Il Tirreno

Grosseto

Il lutto

Grosseto, addio a Sileno Santini: storico commerciante della “Casa del bottone”

di Elisabetta Giorgi
Da destra Sileno Santini, Editta Sassetti e la figlia Maria Pia Santini nella loro Casa del bottone in via Paglialunga, nel cuore del centro storico, in un’immagine del 2020 scattata nel negozio (foto Bf)
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Da destra Sileno Santini, Editta Sassetti e la figlia Maria Pia Santini nella loro Casa del bottone in via Paglialunga, nel cuore del centro storico, in un’immagine del 2020 scattata nel negozio (foto Bf)

Il ricordo della famiglia: «Dedizione al lavoro, amore e passione: un esempio da portare sempre»

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GROSSETO. Anima nobile del commercio, lavoratore instancabile e attaccatissimo alla sua storica bottega del centro storico, uomo buono. Se ne è andato a 94 anno Sileno Santini, uno dei commercianti storici della città, notissimo per la celebre “Casa del bottone” in via Paglialunga 8 che da sempre è stata (ed è tuttora) un punto di riferimento per molti grossetani.

Sulla pagina Facebook del negozio la famiglia ha tenuto ad avvisare i tantissimi clienti affezionati a Sileno e quanti gli hanno voluto bene. Il funerale viene celebrato lunedì 8 luglio alle 11 in Cattedrale.

I ricordi

«Ci ha lasciato il nonno Sileno, che oltre a un babbo, nonno e bisnonno è stato per tante generazioni di Grosseto il nonno dei bottoni, l’omino dal cuore grande e buono. L’omino combattente, dalla guerra in cui perse una sorella in piazza Dante al Covid 19; 94 anni di lotte e gioie. È stato detto di tutto ma il bene trionfa sempre. La gentilezza, la bontà trionfano sempre e non sono indice di debolezza ma anzi di grande forza interna, quella forza che lo ha portato a lottare fino in fondo con le sue ultime parole sussurrate a mia madre. “Quando mi riportate in bottega?”. Dedizione al lavoro, amore e passione. Un esempio da portare sempre, per trasmettere il calore umano».

Quel calore che la clientela conosceva bene quando varcava la porta del negozio incontrando la gentilezza di Sileno, della moglie Editta e della figlia Maria Pia.

L’intervista

Il Tirreno aveva intervistato Sileno pochi anni fa; era il 2021 quando la pandemia e le restrizioni adottate per arginare il contagio da coronavirus avevano messo in ginocchio tante attività anche nel settore del commercio al dettaglio, ma c’era chi provava a resistere con la stessa professionalità determinazione e cortesia di sempre, quella che veniva da lontano. Era proprio il caso di Sileno Santini. Il virus, la crisi economica, la paura di tanti cittadini (giustificata) di fronte a una situazione così difficile per i contagi non avevano fermato né lui né l’amata Editta: anzi, sono sempre andati dritti smentendo le voci di chiusura dell’epoca, al loro fianco c’era anche la figlia Maria Pia che li sosteneva lavorando con loro.

L'attività storica

La Casa del bottone in centro storico, che Sileno ha gestito dal lontano 1959 (ben 65 anni) ha sempre continuato a essere un punto di riferimento per chi, per lavoro o per hobby, voleva dedicarsi al cucito e alla maglieria. Chi cercava un bottone o un elemento per impreziosire le stoffe puntando a merce di qualità assoluta, di eccellente artigianato; chi voleva avvicinarsi per hobby al ricamo, all’uncinetto e al lavoro a maglia trovava bottoni di qualunque colore e foggia, filati, passamanerie, articoli per sartoria e tappezzeria e rifiniture e accessori dal sapore vintage. La Casa del bottone è sempre stata una tappa obbligata, anche per quel fascino speciale che solo le botteghe di una volta hanno sempre avuto; il negozio resta aperto, ma ora il centro storico perde una delle sue grandi anime.

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