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Tornano alla ribalta le pratiche edilizie “scomparse”

Ivana Agostini
Tornano alla ribalta le pratiche edilizie “scomparse”

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A Monte Argentario torna alla ribalta la vicenda delle pratiche “scomparse”. Se ne discuterà nel consiglio comunale di mercoledì, dalle 11,30 in video conferenza: l’argomento è stato inserito nell’ordine del giorno in quanto su di esso è stata presentata un’interrogazione.

Tutto ebbe inizio con l’insediamento del sindaco Franco Boghini che parlò, durante il suo discorso, «di pratiche e documenti scomparsi dagli uffici». Era il giugno 2018. Adesso, a distanza di due anni l’opposizione torna sulla vicenda con un’interrogazione che porta la firma dell’ex sindaco Arturo Cerulli, di Priscilla Schiano, Chiara Orsini e Michele Lubrano, che firmarono una prima interrogazione sullo stesso argomento. La minoranza vuole infatti sapere quali sono state le sorti delle famose 431 pratiche edilizie.

La “scomparsa” dei documenti fu la motivazione che spinse Borghini a cambiare le chiavi del Comune. In realtà, però, i faldoni non sono mai scomparsi. Nessuno li aveva sottratti dagli uffici comunali. La realtà era che erano stati affidati dalla precedente amministrazione Cerulli a tecnici esterni che li avevano portati via dal Comune per comodità.

Il chiarimento sul destino delle carte venne dato dallo stesso Borghini durante il consiglio comunale del 30 luglio 2018. Durante l’assise, non solo venne chiarito che le 431 pratiche non erano state sottratte ma venne anche spiegato che erano già tornate in Comune, al loro posto. Era stato il primo cittadino a chiedere che venissero contattati i tecnici perché le restituissero immediatamente agli uffici competenti.

Nonostante questo sulla vicenda non c’è ancora scritta la parola fine. Ora Cerulli, Schiano, Orsini e Lubrano vogliono avere l’elenco completo di quelle pratiche, sapere quante sono state completamente evase e quali sono andate a buon fine.

A suo tempo Cerulli le aveva affidate a tecnici esterni per cercare di sveltire l’iter. ma quello fu un modus operandi non condiviso poi da Borghini che dette il via a ulteriori approfondimenti che sarebbero poi stati comunicati alle autorità competenti.

Il timore dell’opposizione è che le pratiche non siano state evase e che la macchina amministrativa sia ferma. «Dopo due anni e mezzo di amministrazione – commenta Cerulli – la macchina amministrativa che secondo Borghini andava a rilento è stata completamente fermata. L’amministrazione sta commettendo continui errori che non hanno certo reso più veloce tale macchina. Anzi – conclude Cerullu – se prima secondo il sindaco Borghini andava lenta, lui adesso è riuscita a fermarla completamente».

La minoranza chiede poi di conoscere a cosa hanno portato gli ulteriori approfondimenti chiesti a suo tempo dal sindaco: se sono stati evidenziati casi particolari e sono state fatte segnalazioni agli organi competenti. È un consiglio comunale che quindi, nonostante l’impossibilità di svolgersi nella sala consiliare, si annuncia caldo. —

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