Le antiche mura danneggiate da una frana
La confinante strada vicinale è declassata a “uso privato”e i consiglieri temono che i frontisti non intervengano
Le mura di Giuncarico, risalenti forse all’XI secolo, sono un bene storico del Comune di Gavorrano che nel corso del tempo ha subito varie modifiche. Un bene che, nonostante il suo valore, oggi sembra essere in pericolo: con delibera del 30 agosto 2017 la strada vicinale delle Sasse – dove insiste una porzione molto importante delle mura di Giuncarico – è stata declassata da “strada vicinale a uso pubblico” a “strada vicinale a uso privato” e le mura lì presenti ora sono state danneggiate da una frana.
«Con la declassazione in esame il Comune ha di fatto assegnato la strada, e le mura lì presenti, ai frontisti della medesima strada» dicono oggi Andrea Maule e Giacomo Signori del gruppo consiliare di centrodestra. I due consiglieri spiegano che la porzione più rilevante e paesaggisticamente di pregio delle mura è situata a stretto margine della strada vicinale delle Sasse, posta nel versante sud della frazione di Giuncarico, cioè in quel versante della collina che si affaccia sulla pianura maremmana offrendo uno dei paesaggi più suggestivi dell’intero territorio gavorranese. La declassazione della strada sarebbe avvenuta anche e soprattutto per la presenza di un cancello di accesso di una proprietà privata che ne ostruisce parzialmente il passaggio. «Un cancello – dicono Maule e Signori – posto a poche decine di metri dall’inizio della strada (lato Poste); e del quale, per quanto appurato, non è mai stata accertata la conformità urbanistica». Lo scorso 21 dicembre quel tratto di mura è stato interessato da un evento franoso. Un crollo che ha reso totalmente e definitivamente impercorribile la strada delle Sasse. «Mura di cinta – continuano i consiglieri – che, divenute “a uso privato” unitamente alla vicinale in oggetto, dovranno essere ripristinate dai frontisti con proprie forze e proprie spese». Il timore però è quello che i frontisti si limitino a una semplice rimozione del materiale franoso e, contestuale, alla messa in sicurezza dell’area in esame, «evitando – dicono Maule e Signori – quasi certamente, ma comprensibilmente, di dover affrontare significativi costi per il ripristino delle mura». Essendo le mura in area periferica non è da escludere che per loro non sia mai stato attivato un vincolo da parte della Soprintendenza di Siena e Arezzo. Le possibilità sono molte: se il bene è già vincolato servirà attivare il processo di ripristino come previsto nel Codice dei Beni Culturali; se al contrario non esiste un vincolo la Soprintendeza, valutando il valore del bene, potrebbe intervenire in un secondo momento. Lo stato di parziale distruzione o cattiva manutenzione o conservazione di un bene non ostacola un’eventuale dichiarazione di interesse storico o archeologico. Prima però è necessario accertarsi dell’effettivo valore del bene. La richiesta dei due consiglieri è poi quella che il sindaco e la giunta riportino la strada vicinale delle Sasse ad uso pubblico: «Intervento – concludono – che garantirà tutela di un bene paesaggistico e culturale di innegabile interesse pubblico». —
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