Il Tirreno

Grosseto

NEGOZIANTI RECORD

A 91 anni dietro al bancone della Bottega del bottone

Sara Landi
Da destra Sileno, Editta e la figlia Maria Pia Santini
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Da destra Sileno, Editta e la figlia Maria Pia Santini

Grosseto, Sileno Santini lavora in via Paglialunga dal 1959

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GROSSETO. La pandemia e le restrizioni adottate per arginare il contagio da coronavirus hanno messo in ginocchio tante attività anche nel settore del commercio al dettaglio ma c’è chi prova a resistere, con la stessa professionalità e cortesia di sempre, quella che viene da lontano.

È il caso di Sileno Santini, 91 anni (“compiuti”, ci tiene a sottolineare con un sorriso), e della moglie Editta, 82, due decani del commercio cittadino.

La loro “Casa del bottone” di via Paglialunga 8 in centro storico a Grosseto che Sileno gestisce dal lontano 1959 continua ancora adesso a essere un punto di riferimento per chi, per lavoro o per hobby, si dedica al cucito e alla maglieria.

Il virus, la crisi economica, la paura (legittima) di fronte a una situazione così destabilizzante non hanno fermato Sileno e Editta: ora al loro fianco c’è anche la figlia Maria Pia che dà una mano e insieme ai genitori smentisce le voci che a periodi circolano in città riguardo alla presunta chiusura del negozio. «Ogni tanto capita che dei clienti si stupiscano di trovarci ancora aperti – dice Maria Pia – ma io e i miei genitori ci teniamo a far sapere che la “Casa del bottone” è sempre aperta e come sempre facciamo dal 1959 siamo pronti a offrire consigli e a soddisfare ogni richiesta perché uno dei punti di forza di questo negozio è sempre stato il grande assortimento».

Bottoni di qualunque colore e foggia, filati, passamanerie, articoli per sartoria e per tappezzeria e rifiniture e accessori dal sapore vintage: per chi si diletta con ago e filo ma anche per chi è del mestiere la “Casa del bottone” è sempre stata una tappa obbligata. E poi c’è quel fascino speciale che solo le botteghe di una volta hanno, regalando a tutti un tuffo nei ricordi appena varcato l’ingresso.

Dal loro bancone Sileno, Editta e Maria Pia hanno visto crescere in questo ultimo anno l’interesse per hobby come il ricamo, l’uncinetto e il lavoro a maglia. «Se vogliamo trovare una cosa positiva nel lockdown e nelle chiusure – dice Maria Pia Santini – è che le persone hanno avuto più tempo libero da dedicare a certe attività che rilassano, rigenerano la mente e allontanano i cattivi pensieri».

Manualità e creatività dunque come antidoto allo stress da pandemia. E poi grande è la soddisfazione quando le clienti tornano in negozio per mostrare le scarpine per il nipote in arrivo o il maglione realizzato con tutto l’occorrente consigliato da Sileno e Editta. «I nostri clienti sono speciali – dicono – e noi li ringraziamo per averci sempre scelto in tutti questi anni».

Un pensiero va anche al centro storico. «Siamo felici di essere ancora qui dove il negozio è sempre stato – dice Sileno – e speriamo che il centro possa tornare ad animarsi come un tempo, anche grazie al nostro esempio. Al momento la mattina c’è un po’ di movimento ma il pomeriggio è deserto. Ma noi andiamo avanti: la voglia di fare e di lavorare è ancora tanta».—

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