Il balzo di Fratelli d’Italia Lega agganciata a quota 20%
Ma Rossi puntualizza: «Nessun derby, siamo alleati» In alcuni Comuni c’è stato il sorpasso, ad Arcidosso per esempio di 100 voti
grosseto
Nel giro di un anno i voti in città sono triplicati: dai circa 2.500 delle Europee dell’anno scorso – che già di per sé rappresentarono un ottimo risultato – ai 7.300 fuoriusciti dalle elezioni regionali appena concluse. Un balzo in avanti che porta Fratelli d’Italia al 20 per cento delle preferenze nel capoluogo, raggiungendo ormai la Lega, distante appena 0,33 punti percentuali (o 200 voti che dir si voglia). Se la crescita del partito di Giorgia Meloni è un fenomeno che attraversa tutta la Maremma, assume un particolare rilievo nel capoluogo, chiamato alle elezioni amministrative tra circa otto mesi, dove a questo punto non correrà più un centrodestra a trazione unicamente leghista, bensì un centrodestra a due teste.
«Nessun derby: noi siamo alleati», si è affrettato a dire quando lo spoglio era ancora in corso Fabrizio Rossi, coordinatore provinciale del partito. «I derby li lasciamo agli altri: noi siamo alleati e correremo uniti per vincere a Grosseto», ha rimarcato Rossi, che tra l’altro, come candidato al consiglio regionale per Fdi, ha ottenuto più voti del segretario leghista del Carroccio, Andrea Ulmi: 3.700 voti contri i 2.400 circa in città, 6.000 a 5.800 in tutta la provincia.
La crescita di Fdi però non è un fenomeno tutto interno al capoluogo: in alcuni Comuni è avvenuto anche il sorpasso sulla Lega: ad Arcidosso, ad esempio, dove il distacco è di oltre cento voti. Ciò non toglie che a livello provinciale resti comunque la Lega il primo partito del centrodestra: nel conto generale alle regionali, i voti raccolti in più sono stati oltre 6.000. «Siamo compatti», è il motto che fuoriesce dalle fila leghiste maremmane. Ma il pareggio grossetano apre nuovi spunti in vista delle amministrative del 2021. Non tanto per la scelta del candidato (ad oggi è molto difficile pensare a un nome diverso da quello del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna), quanto piuttosto agli equilibri di maggioranza in caso di una conferma. Anche nel 2016 i due partiti arrivarono vicini (Lega 8,35 per cento, Fdi 7,87), tant’è che in giunta, seppure in veste tecnica, sono finiti due assessore a testa (Riccardo Megale e Giacomo Cerboni per la Lega, lo stesso Rossi e Simona Petrucci per Fdi). Ma questo era prima del vento di Matteo Salvini che ha gonfiato le vele leghiste negli ultimi anni, come attestano anche dai passaggi di casacca in consiglio comunale, che forse ha fatto pensare (e ottenuto) per un momento a un maggior peso leghista. Ma ad oggi, tra le due forze, la situazione è tornata in parità. —
Alfredo Faetti
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