro fin da subito. La macchina è partita.

Tra l’altro in maniera gioiosa, stimolante, anche se è stata una corsa contro il tempo. «In pratica Ruggeri è stato il primo e abbiamo accelerato l’apertura per lui, ne siamo felici». Arisa? «Anche lei è stata bene, si è pure commossa. Le ragazze dell’hotel sono state carine e le hanno fatto trovare mazzolini di peperoncino. Lei è stata contenta, la mattina dopo ha voluto far colazione con la direttrice dell’albergo. Peraltro, quando è arrivata c’erano 10 buttafuori, un servizio di sicurezza professionale: sembrava di stare in un film».

C’è stato anche Paolo Ruffini. Non ha dormito qua però «è entrato ed è stato simpaticissimo, ha chiesto se poteva appoggiarsi da noi nella hall e naturalmente l’abbiamo accolto con piacere. Ha detto che era già stato qua da noi, quando si esibì in piazza Dante per un Capodanno».

Insomma: la riapertura è stata speciale, racconta Mencarelli. «Perché vedete (dice mostrando le camere e gli spazi comuni, ndr), la struttura è fascinosa, ti fa venire voglia di lavorare. Per aprire abbiamo lavorato giorno e notte, e poi un sacco di amici ci hanno dato una mano, amici stretti ma anche meno stretti. Sono stato piacevolmente colpito da quanta solidarietà sia nata in centro intorno a questo albergo; io e gli altri abbiamo lavorato sodo per aprire, i grossetani ci hanno aiutato anche solo a portare tavoli e sedie. E io voglio ringraziare tutti, di cuore».

Chi ha potuto ha riaperto le vecchie collaborazioni. «Alcune aziende hanno chiesto di riallacciare convenzioni che si erano interrotte quando l’hotel dovette chiudere; la cosa ci ha fatto molto piacere».

Adesso l’albergo si sta riempiendo pian piano, ieri su 48 camere ne erano occupate più di 30. Le prenotazioni avvengono da qualche giorno anche via internet.

Insomma, la risposta è positiva. «Chi arriva – nota l’imprenditore – apprezza il fatto che Grosseto sia una città a misura d’uomo, gradisce la qualità dei servizi che il centro offre, va in giro per negozi, gusta un aperitivo, ascolta musica. Arriva con un’aspettativa bassa su Grosseto e invece torna via contento, scovando la bellezza che si trova a Siena e in altre grandi città».

Nessuna presunzione da parte del titolare, ma piedi per terra, concretezza e voglia di lavorare seriamente. «La cosa importante che voglio ribadire è che ringraziamo per l’affetto ricevuto dai grossetani. La gente mi ha aiutato e non era scontato». Adesso avanti tutta con l’obiettivo di lavorare sodo. Previsioni? «La proiezione è quella di raggiungere, in un anno al Bastiani, tra le 15mila e 20mila presenze».

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