Il Faro delle Formiche apre al turismo: un euro per 50 anni di concessione
Accordo tra Comune di Grosseto e ministeri per avviare un progetto di recupero
GROSSETO. A.a.a. offresi opportunità da sogno a un prezzo piccolo piccolo. Tornerà a splendere il faro che si trova sulla Formica grande, il più sostanzioso dei tre isolotti al largo di Marina di Grosseto che completano l’Arcipelago toscano.
L’area del faro tornerà alla fruizione pubblica in chiave turistico ricettiva. E questo grazie a un accordo stipulato tra il Comune e i vertici dell’agenzia del Demanio e del ministero della Difesa. Avviare un progetto da mille e una notte costerà la cifra simbolica di un euro per cinquant’anni. Ma l’idea dovrà essere di quelle che pesano. Soddisfatto il vicesindaco, Paolo Borghi. È lui, durante l’incontro andato in scena la mattina di mercoledì 10 giugno, a confermare l’intesa che permetterà al faro di tornare al centro dei sogni di maremmani e turisti. A stringer la mano a Borghi i ministri Roberta Pinotti (difesa) e Dario Franceschini (turismo e cultura). Presente pure il sottosegretario Pierpaolo Beretta (economia e finanze).
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Il faro della Formica grande di Grosseto è uno degli undici fari italiani rientrati nel progetto di valorizzazione voluto da Demanio e ministeri di difesa, beni culturali ed economia. «Un segnale importante che aspettavamo da anni – dice Borghi – perché questo faro rappresenta non solo un punto di riferimento per i navigatori, ma anche una grande occasione di fruizione, in chiave turistica, delle isole Formiche: penso a progetti di valorizzazione in ambito sportivo e, appunto, turistico».
Ecco, il focus è tutto qui. Turismo e sport. È su questa linea che dovrà essere tracciato il disegno destinato a rivalutare il faro sorto nel 1901 per volere della Regia Marina. Un’area di 145 metri quadrati di superficie territoriale a meno di dieci miglia dalla foce dell’Ombrone. «Entro il 10 di agosto faremo avere a Roma le nostre considerazioni sull’utilizzo possibile. Poi, a settembre, ci sarà un piccolo bando. L’assegnazione? I primi del 2016. Sarà cinquantennale alla cifra simbolica di un euro».
La condizione cardine, dunque, non saranno certo i soldi. Ma il valore delle idee. E Borghi si spinge oltre. «Penso a una base per il kitesurf, la vela, o magari un luogo di alto turismo dove poter ricavare 4 camere sotto il faro e creare un’attrazione di lusso».
Ma il faro non sarà l’unico bene rivalutato. il vicesindaco ha parlato anche di altre possibilità, su tutte quella di poter acciuffare, finalmente, la cura della Fortezza di Marina di Grosseto: «Ci sono tanti beni statali che come Comune vogliamo acquisire e destinare a fruizione pubblica: non ha senso lasciarli in abbandono». E proprio alla Fortezza e ad altre importanti novità dedicate alla frazione sarà dedicato il prossimo incontro con i vertici del Demanio già in calendario.
Infine, resta da discutere la possibile acquisizione da parte del Comune di ulteriori immobili in pieno centro storico e oggi di proprietà della Difesa. «L’orientamento del governo – conclude Borghi – su questi passaggi è chiaro: può esser demandato agli enti locali tutto quel che non è utilizzato a pieno. E noi alcuni obiettivi, compresa un’area verde a pochi passi dalla Croce rossa in via Mazzini, li abbiamo».
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