L’ex Marraccini, un vecchio malato che nessuno vuole
Il vecchio cinema è chiuso dal 2003 e cade a pezzi. Dall’ipotesi moschea a quella di museo
GROSSETO. «Per aumentare il piacere delle arti un industrioso cittadino mi fece». La scritta spunta da sopra l’impalcatura tirata su un anno fa per contenere i calcinacci che cadono a terra. E, con l’orgoglio e la dignità di un vecchio schernito e umiliato che non abbassa la testa, ricorda la gloria passata, mentre le sue membra cadono a pezzi.
L’ex cinema Marraccini (nella foto a destra, Bf) è una delle ferite più profonde e difficili da ricucire del centro storico di Grosseto. Una di quelle che bruciano di più.
Perché l’ex cinema, ospitato in un signor palazzo dallo stile eclettico in via Mazzini, alle spalle di piazza Dante e con affaccio sulle Mura, per ottant’anni è stato un contenitore di sogni, il tempio della cinematografia maremmana, il luogo dove affacciarsi in mondi lontani nello spazio e nel tempo semplicemente stando seduti sulle poltroncine e con il cielo stellato sopra la testa, quando di tanto in tanto la cupola semimovente in stile Liberty si spalancava.
Era il 1925 e l’industrioso macellaio Giovanni Marraccini, su progetto di Renato della Rocca, costruì il cinema. L’11 ottobre 1926, l’inaugurazione.
Le proiezioni sono andate avanti per 77 anni. Poi, il 10 ottobre 2003, il proiettore viene spento per l’ultima volta.
Il Comune, guidato allora da Alessandro Antichi, e la Provincia, con Lio Scheggi presidente, vogliono acquisirlo per farne un contenitore culturale. L’edificio – allora di proprietà di Marco Micheli – è in buone condizioni e con 1,4 milioni di euro il gioco sembra fatto. Ma la Provincia si ritira e l’ex cinema torna sul mercato.
Due anni dopo si fa avanti il concessionario d’auto, Riccardo Demi, che vorrebbe farne una galleria commerciale riservando una parte a luogo di cultura aperto al pubblico. Cerca di coinvolgere il Comune, ma la nuova giunta, guidata da Emilio Bonifazi, proprio in quel periodo sta comprando un altro cinema, il Moderno, che costa 7,5 milioni di euro.
L’ex Marraccini resta al palo. E la situazione si fa drammatica. La Banca della Maremma, che vanta crediti sull’ex proprietario, avvia una battaglia legale. Il cinema viene pignorato (esclusi alcuni appartamenti di altri proprietari) e pezzo per pezzo, viene messo all’asta, prima pezzo per pezzo, poi tutto insieme (creditore è il Monte dei Paschi di Siena), per 2 milioni di euro. Ma nessuno si fa avanti. Per sei volte nessuno si presenta all’asta, nemmeno quando nel 2013 il prezzo cala a 1,6 milioni di euro.
Le trattative e i progetti non mancano, come quello di farne una moschea o il museo diocesano. Ma non se fa di niente. Gli investitori vengono scoraggiati dal nuovo vincolo che la Soprintendenza mette sull’edificio e che prevede come unica destinazione d’uso il cinematografo. Niente appartamenti, insomma, nella vecchia sala. Che giorno dopo giorno mostra tutti gli acciacchi del tempo e della mancata manutenzione.
Le condizioni strutturali peggiorano. Nel 2010 crolla un pezzo di cornicione, nel 2013 un altro. Il sindaco emana ordinanze di ripristino che cadono nel vuoto. Un anno fa, il 5 ottobre 2014, un boato scuote la placida domenica. Un grosso pezzo di cornicione tra il primo e il secondo piano si stacca, schiva un passante e piomba su un cassonetto. Da allora l’edificio è incartato in un’impalcatura. L’8 luglio scorso, all’ennesima asta, nessuno si è presentato. Il prezzo del resto è invariato. Il creditore lo ha bloccato, ma il valore dell’immobile si abbassa ogni giorno che passa. Si tenta di vendere a parte il solaio con la cupola apribile, ma senza il resto dell’edificio non è accessibile.
E mentre è di oggi la notizia che a Grosseto si progetta di costruire una nuova multisala, il 25 novembre l’ex cinema torna all’asta. Alla vigilia dei 90 anni il Marraccini è un vecchio malato che nessuno vuole più.Francesca FerrI
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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