«Quando Innocenti donò 400 milioni di lire» La prima inaugurazione nelle foto dell’epoca
L’opera fu realizzata dai progettisti Mario Luzzetti e Umberto Tombari e ricevette una grossa donazione dal celebre creatore della Lambretta
amarcord
Foto e mappe sono testimoni di un’epoca. Il 22 maggio del 1959 l’architetto Umberto Tombari e l’architetto e ingegnere Mario Luzzetti ricevono l’incarico di redigere il progetto del nuovo ospedale di Grosseto lungo la Senese. Il piano iniziale – come riporta il libro “Umberto Tombari – un progettista nella provincia italiana” scritto dal nipote architetto Giovanni Tombari - prevedeva una spesa di 1 miliardo e 100milioni poi lievitata a più del triplo nei quindici anni successivi.
Tra difficoltà economiche, burocrazia e altro, la struttura entrerà in funzione nel ’74. Come spiega Giovanni, lo studio di corso Carducci era «la sede del pool di collaboratori che lavorava solo all’ospedale. Dai ricordi dell’ingegner Luzzetti so che lui e mio nonno si ispirarono a esempi tedeschi e francesi. Questi territori avevano subito bombardamenti per cui i loro ospedali erano tutti del dopoguerra, mentre la Scandinavia, che la guerra non l’aveva vista, aveva ospedali risalenti a prima della seconda guerra mondiale...».
Anche Luzzetti e Tombari (nelle foto in alto) scrissero a quattro mani un libro che ripercorre le fasi della nascita della struttura: titolo “Il nuovo ospedale della città di Grosseto”. Vi campeggiano le foto dell’inaugurazionecon medici (Pieraldo Camarri in camice bianco), istituzioni e cittadini. Qualcuno vi si riconosce? A scattarle fu l’agenzia Bf, storica e prestigiosa memoria del territorio. «La costruzione di un nuovo ospedale, vivamente richiesta da tutta la popolazione – scrissero Luzzetti e Tombari - diventò possibile quando il compianto Palmiero Marini, amico intimo fin dall’infanzia dell’ingegner Ferdinando Innocenti, convinse l’illustre concittadino a legare il suo nome a un’opera benefica in favore del territorio». Innocenti donò 400 milioni. «Quest’ospedale per le risorse umane, finanziarie e culturali che ha impegnato assurge a un alto significato - dissero i progettisti - Ad essa guarderemo con fiducia e impegno concreto». —
Elisabetta Giorgi
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