Il Tirreno

Grosseto

Il caso

Follonica, infermiere e dottoressa aggredite al Primo soccorso: minacce dallo stesso uomo denunciato qualche giorno prima

di Luca Barbieri
Follonica, infermiere e dottoressa aggredite al Primo soccorso: minacce dallo stesso uomo denunciato qualche giorno prima

Già domenica sera aveva messo “nel mirino” due soccorritori della Croce Rossa

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FOLLONICA. Un’altra aggressione nel giro di pochi giorni in provincia verso il personale sanitario. Dopo quella avvenuta nella serata di domenica scorsa a due soccorritori-autisti, dipendenti della Croce Rossa di Scarlino, questa volta nel mirino, con offese e minacce (a quanto pare anche di morte), sono finite due infermiere e una dottoressa del primo soccorso di Follonica. Tutto è successo nella notte tra ieri e martedì, quando era da poco passata l’una. C’è di più, però: sì, perché la doppia aggressione porterebbe la solita “firma”. Ma andiamo con ordine.

Attorno all’una di notte tra martedì e ieri al primo soccorso si presenta un uomo: non è solo, con lui c’è anche la madre. È in evidente stato d’agitazione ed è ferito: si scoprirà successivamente per via di una colluttazione avuta precedentemente. Insomma, a quanto pare, un litigio finito male e con la necessità di alcune cure. Questo il motivo per cui l’uomo sarebbe andato al primo soccorso follonichese.

Dal momento del suo ingresso, però, iniziano i minuti interminabili per le due infermiere e la dottoressa che cercano di assistere l’uomo che però risulta subito aggressivo, come sarà ricostruito successivamente ai carabinieri: offende, minaccia, sferra pugni alle porte. Sono momenti di panico: la situazione è complicata, tanto da dover far partire la chiamata alle forze dell’ordine.

Il personale sanitario prova ad assistere l’uomo ferito, ma ogni intervento viene alternato dalle minacce e dalle offese, spesso sessiste, rivolte alla dottoressa e alle due infermiere. Arrivano i carabinieri della compagnia del golfo. La situazione fortunatamente non degenera in un’aggressione fisica, ma la tensione è molta, così come la paura del personale sanitario che sempre più spesso, non solo in provincia, deve fare i conti con situazioni di questo tipo. L’ultimo episodio – sul quale tornano, come scriviamo a parte, proprio nella nota dell’Asl sud est sul caso follonichese – è quello della psichiatra aggredita e uccisa a Pisa, Barbara Capovani.

Tornando all’episodio delle scorse ore a Follonica, l’uomo, con la madre, decideranno poi di andare autonomamente all’ospedale di Grosseto, dove non sono state segnalate criticità. In tutto questo, molto probabilmente sotto choc per quanto accaduto, per una delle infermiere si è pure reso necessario anche il ricovero in ospedale per ulteriori accertamenti nelle scorse ore.

Il precedente

Tutto questo è successo, ricordiamo, nella notte tra martedì e ieri. 48 ore prima, siamo nella tarda serata di domenica, a Follonica, vengono aggrediti, come abbiamo scritto, due dipendenti della Croce Rossa di Scarlino.

La centrale operativa li dirotta a Follonica per una chiamata che arriva alla centrale del 112 nella quale una donna dà l’allarme: racconta di essere stata picchiata dal compagno e chiede aiuto alle forze dell’ordine. Sul posto arrivano i carabinieri e i due soccorritori, appunto, per prestare le cure del caso alla donna, poi trasferita in ospedale. Anche per i due soccorritori inizierà un’ora d’inferno, al termine del quale uno dei due riporterà pure una contusione al ginocchio; l’altra, invece per fortuna, soltanto una botta alla spalla per aver urtato contro uno spigolo in quei momenti concitati nella casa.

Ebbene, da quanto si apprende, le due aggressioni divise da un lasso temporale di 48 ore circa, poco più, sono unite da unico fil rouge: l’uomo, con modalità peraltro molto simili, da una prima ricostruzione. Per l’uomo inoltre, lo ricordiamo era stata pure attivata la procedura di codice rosso: questo per l’aggressione per la quale era partita appunto la chiamata della moglie al 112.

Da un lato l’iter per il codice rosso, dunque, dall’altro quello per l’aggressione che aveva visto l’intervento dei carabinieri domenica sera – ai due soccorritori (che esercitano un servizio di pubblica utilità) – e poi quella delle scorse ore, per fortuna non degenerata in un’aggressione fisica, con offese e minacce alle due infermiere e alla dottoressa del primo soccorso. Anche senza una denuncia, per l’aggressione con minacce e offese al primo soccorso di Follonica si potrebbe procedere d’ufficio.

«Fermatelo»

«L’appello che faccio alle istituzioni è quello di fermarlo tempestivamente e più generalmente di intervenire per dire basta a episodi come questi: noi abbiamo paura, adesso arriva l’estate e il numero delle persone si moltiplicherà e non possiamo più accettare episodi così. Stiamo lavorando, siamo in prima fila per la comunità». A ribadirlo, ancora scossa per quanto successo nei giorni scorsi, sentimento acuito dalle vicende delle ultime ore, è Giusi Rizzo, la soccorritrice che era intervenuta domenica sera a Follonica assieme al suo collega. «Esprimo la massima solidarietà al personale sanitario, da parte di noi soccorritori. So bene cosa significa...».


 

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