Il Tirreno

Grosseto

Umberto Veronesi e l’Argentario Amore lungo 40 anni

di Andrea Capitani
Umberto Veronesi e l’Argentario Amore lungo 40 anni

Il professore nei ricordi del suo tuttofare Canalicchio Le vacanze, la folla per le visite, la cittadinanza onoraria

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STEFANO. Un amore reciproco quello verso l’Argentario. Non era certo un mistero che Umberto Veronesi, il famoso oncologo scomparso nella serata di martedì all’età di 90 anni, fosse un innamorato del Promontorio. Tanto che, il 4 novembre del 2006, gli era stata anche riconosciuta la cittadinanza onoraria del Comune di Monte Argentario.

Adesso, a 10 anni esatti, sono in molti a ricordarlo come la grande persona che era. Il sindaco Arturo Cerulli ha anche inviato un telegramma alla famiglia. «L’amministrazione comunale di Monte Argentario - ha scritto - facendosi viva interprete dei sentimenti dell’intera cittadinanza partecipa con profonda commozione al dolore per la scomparsa del prof. Umberto Veronesi - Cittadino onorario di Monte Argentario - Mentre ne ricorda il suo affetto e attaccamento al nostro territorio e alla sua gente, con la quale ha stabilito un saldo rapporto di generosa e solidale vicinanza, porge alla famiglia le condoglianze più sincere». Veronesi, successivamente alla cittadinanza, il 4 agosto 2014 ricevette anche il riconoscimento del “Guzzo d’oro”.

Lo scrittore santostefanese Gualtiero Della Monaca ha giustamente dedicato un capitolo all’interno del suo ultimo libro “Monte Argentario - Cittadinanze onorarie”, nel quale viene riportato anche il suo discorso in occasione della consegna della targa. «Come non essere affascinati da questo splendido lembo di costa tirrenica - si legge - , da questo mare trasparente, luminoso, e sempre in movimento in queste rive che mutano da passo a passo. Quindi un fascino tutto particolare che mi è rimasto dentro e che ha costruito dentro di me un’immagine quasi ideologica dell’Argentario al punto da farne una mia seconda patria». E ancora. «Gran parte di quello che ho scritto, che ho fatto riguardo alle ricerche che ho concluso, dei risultati che ho messo insieme, sono stati condotti qui all’Argentario. Perché dal mio terrazzo posso guardare all’infinito».

Il suo terrazzo Umberto Veronesi lo aveva in località Cala Piccola, nella sua villa che aveva acquistato circa 40 anni fa. E dove aveva trovato il suo guardiano di fiducia, il suo tuttofare Salvatore Canalicchio, che per 38 anni ha lavorato per lui e lo ricorda con commozione e grande affetto. «Mi sono proposto di fargli prendere la cittadinanza onoraria e il sindaco di allora, Nazareno Alocci, ne fu entusiasta - racconta - Persone come lui in Italia si possono contare su una mano. Il primo anno che venne qui c’era Susanna Agnelli. Io ero il suo guardiano e lui, nonostante quando veniva qui fosse in vacanza, iniziò a visitare le donne gratuitamente nella sua casa. Lui veniva ad agosto, per 18-20 giorni, e disse di rivolgersi a me per gli appuntamenti. Da quel momento è stata una processione, aumentavano sempre di più per farsi visitare. Poi il Comune gli diede a disposizione per un paio d’anni l’ambulatorio, dopodiché spostò le visite a Villa Varoli per tanti anni».

Una collaborazione sempre cordiale e proficua quella con Salvatore Canalicchio. «Dal primo giorno lui è sempre stato contento di quello che abbiamo fatto alla sua villa - dice - non voleva mai vedere nemmeno i preventivi dei lavori perché si fidava di me. Io facevo di tutto: dal guardiano al giardiniere. Quando lui arrivava trovava sempre il frigo pieno e la cuoca che cucinava».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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