Il Tirreno

Grosseto

"Patrimonio da tutelare" La soprintendenza vincola l'ex cinema Marraccini

Francesca Ferri
<strong>VINCOLATO </strong>L’ex cinema Marraccini è sotto tutela
VINCOLATO L’ex cinema Marraccini è sotto tutela

L'edificio di via Mazzini è «bene architettonico e documento culturale»: esterni e interni intoccabili

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GROSSETO. «L'ex cinema Marraccini è dichiarato di interesse particolarmente importante». Con questa formula la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana ha dichiarato l'edificio di via Mazzini un bene da tutelare.  Il riconoscimento è del 1º marzo ma si è saputo solo in questi giorni dopo la pubblicazione all'albo pretorio comunale, necessaria perché non è stato possibile, per la Direzione, notificare l'atto ai diversi proprietari dei locali che si trovano nel palazzo.  Il vincolo, che a breve sarà trascritto nei registri immobiliari, arriva a 85 anni dall'inaugurazione del cinema, fatto costruire nel 1925 da Giovanni Marraccini su progetto di Renato della Rocca e aperto l'11 ottobre 1926. «La Soprintendenza si è mossa autonomamente - spiega Felicia Rotundo, che ha stilato la redazione storico-artistica - dopo aver verificato le condizioni dello stabile».  Dalla sua chiusura il 10 ottobre 2003, infatti, la sala non ha più riaperto. Negli anni intonaci e cornicione si sono deteriorati, la facciata si è scorticata e per un periodo l'area è stata transennata.  Eppure, anche se trascurato dagli uomini, il Marraccini rimane un signor palazzo, con il suo stile eclettico e le decorazioni Liberty. Del resto già prima che la Soprintendenza lo accogliesse sotto la sua ala, l'ex cinema godeva del cosiddetto vincolo di secondo grado, riservato agli edifici ultra cinquantenni. E anche il regolamento urbanistico, che è in via di approvazione, lo inserisce nel "tessuto antico", classe 1, che comprende gli edifici ai quali «per rilevanza storica e architettonica si riconosce un particolare valore di testimonianza di cultura materiale».  «Oltre a essere un bene architettonico - conferma Rotundo - è un documento culturale della città e per questo va preservato». Con il vincolo della Soprintendenza le regole per i proprietari diventano più rigide: d'ora in poi qualsiasi modifica - manutenzione, restauro o risanamento che sia - deve essere autorizzata da Siena e anche i cambiamenti di destinazione d'uso devono avere il placet della Soprintendenza. E qui si spalanca il dubbio: cosa ospiterà quella sala?  La domanda è senza risposta da otto anni. Una volta spento per sempre il proiettore, il Marraccini sembrava sull'orlo di essere comprato da Comune e Provincia ma l'accordo sfumò. Si fecero avanti due banche, fino all'arrivo dell'attuale proprietario, il concessionario Riccardo Demi, che lo acquistò nel 2005. Il travaglio però non era finito. Nel 2010 se ancora la parola "fine" la Curia non ha nascosto di aver pensato al Marraccini come sede per il suo museo d'arte sacra, salvo poi ripensarci, lasciando spazio alla comunità islamica che si proposte di affittarlo per stabilirci il suo centro culturale. L'idea ha sollevato un putiferio politico per lo "scandalo" di una moschea accanto al duomo, ma è anch'essa tramontata e in via Mazzini è calata di nuovo la notte.  Il vincolo della Soprintendenza potrebbe, però, risvegliare gli animi. A partire da un restauro, dato che il vincolo obbliga i proprietari a conservare il bene. «Tuttavia - spiega Rotundo - la norma è spesso disattesa e anche la possibilità di accedere a fondi pubblici al momento è inesistente, visto che non ci sono risorse».  Una cosa è certa: l'ex Marraccini non sarà trasformato in condominio. Lo vieta il regolamento urbanistico, che impedisce di fare appartamenti ai piani terra degli edifici del tessuto antico, e ora anche la Soprintendenza. Che potrebbe ammettere però un uso commerciale, ma solo se la sala venisse conservata integra, senza esser divisa in ambienti differenti.  Un grande negozio, dunque al posto del cinema? O forse il Marraccini tornerà alla fruizione dei grossetani come sala pubblica, museo, centro culturale? «Non voglio anticipare niente - spiega Demi - ma intanto ho presentato un'osservazione al ru sul mio immobile».  Una volta avuta la controdeduzione e approvato il regolamento, si saprà quale nuova veste indosserà il glorioso ex cinematografo.

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