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La Fiorentina archivia la Coppa e pensa al match col Cagliari: c’è un record da inseguire

di Francesco Gensini
Ikonè a terra dopo un errore davanti alla porta dell’Empoli
Ikonè a terra dopo un errore davanti alla porta dell’Empoli

L’allenatore Palladino: «Contro l’Empoli abbiamo fatto piccoli errori pagati poi ai rigori». Le probabili scelte per la sfida con i sardi

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FIRENZE. Ripartire. È la parola d'ordine che da mercoledì sera domina dentro la Fiorentina, che da ieri è appesa virtualmente sui muri del Viola Park come indicazione/sprone/imperativo per il gruppo viola che ha un paio di allenamenti e niente più per metterla in pratica: domenica (ore 12,30) c'è il Cagliari al Franchi e la squadra di Palladino ha sempre in testa l'obiettivo delle otto vittorie di fila in campionato.

Ora c'è un motivo in più per cercare di conquistarlo ed eguagliare il record che risale alla stagione 1959-60. Anzi, due: e il primo non è l'eliminazione dalla Coppa Italia. «Abbiamo pagato a carissimo prezzo gli errori commessi – ha detto Palladino nell'analisi della sconfitta ai calci di rigore contro l'Empoli – che sono stati minimi e non eclatanti da determinare quello che hanno determinato, tra l'altro piuttosto simili in entrambi i gol azzurri. Insieme a questo, non siamo riusciti viceversa a concretizzare le occasioni costruite che sono state davvero tante e alla fine è venuta fuori una partita un po' stregata: nel primo tempo eravamo contratti, non sciolti, e senza cercare alibi va ricondotto ovviamente a quanto accaduto domenica scorsa che un inevitabile contraccolpo emotivo ha lasciato. Non eravamo sereni, non eravamo noi, poi ci siamo un po' tranquillizzati e nella ripresa abbiamo disputato un'ottima gara, tant'è vero che siamo riusciti prima a pareggiare e poi a ribaltare il risultato a nostro favore. Peccato per il secondo gol dell'Empoli e poi per i rigori: ci dispiace perché alla Coppa Italia ci tenevamo e volevamo andare avanti».

Analisi dettagliata a cui ha fatto seguito quella ugualmente precisa di Cataldi con un pizzico di commozione nel dedicare parole e pensieri a Bove: e molto pudore. «Ne abbiamo parlato tanto di Edoardo in questi giorni, mentre lui è uno che preferisce rimanere lontano dalle attenzioni. Posso solo aggiungere, per rispetto nei suoi confronti e della sua famiglia, che è un ragazzo d'oro e che tutti noi siamo contenti che stia di nuovo bene. Sono sicuro che lo riabbracceremo presto». L'ex Lazio, infine, ha chiuso così la parentesi di Coppa Italia proiettandosi sul campionato e sul Cagliari. «Abbiamo preparato la sfida in un giorno solo praticamente, perché lunedì non ci siamo allenati. Nel primo tempo eravamo bloccati, ma una volta più liberi mentalmente nel secondo siamo tornati ad essere la Fiorentina che conosciamo e non abbiamo fatto uscire l'Empoli dalla propria area. Purtroppo, abbiamo commesso alcuni errori, io in primis sul loro 2-2, che ci sono costati la qualificazione: dobbiamo accettarlo e andare avanti, anche se non mi piace per niente uscire dalla Coppa Italia. Ringrazio i nostri tifosi che ci accompagnano sempre con un calore e un sostegno incredibili, e mi auguro che domenica siano ancora una volta tutti con noi perché in campionato possiamo fare qualcosa d'importante».

Ecco, appunto: ripartire. Palladino e Cataldi hanno indicato la strada che nel chiuso dello spogliatoio tutti già conoscono, per dimenticare in fretta i rigori con l'Empoli e tornando a fare esattamente le cose che la Fiorentina stava facendo fino al minuto 16 della partita con l'Inter: non sarà facile e non sarà la stessa cosa per mille e un motivo facilmente immaginabili, ma è quello che i calciatori e il tecnico viola vogliono con tutte le loro forze per ridare un senso di normalità a una stagione che questo senso a quel minuto l'ha un po' perso e va ritrovato. Anche, ad esempio, con le buone notizie che arrivano da Careggi sulla ripresa di Bove, che ogni giorno che passa sta sempre meglio e questa è la cosa che più conta oltre l'aspetto agonistico-sportivo, sicuramente complicato, sicuramente purtroppo ricco di incognite per Edoardo, ma che viene comunque dopo. Ripartire è anche questo. Ed è il campionato con una partita di nuovo al Franchi che Palladino sta preparando alla ricerca di nuovo slancio e nuove soluzioni. Soluzioni che riguardano soprattutto Adli, che due giorni fa ha saltato la Coppa Italia causa febbre: se il francese non recupera è pronta una maglia da titolare per Richardson, poi saranno i soliti di mercoledì con De Gea.
 

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