Il Tirreno

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Video porno con bambini di 5 mesi

di Francesca Gori
Video porno con bambini di 5 mesi

Denunciato un trentacinquenne amiatino disoccupato: condivideva su Internet filmati senza farsi riconoscere

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CASTEL DEL PIANO. In quella casa che si trova proprio nel centro del paese, dove un uomo di trentacinque anni, disoccupato, vive da solo, gli uomini della polizia postale c’erano stati già qualche anno fa e avevano sequestrato materiale pedopornografico che gli era costato una denuncia a piede libero. Gli uomini della postale, però, avevano continuato a tenere d’occhio i byte in entrata e in uscita da quel mondo informatico nel quale l’uomo ormai si rifugiava da anni. E, nonostante avesse imparato a lasciare tracce minime, nascondendosi grazie ai più moderni sistemi dietro l’anonimato, sono riusciti a prenderlo di nuovo con le mani sulla tastiera. Peccato però che anche questa volta l’arresto non sia potuto scattare perché quando gli agenti sono arrivati in quella casa dove c’era soltanto sporcizia, pc e tablet di ultima generazione, lui non fosse con gli occhi incollati allo schermo. Ma dentro il computer, nonostante la maestria nell’aver criptato i dati, gli uomini diretti dall’ispettore superiore Stefano Niccoli hanno trovato qualcosa di davvero sconvolgente: filmati e foto che ritraevano abusi sessuali anche su bambini di cinque o sei mesi. Materiale scaricato da Internet, da siti che sono iscritti nella black list e che poi venivano condivisi con altri pedopornografi in tutto il mondo. Tutto, senza lasciare traccia attraverso un sistema che si Tor e che viene appunto utilizzato per la navigazione protetta.

Il trentacinquenne, quando ha visto arrivare gli uomini della polizia postale, non ha fatto una piega. Anzi, si è sentito tranquillo perché in quel momento era affaccendato in altre cose e aveva i computer spenti. Ha quasi sfidato gli agenti, che chiederanno, una volta completata la perizia sugli strumenti informatici dell’uomo, l’eventuale custodia cautelare in carcere. Perché sui siti peer to peer, quelli che vengono utilizzati per la condivisione di filmati e musica, lui ha continuato ad andarci nonostante la precedente denuncia. E qualche traccia, pur nella sua bravura a maneggiare con file e siti Internet, l’ha seminata. Hanno seguito quella, gli uomini diretti da Niccoli, e sono arrivati a trovare tanto materiale che riguardava appunto bambini molto piccoli. Filmati violenti, aberranti, che arrivano dall’Est Europa e dall’Asia. E che poi, con pochi clic, vengono condivisi con altri uomini in ogni parte del mondo. I poliziotti hanno sequestrato in tutto un personal computer e un tablet, oltre a una decina tra dvd e cd già masterizzati e alcune pen drive che contenevano, appunto, quel tipo di filmati. Ora tutto il materiale verrà analizzato dagli esperti della polizia che cercheranno di decriptare tutto quello che era contenuto sui supporti informatici utilizzati dal trentacinquenne che, quando ha visto arrivare la polizia, non ha nemmeno tentato di giustificarsi. Ci penserà la Procura poi, a decidere il da farsi. La legge infatti, prevede l’arresto anche in base alla quantità di materiale che viene scoperto dentro i computer sequestrati. Quello del trentacinquenne, per il grado di professionalità dimostrato dall’uomo, potrebbe anche riservare alcune sorprese. Aberranti, come lo sono le prima immagini che i poliziotti si sono trovati davanti agli occhi durante la perquisizione.

@francegori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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