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Grosseto

Arriva Radio Taxi: così gli autisti sfidano l’anno nero della crisi

Alfredo Faetti
Arriva Radio Taxi: così gli autisti sfidano l’anno nero della crisi

Il gioco di squadra degli “artigiani” del volante che si aiutano con un’app, il progetto è di Cna

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Alfredo Faetti

GROSSETO. I turisti stranieri, che sono la fetta più consistente dei guadagni, non si vedono da oltre un anno, mentre sono sempre meno (e già erano pochi) i grossetani che hanno bisogno di una corsa.

È un momento nero per i tassisti, che però non si scoraggiano e guardano avanti cercando di migliorare il servizio. Nasce così Radio Taxi Città di Grosseto, pensata e messa in piedi da cinque artigiani delle quattro ruote attraverso una rete di imprese, la prima in seno alla Cna provinciale, convinta che questa formula possa essere ripetuta.

«Grosseto è la seconda città in Italia ad utilizzare le reti di impresa per costituire un radiotaxi – spiega Anna Rita Bramerini, direttore di Cna di Grosseto – Una soluzione che può essere ripetuta per tutte quelle realtà d’impresa che hanno necessità di mettersi insieme, così come è stato per i tassisti».

Ecco, mettersi insieme, fare gioco di squadra: è questo il messaggio che fanno trapelare i promotori della nuova realtà. Cinque tassisti, o meglio “cinque artigiani”, come sottolinea il referente di Radio Taxi Simone Pierozzi, pronti a investire impegno e risorse per una centrale operativa che consentirà di migliorare gli spostamenti all’interno del territorio comunale: il cliente telefona al numero 0564 1643131, una app raccoglie la chiamata e la indirizza verso l’autista libero, pronto a dirigersi verso il cliente. Un progetto preso in carico da Cna e spinto anche dal Comune.

«Siamo sempre al lavoro per migliorare le attività del nostro Comune – dice Riccardo Ginanneschi, assessore allo Sviluppo economico – Questo progetto va proprio nella direzione di sviluppo dei servizi». «Abbiamo deciso di dare vita al nostro progetto per migliorare il nostro lavoro e per sviluppare la mobilità nella nostra città – spiega Pierozzi – In un periodo così complicato i taxi sono fondamentali per gli spostamenti urbani e possono essere utilizzati anche per incrementare il trasporto pubblico locale». Il periodo sì, è complicato per i tassisti. Alla presentazione della rete d’impresa uno di loro confida che l’inverno sta scorrendo con ritmi di lavoro quasi impercettibili.«Stiamo davanti alla stazione dalle 8 alle 20 per due corse da 10 euro ciascuna», riassume l’artigiano del volante. «Le misure del governo non ci hanno mai bloccato come categoria, visto che siamo pubblico servizio – spiega Pierozzi – Ma è stato bloccato tutto il mondo fuori. Gli alberghi sono chiusi, le visite in ospedale proibite, anche in tribunale gli ingressi sono ridotti: sono pochissime le persone a cui occorre un taxi”. Ma i residenti, in fondo, a Grosseto non sono mai stati la vera fonte di guadagno. Questa è rappresentata dai turisti stranieri nei periodi estivi, come americani e russi, che arrivano alla stazione e necessitano di un taxi. Turisti stranieri che, causa Covid, non si vedono dall’estate 2019. «L’estate 2020 ha visto molti turisti italiani, ma questi vengono con la loro auto», conclude Pierozzi. La fotografia della situazione la danno i numeri: a Grosseto ci sono circa 80.000 abitanti e 17 taxi, mentre a Siena, per 53.000 abitanti, più di 50. «Siena è una città d’arte, Grosseto meno – spiega un tassista – Inoltre la nostra è un città comoda, pianeggiante. I residenti usano poco il taxi». Ecco perché allora, specie in questo momento, diventa importante far squadra. «Grazie a questa nuova organizzazione – aggiunge Davide Pecci, referente sindacale Fita per Cna Grosseto – i tassisti grossetani potranno svolgere la propria professione nel modo più comodo e veloce possibile. L’organizzazione è completamente nuova e utilizza il meccanismo delle reti di impresa». Una formula che permette alle aziende di mettere in relazione risorse e conoscenze pur mantenendo la propria identità individuale.

«Con questo sistema – spiega Pecci – si riescono ad avere spese di costituzione e di gestione che sono circa un decimo rispetto a quelle di una società oppure di un consorzio». Una soluzione che potrebbe essere applicata anche ad altre realtà produttive maremmane che in questo momento hanno necessità di fare squadra. —

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