Italiano: «È l’esame più temibile. Fiorentina, non fermarti ora»
Il tecnico: l’obiettivo è andare avanti e continuare a sognare, soprattutto adesso. Gonzalez non si nasconde: «Dovremo dare la vita. Per noi è come una finale»
FIRENZE. Un altro esame, l’ennesimo e di certo il più importante. Vincenzo Italiano, alla vigilia dell’andata del quarto di finale di Conference League non si nasconde: «Servirà maturità, andremo in campo per ottenere il passaggio del turno, confermando quanto di buono fatto fin qui». Ha studiato talmente bene l’avversario, quel Lech Poznan che davanti al proprio pubblico, in campo internazionale, non è mai “caduto” contro nessun avversario, da snocciolare subito una sorta di decalogo.
«In casa, i polacchi sono temibili. Ci aspettiamo una loro partenza arrembante e noi non dovremo sbagliare approccio. Ci sono tanti giocatori, nelle loro fila, che quando ripartono danno qualità e si esaltano facilmente. Dovremo stare attenti sempre, quando non avremo il possesso del pallone e quando invece saremo noi a dettare il ritmo. L’unico obiettivo dovrà essere quello di fare loro male sfruttando le nostre qualità, mettendo in pratica la solita strategia». In un attimo, l’allenatore viola vede scorrere le istantanee del lungo percorso che lo ha portato fino in Polonia, a partire dall’Oland: ha fatto tesoro di tutto. «Dentro al mio bagaglio, adesso, c’è tantissimo rispetto all’inizio di questa avventura. Le difficoltà incontrate ci hanno fatto crescere. Grazie alla duttilità di questi giocatori siamo riusciti a cambiare tante cose, permettendo a molti di muoversi in zone che fino a qualche tempo fa erano nuove. Siamo cresciuti tutti. Adesso, però, non dobbiamo fermarci: abbiamo più di 50 giorni per maturare e mettere qualche “ciliegina” alla nostra stagione. Non vogliamo fermarci, il bello arriva adesso». Non lo spaventa nemmeno l’annunciata bolgia dello stadio di Poznan: «A San Siro abbiamo giocato davanti a 70mila spettatori, per non parlare di Sivas. Adesso siamo abituati, da questo punto di vista la partita che ci attende sarà simile ad altre che abbiamo già disputato. Dovremo stare attenti a non farci trasportare dalle eventuali situazioni negative e, soprattutto, a non far esaltare l’avversario. Siamo consapevoli di non sottovalutare mai nessuna squadra di quelle che ci troviamo di fronte, stavolta però servirà andare oltre il valore del Lech. Vogliamo crearci le possibilità di affrontare al meglio la sfida di ritorno, perché teniamo tanto a questa competizione».
Archiviata l’amarezza per non aver centrato il decimo successo di fila in tutte le competizioni, c’è solo un modo per tornare a sorridere: vincere ancora. «L’assenza di Martinez Quarta pesa: è cresciuto, sta facendo bene, ma abbiamo altri tre centrali che hanno dimostrato di essere all’altezza. Il turnover? Stiamo ruotando perché c’è sempre bisogno di nuove energie. Brekalo con lo Spezia mi è piaciuto molto: è stato sfortunato in occasione del palo. Ha una qualità in più rispetto agli altri compagni, ovvero la precisione e la concretezza, quindi lo vogliamo sfruttare. In questo ultimo mese e mezzo possiamo crescere ancora in zona gol, con il lavoro dei nostri esterni».
Il primo a voler compiere un passo in più è Nico Gonzalez ed è lui a farsi condottiero alla vigilia, intanto con le parole: «Ci aspetta una partita importante per tutti: chi sarà chiamato a giocare dovrà “dare la vita e lasciarla in campo”: a me, partite così piacciono tantissimo e proverò a essere interprete di quello che so fare meglio in campo. Vediamo poi se riuscirò ad essere quel Nico che quando è arrivato a Firenze faceva la differenza. Sono convinto che quel giocatore sta davvero tornando: spero che quella alle porte possa essere una bella serata anche per me. Sarà come una finale. Di fronte avremo un avversario forte, ma noi vogliamo portare a Firenze un risultato positivo». Non ha paura di niente l’argentino, tanto meno del calore che si preannuncia sugli spalti dell’impianto di Poznan. «Come si affrontano 43mila tifosi? In campo, siamo 11 contro 11, il resto non conta. Questa partita la possiamo vincere usando la testa». È tutto pronto: serve un’altra impresa, un’altra notte da regina d’Europa.
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