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Tradizioni

Fiera del Madonnino, migliaia di persone per l’esordio

di Nicole Terribile
Fiera del Madonnino, migliaia di persone per l’esordio

Grosseto, prima giornata tra parcheggi sold out e code per i biglietti. Il nostro viaggio tra i protagonisti: sapori, innovazione, tradizioni e curiosità

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GROSSETO. Alcune tradizioni sono irrinunciabili. E la Fiera del Madonnino sembra essere una di queste. Ieri si sono aperte le porte del centro fieristico di Braccagni, che è stato visitato da migliaia di persone: 15mila, secondo le prime stime. Non manca l’esposizione di trattori di ogni grandezza, sia nuovi di pacca che d’epoca, come il famoso Landini L25. Una Fiera che conta diversi Guinness world record: ieri mattina si è esibito – e si esibirà anche in questi giorni – Raniero Testa, tiratore a volo e detentore di 14 record del mondo, che ha dimostrato di poter colpire i piattelli lanciati in aria nelle condizioni più estreme. A esempio, mentre fa le flessioni. Tra gli espositori c’è Marco Brunetti che ha conquistato il Guinness world record nel tiro con la fionda. Una fionda progettata da lui insieme ad altri colleghi. «È nata proprio per battere il record, ed è diventata anche campionessa europea. Si tratta di un monoblocco di alluminio aeronautico: grazie al suo sistema di mira permette di avere un’ottima precisione e la sua conformazione gli dà stabilità. Il tiro è quasi come quello di una pistola».
I piccoli visitatori della Fiera hanno ammirato e accarezzato gli animali della mostra zootecnica della biodiversità e della Fattoria didattica. Dalle vacche maremmane alle chianine, passando per i montoni, le pecore e gli agnellini, i capretti, le scrofe con i loro maialini e i cuccioli di cani da guardiania. Tra coloro che partecipano c’è Lorenzo Bargagli dell’azienda agricola Badia Vecchia con alcune delle sue vacche maremmane e uno dei suoi due tori, Arturo, di ben 12 anni. Nonostante il rumore e le tante persone che circondano la recinzione, Arturo resta tranquillo. «Per poter partecipare a questi eventi, gli animali devono essere abituati. C’è dietro un bell’impegno, ma poi la soddisfazione è tanta», dice Bargagli. «In fiere di questo tipo è fondamentale portare gli animali. Una cultura che si è un po’persa negli ultimi anni, ma è un peccato. Permettono di far conoscere a giovani e bambini qual era il lavoro di un tempo».
Ci sono anche tantissime piante e fiori. Tra gli espositori, c’è Franco Breschi da Pistoia, con la sua Vivai Breschi. Lo scorso anno non aveva potuto partecipare perché era impegnato nella realizzazione della Green room all’Eurovision song contest. La Vivai Breschi si occupa di arte topiaria: realizzano delle sculture con le piante. La più usata è il ligustro. Al Madonnino ci sono piante in vaso a forma di cuore, di cane, di cavallo e così via. «Siamo alla terza generazione. Mio figlio ha preso le redini dell’azienda. È lui l’artista», fa sapere Breschi. È arrivata alla terza generazione anche l’azienda sarda “Coltelleria l’Arburesa”, che ha portato i coltelli tipici sardi, come la Pattadesa e l’Arburesa. «Oltre a essere belli da un punto di vista estetico e artistico, sono anche funzionati. Le lame sono in acciaio, mentre per il manico usiamo corna di muflone, montone e bovino, ma anche legno d’olivo. Tutti materiali naturali e resistenti», sottolinea Giulia Pusceddu, che gestisce la coltelleria con il fratello Michele.
Alla Fiera c’è una new entry: la Gecon, azienda aperta qualche anno fa a Carrara che produce prodotti professionali per i capelli, come piastre e phon. «I nostri prodotti sono attenti a non sciupare il capello: sono realizzati in titanio, con infrarossi e ioni negativi. Abbiamo brevettato il “Gecon innovazione 2 in 1”: un pettine a calore dispersivo che permette di fare anche i boccoli. Non essendo a chiusura come la piastra, il capello assorbe meno calore e non si rovina», dice il titolare Gennaro Perillo.
Non mancano gli stand enogastronomici: nel padiglione allestito da Coldiretti c’è, a esempio, il birrificio agricolo marchigiano “Birrificio del Catria”. «Coltiviamo l’orzo che poi usiamo come malto nella birra. Abbiamo anche il nostro agriturismo, il nostro birrifugio. Il simbolo dell’azienda è un cinghiale perché mangia l’orzo e distrugge le coltivazioni. Una maledizione, ma noi lo prendiamo come simbolo in maniera un po’scaramantica, e diciamo che è lui quello che beve più birra», dice Marco Frattini. Tra le birre più particolari che producono la birra rosa con le visciole, ossia una ciliegia selvatica dalle note acidule e fresche.
Tante innovazioni nel padiglione agricoltura 4. 0. Come la Liquinvex di Riccardo Tripodi: «La startup è nata a dicembre e l’applicazione uscirà a metà maggio. L’utente può creare la sua cantina virtuale, acquistare bottiglie di vino e, tramite l’app, può seguire il loro andamento sul mercato e generare delle plusvalenze dalla loro vendita». Il padiglione del Game Fair Italia attira tante persone, sia appassionati di armi sia chi vuole togliersi lo sfizio di sparare, almeno una volta nella vita, con otto diversi percorsi con fucili semiautomatici o sovrapposti. Quel che sembra essere certo è che il connubio tra la tradizionale Fierae Game fair sembra aver funzionato, almeno durante la prima giornata. Ieri code lunghe più di un’ora per acquistare il biglietto d’ingresso e parcheggi sold-out. Buona la prima per Grosseto Fiere che spera di poter fare cappotto oggi e domani. 

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