Marina di Grosseto, muore turista di 74 anni: la tragedia davanti al marito e al nipotino
Bagnini, medici e volontari hanno cercato di salvarla per due ore: la donna residente in provincia di Firenze
GROSSETO. Non ce l’ha fatta la bagnante di 74 anni colta da un malore mentre era in acqua, vicino alla riva del bagno La Vela, sul litorale di Marina.
Gabriella Calamai, nata a Firenze il 23 maggio 1949 e residente a Barberino del Mugello, si trovava sul lungomare della Maremma in vacanza con la famiglia, che alloggiava in zona Rispescia. Cliente saltuario del bagnetto, anche ieri mattina il gruppo familiare aveva acquistato un biglietto giornaliero.
Tutto è accaduto pochi minuti dopo le 11,10 di ieri sulla spiaggia all’altezza del monumento al Cavallino del IV Stormo, fra le torrette di avvistamento/salvataggio 16 e 17. La donna era in mare con il marito e il nipotino quando ha accusato il malore. È stata vista accasciarsi, con il volto riverso nell’acqua, e subito è stato dato l’allarme.
Estratta dall’acqua grazie all’aiuto di alcune persone che si trovavano nelle vicinanze, appariva priva di sensi. È stata adagiata al riparo di un ombrellone appositamente posizionato, mentre con dei lettini veniva creata intorno a lei una barriera di protezione dagli sguardi della folla che, nel frattempo, era stata attirata nelle vicinanze.
Grazie al pronto intervento degli assistenti bagnanti della Balneari della Maremma Grossetana e di altri avventori della spiaggia, fra i quali un medico che si trovava sulla spiaggia anche lui in villeggiatura, l’anziana è stata sottoposta a lunghe e complesse manovre di rianimazione, compreso il ripetuto utilizzo del defibrillatore.
I mezzi del 118 sono stati attivati alle 11,18. In pochi minuti sono arrivati sul posto ambulanza della Croce Rossa di Marina di Grosseto, automedica di Grosseto e Guardia costiera.
All’arrivo dei soccorritori Calamai era in stato di arresto cardiaco, cianotica. Fin dai primi momenti le sue condizioni sono apparse critiche.
Ciononostante si è deciso di procedere con ulteriori tentativi di rianimazione sul posto e poi di issarla a bordo della barella, spinta e trascinata a braccia fino alla passerella e poi fino all’ambulanza, per una corsa disperata in direzione del presidio sanitario di via Senese a sirene spiegate. Ancora a bordo del mezzo si è tentato di salvarla in ogni modo.
Le operazioni sono si sono protratte, nel complesso, per oltre un’ora e mezza, durante la quale tutti sono rimasti con il fiato sospeso.
All’arrivo in ospedale, i soccorritori hanno trovato ad attenderli il personale della shock room, appositamente allertato. I medici del Misericordia, dopo aver cercato ancora e ancora di salvare la donna, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
La salma di Gabriella Calamai è stata infine trasferita all’obitorio dell’ospedale a disposizione dell’autorità giudiziaria, e lì si trova ancora nel momento in cui andiamo in stampa.
Date le circostanze in cui la morte è avvenuta, è ragionevole supporre che il pubblico ministero non disporrà l’autopsia, in modo tale che le spoglie della donna possano essere restituite alla sua famiglia nel più breve tempo possibile.
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