Il Tirreno

Grosseto

Il progetto

Talamone, una casa dei polpi con 20mila anfore di terracotta: coinvolto anche l’attore Giovanni Storti (del famoso trio)

di Ivana Agostini

	A sinistra Giovanni Storti
A sinistra Giovanni Storti

Il progetto sperimentale punta a salvare i molluschi dall’estinzione «per colpa delle troppe trappole gettate dai pescatori»

28 aprile 2024
3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. A Talamone è in arrivo “La casa dei polpi”. Obiettivo gettare in mare 20mila anfore di terracotta, dove possano trovare riparo i molluschi che rischiano l’estinzione.

Un progetto sperimentale che sarà presentato martedì alle 12 al circolino di Talamone da Giovanni Contardi che dirige l’associazione La casa dei pesci, da alcuni sindaci maremmani e dall’attore e comico Giovanni Storti, componente del trio Aldo Giovanni e Giacomo. Storti ha sposato il progetto “La casa dei polpi”.

«Ormai – spiega Paolo Fanciulli, ideatore della casa dei pesci – i polpi sono in via di estinzione a causa di moltissime trappole per la loro pesca. Per questo abbiamo pensato di realizzare per i polpi la stessa cosa che stiamo facendo per i pesci e per combattere la pesca a strascico illegale. In quest’ultimo caso abbiamo gettato sui fondali sculture di marmo che sono diventate la casa dei pesci – aggiunge Paolo il pescatocre – Per i polpi metteremo in mare le anfore di terracotta. I pescatori dovrebbero gettare 1250 trappole (numero stabilito dalle normative, ndr) e invece ne gettano a migliaia e così condannano il polpo all’estinzione. Noi cercheremo di contrastare tutto questo gettando le nostre anfore che diventeranno la casa dei polpi».

L’iniziativa sperimentale che si svilupperà nell’arco di diversi anni – come spiegano sul sito della casa dei pesci – vuole offrire ai polpi nuovi rifugi, attraverso l’installazione permanente sul fondale marino di tane artificiali costruite con materiali ecosostenibili, come la terracotta. Il rifugio ideato per il progetto, quindi, è costituito da un’anfora in terracotta, stabilizzata da un pesante supporto. Questo renderà il manufatto ben fermo sul fondale, andando a offrire un ottimo riparo per i polpi.

Rimanendo in mare per anni, l’anfora si ricoprirà di tutti gli organismi tipici dei fondali marini e, oltre che un riparo, potrà anche diventare un sito di deposizione delle uova. «Combattere l’estinzione del polpo – aggiunge Fanciulli- è un modo anche per contrastare il granchio blu visto che il polpo è l’unico antagonista che ha questa specie di crostaceo».

Un progetto che Paolo il pescatore e la casa dei pesci stanno portando avanti con Giovanni Storti, uno dei componenti del Trio Aldo, Giovanni e Giacomo, che da alcuni anni ha un canale Instagram nel quale parla delle piante e dimostra un grande interesse per l’ambiente. «Giovanni è molto sensibile a questi temi – conclude Fanciulli – e questo è molto importante. Un personaggio come lui può fare la differenza nel nostro progetto. Siamo arrivati a questo punto con i pesci in grave pericolo, i polpi in via di estinzione, i calamari praticamente estinti perché non c’è mai stata una vera politica a difesa della pesca. Noi stiamo cercando di fare la differenza».

Grandi blocchi di marmo scolpiti stanno diventando opere d’arte di un museo sottomarino e case dei pesci. Anfore di terracotta salveranno i polpi.

La tutela del mare arriva dal suo interno, inizia dai fondali dove la casa dei pesci sta creando un museo degli abissi. L’associazione è formata da persone appassionate al mare e alla natura, convinte dell’importanza di salvaguardare e conservare l’ecosistema per le future generazioni. Conta circa 60 associati che contribuiscono volontariamente agli scopi associativi secondo le loro capacità e disponibilità. È possibile donare alla casa dei pesci anche il 5 per mille. 


 

Primo piano
La sfida dell’energia

Geotermia in Toscana, la partita delle concessioni e degli extra profitti: oggi valgono 600 milioni all’anno

di Mario Neri
Cinema in Toscana