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Follonica, artigiano arrestato per due rapine: minacciò le commercianti col taglierino

di Pierluigi Sposato
Follonica, artigiano arrestato per due rapine: minacciò le commercianti col taglierino

Primo colpo in tabaccheria, l’altro dopo pochi giorni in un panificio: è stato incastrato dalle telecamere e dal ritrovamento del bottino del secondo colpo

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FOLLONICA. «È lui». Sia per la rapina del 5 aprile alla tabaccheria di Scarlino da 200 euro sia per quella del 13 aprile al panificio di Follonica. Lo hanno riconosciuto i carabinieri dalle immagini del primo colpo e del resto, per il secondo caso, l’uomo aveva avuto subito dopo un incidente stradale e in tasca i militari gli avevano trovato addosso i 115 euro del bottino. A casa c’era una felpa uguale a quella indossata dall’autore del colpo il tabaccheria. E quando la titolare del panificio è arrivata in caserma per firmare la querela lo ha riconosciuto.
Sono così scattati gli arresti, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, per Massimiliano Boarati, 48 anni, abitante a Follonica, artigiano di mestiere, indagato per le due rapine a mano armata e anche per il porto abusivo di un coltello da cucina dalla lama di 9 centimetri, trovato, insieme a un taglierino, nella Panda con la quale aveva fatto l’incidente. Assistito dall’avvocato Michele Mensi, ieri mattina Boarati è stato interrogato in carcere: ha risposto, ha dato la sua versione, il legale spiega che si riserva di presentare istanza per l’attenuazione della misura cautelare, rimane in carcere. Una misura che il gip Marco Mezzaluna ha deciso per le particolarità dei casi contestati, dal momento che l’uomo ha un lavoro eppure è andato alla ricerca disperata di denaro per le sue esigenze, incapace di controllarsi. E il carcere è stata ritenuta l’unica misura tale da scongiurare il pericolo che l’uomo potesse ripetere colpi similari, oltretutto gravi perché commessi a mano armata. L’ordinanza è stata eseguita nella giornata di sabato.
Primo episodio quello della tabaccheria di via Aurelia vecchia a Scarlino, poco dopo le 17 del 5 aprile: «Dammi i soldi» e la parole erano state accompagnate da un gesto eloquente, una minaccia con il taglierino puntato vicino al volto della titolare, che aveva aperto la cassa e aveva consegnato i 200 euro. I militari avevano visionato le immagini del sistema di videosorveglianza e un appuntato aveva riconosciuto nell’autore della rapina, che si era presentato a volto scoperto, la persona fermata pochi giorni prima per un controllo, tra l’altro multata perché l’auto non era in regola con la revisione. Un ulteriore riscontro con il sistema TargaManent (del giorno successivo) aveva permesso ai carabinieri di identificare con sicurezza Boarati, che indossava vestiti compatibili con quelli descritti dalla vittima della rapina.
La seconda rapina è quella al panificio di Follonica, del 13 aprile, nella tarda mattinata: un uomo armato di taglierino era entrato e si era fatto consegnare 100 euro. «Dammi i soldi o ti taglio la gola». Arrivata la richiesta di aiuto e ipotizzando che l’autore potesse essere il medesimo, i carabinieri del radiomobile si erano messi alla ricerca della Panda usata da Boarati: l’auto era stata trovata ferma per un incidente, lui era lì a fianco. Nella tasca dei pantaloni i 115 euro presi nel corso della rapina denunciata, nell’auto un coltello e un taglierino. A casa c’era la felpa descritta minuziosamente dalla titolare della tabaccheria. La titolare della panificio, arrivata in caserma per la denuncia, aveva subito riconosciuto Boarati.
Da tutte queste considerazioni, era scaturita la richiesta della Procura di sottoporre l’uomo a una misura cautelare.
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