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Firenze, la denuncia degli studenti: «Pistole puntate in faccia»

di Paolo Nencioni
Il presidio degli studenti
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Il presidio degli studenti

Presidio contro l’irruzione dei carabinieri all’Istituto agrario: i ragazzi sono entrati di notte nella scuola e la vigilanza privata ha segnalato un furto

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FIRENZE. Un centinaio di studenti dell’Istituto agrario di Firenze hanno organizzato un presidio davanti alla scuola ieri mattina, venerdì 6 novembre, per denunciare quanto sarebbe accaduto nella notte tra lunedì e martedì, quando il tentativo di occupazione della sede della scuola, che si trova nel parco delle Cascine, è stato interrotto dai carabinieri arrivati per un possibile furto notturno, segnalato dalla vigilanza privata.

La nota degli studenti

Al presidio erano presenti anche esponenti di Usb, Collettivo Ex Gkn e Carc. In un comunicato del collettivo studentesco viene spiegato che nella notte tra il 2 e il 3 novembre «i carabinieri sono entrati con le pistole puntate contro la nostra faccia mentre eravamo seduti a terra con le mani alzate, ci hanno perquisito a corpo contro il muro con metodi violenti continuando a insultarci ripetutamente e accusandoci di essere come terroristi, non curanti delle condizioni psicofisiche degli studenti che si stavano sentendo male per via dei fumogeni dell'allarme» antifurto.

Nel comunicato gli studenti aggiungono che avevano attaccato lo striscione con scritto “Agrario occupato” proprio «per certificare che si trattava di un'occupazione e non di un tentato furto» e che avevano chiuso tutti i cancelli «per evitare l'eventuale incursione di persone esterne», ma «le persone esterne e non autorizzate sono stati i carabinieri che hanno deciso di scavalcare la recinzione occupando il giardino e poi hanno iniziato a prendere a calci i portoni creando tensione e paura».

«Abbiamo cercato più volte una mediazione che ci è stata sempre negata fino a che i carabinieri sono riusciti a sfondare una porta minacciandoci di prenderci e insultandoci», sottolineano ancora gli studenti nel comunicato. Ieri il preside dell'Agrario, Andrea Marchetti, ha avuto un lungo colloquio con alcuni studenti fuori dalla scuola. È stata fissata per lunedì un'assemblea di istituto che interesserà sia la sede principale alle Cascine che il professionale in via de' Vespucci.

Le reazioni del mondo sindacale e politico

«Se fosse vero, è chiaro che si sarebbe passato il segno» commenta Elisabetta Piccolotti, deputata di Avs che ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno sull’episodio. «Le schedature a Crotone – dice la deputata – la ragazza trattenuta a Roma per una felpa nera, ora Firenze: è un clima di intolleranza verso i giovani inammissibile. Gli studenti che protestano non sono un problema di ordine pubblico, fanno quello che prima di loro hanno fatto tutte le generazioni esercitando il loro diritto di protestare. Il Governo chiarisca cosa è successo in quella scuola e chi ne risponde, perché i fatti denunciati sarebbero di una gravità estrema da Stato di polizia».

Critiche anche dalla Cgil. «Quanto raccontato dagli studenti dell'Agrario è di una gravità inaudita. Le autorità facciano chiarezza – si legge in un post su Facebook – La descrizione dei fatti restituisce un comportamento delle forze dell'ordine inconciliabile con lo Stato democratico e il rispetto della dignità di qualunque cittadino, a maggior ragione se minorenne. Come Cgil e Flc Cgil pertanto chiediamo che sia fatta immediata chiarezza da parte delle autorità. È auspicabile inoltre che le considerazioni espresse dagli studenti vengano accolte dell'amministrazione scolastica, affinché quanto prima vengano ripristinati confronto e dialogo costruttivi».

Chiede chiarezza anche Lorenzo Falchi, capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra in Consiglio regionale. «I racconti degli studenti in merito all'intervento notturno delle forze dell'ordine delineano uno scenario molto grave – sostiene Falchi – Se le denunce dei ragazzi su minacce, insulti anche a sfondo razziale e pistole puntate venissero appurate, ci troveremmo di fronte ad un episodio inaccettabile e a una sproporzione nell'uso della forza del tutto incompatibile con i principi del nostro Stato democratico, a maggior ragione se rivolta verso minorenni. Mi unisco con fermezza alla richiesta sollevata anche dalle organizzazioni sindacali: le autorità competenti devono fare immediata chiarezza sulle dinamiche di quanto accaduto e sulle eventuali responsabilità».

«È una vicenda che non può essere sottovalutata e ci uniamo alla richiesta della Cgil affinché su quanto accaduto sia fatta chiarezza – hanno detto i consiglieri regionali del Pd Serena Spinelli e Andrea Vannucci – Le mobilitazioni delle nuove generazioni di queste settimane rivendicano un'istruzione pubblica di qualità, la tutela dell'ambiente e la possibilità di costruire un futuro dignitoso». Dall’Arma dei carabinieri invece non è arrivato alcuno commento alla vicenda.

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