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Non rompete il giocattolo ai tifosi

Andrea Bruno Savelli
Non rompete il giocattolo ai tifosi

Teniamo i giocatori più forti, poi tre innesti e siamo da Champions League

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Non rompete quel giocattolo contro il pallone è mio e se non si fa come dico io lo porto via. E ora mi spiego: non rompete quel giocattolo, questa era sicuramente la partita più difficile, il primo vero esame da quando la Fiorentina è rifiorita; l’Atalanta è una squadra tosta, in piena corsa per la qualificazione Champions League, capace di mettere in difficoltà chiunque e che con la Fiorentina ha il dente avvelenato.

La Fiorentina l’ha affrontata nel mezzo di due partite fondamentali, la prima vinta ampiamente e che ha ipotecato largamente il passaggio del turno.

Tutte le squadre nella stessa condizione della Fiorentina hanno toppato la partita di campionato. La Fiorentina ha forse fatto il più bel match della sua stagione. Meritava assolutamente di vincere, è stata fermata dalla sfortuna, dal portiere avversario e un po’ dall’imprecisione. E adesso arrivo al punto: non smontate questo bellissimo giocattolo, perché direttore generale, direttore sportivo, allenatore e giocatori ci hanno messo un anno e mezzo ad arrivare a questo livello.

Adesso con tre – e dico tre – innesti mirati si può salire ulteriormente e iniziare a giocare per la Champions League, se poi gli innesti sono dei fenomeni come quelli che ha pescato il Napoli si può sognare qualunque cosa. Questo a condizione che questa magnifica squadra non sia smembrata.

Deve rimanere Amrabat, invece il procuratore Di Chiara ha avuto il via libera per la cessione a giugno; deve rimanere Gonzalez e deve rimanere pure Milenkovic. E poi fast fast fast i sogni si potrebbero avverare.

Bisogna ripetere ancora una volta per onestà intellettuale che in questo finale di stagione capitan Biraghi si sta ampiamente riscattando. E noi abbiamo sottolineato gli errori e adesso sottolineiamo le prestazioni ottime.

E ora veniamo alla seconda parte dell’incipit che poteva sembrare oscuro ma che in fin dei conti non lo è: ma perché un signore di 65 anni che dalla vita ha avuto tutto quello che desiderava, forse si sentiva destinato ad ancora di più e non è detto che ciò non accada, Spalletti docet, deve comportarsi in questo modo.

Lui è il protagonista di un gioco bellissimo e viene da rivale in una città che lo teme e quindi lo sbeffeggia.

Dovrebbe avere la lungimiranza di capire che i fischi sono timore ed invece puntualmente dà il peggio di sé. Gasperini è un grande allenatore, non so se questo carattere lo ha limitato o se è diventato così perché giudica di non essere stato abbastanza fortunato, ma quello di cui sono certo è che né Firenze né l’Atalanta si meritano i suoi comportamenti ogni volta che si incrociano...

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