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I gerfalchini contro l’antenna Parte una raccolta firme

MONTIERI. Chi frequenta Gerfalco sa che la copertura di rete mobile fa acqua da tutte le parti. Per questo potrebbe essere presto installata una nuova antenna ripetitore. Dove? Nel campo adiacente...

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MONTIERI. Chi frequenta Gerfalco sa che la copertura di rete mobile fa acqua da tutte le parti. Per questo potrebbe essere presto installata una nuova antenna ripetitore. Dove? Nel campo adiacente alla cappella dell’Avveduta, poco fuori la piccola frazione di Montieri. L’idea non è piaciuta ai gerfalchini che hanno riversato i loro dubbi sulla pagina Facebook dedicata al paese: «Sembra incredibile – scrivono – che la soprintendenza di Siena e altri enti abbiano dato il permesso di installare una cosa del genere all’interno del parco e dell’area protetta e vicino ad una chiesa di metà Ottocento».

Per impedire l’arrivo dell’antenna è già partita una raccolta firme all’interno del circolino: «Vicino alla chiesa dell’Avveduta, dove tutti si fermano a godere dello splendido panorama sul mare di Follonica e sull’intero golfo, vogliono mettere un’imponente antenna di 25 metri per i cellulari – riporta il testo della petizione – Sembra che il progetto risalga ad un paio di anni fa e sembra che anche le amministrazioni locali non siano particolarmente edotte sulla questione, nonostante gli enti preposti, dopo alcune revisioni, abbiano concesso i permessi per questo scempio. È vero che probabilmente sarebbe un’opera di pubblica utilità ed è giusto che anche Gerfalco goda della modernità e dei servizi: tutti sappiamo – continuano – che ci sono problemi con il segnale per i telefoni cellulare ma forse sarebbe stato corretto informare la comunità e proporre allo scopo due o tre luoghi più idonei».

Anche a Massa Marittima a maggio si era creato un caso intorno una stazione radio base Vodafone: in quell’occasione un articolo del codice urbanistico vietava l’installazione di impianti nel perimetro del centro storico e delle emergenze storico ambientali, nonché nelle immediate vicinanze. Per questo motivo il Comune aveva dichiarato improcedibile la domanda di autorizzazione paesaggistica.

Ma il Comune di Massa Marittima e l’Unione dei Comuni erano stati condannati dal Tribunale amministrativo della Toscana a corrispondere a Vodafone 2.500 euro perché «I Comuni non possono introdurre nel regolamento urbanistico, e negli altri strumenti pianificatori, divieti o limitazioni generalizzate o comunque estese ad intere zone comunali con l’effetto di non assicurare i livelli essenziali delle prestazioni che l’amministrazione è tenuta a garantire».

(g. s.)

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