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Firenze, varato il nuovo Ponte al Pino: stop ai treni fino al 30 luglio. Al cantiere c’è anche Salvini

di Mario Neri
Firenze, varato il nuovo Ponte al Pino: stop ai treni fino al 30 luglio. Al cantiere c’è anche Salvini

Posato nella notte l’impalcato da 550 tonnellate con la maxi gru, navette attive tra Campo di Marte e Santa Maria Novella e disagi contenuti nelle stazioni

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FIRENZE Nella notte il Ponte al Pino è tornato ponte. La gru da duemila tonnellate lo ha preso dall’area di cantiere di piazza Vasari e lo ha calato sulle spalle, tutto intero, 550 tonnellate di acciaio e calcestruzzo sopra i binari del nodo ferroviario più delicato d’Italia. Intorno, fari, caschi, tecnici, dirigenti Fs, Rfi, Regione, Comune e anche il ministro Matteo Salvini. Una scena da grande officina urbana, con Firenze sotto osservazione e l’Italia dei treni di nuovo spezzata in due.

Il varo del nuovo cavalcaferrovia stradale è stato completato nella notte. È il passaggio centrale del maxi cantiere di Rfi, dopo la rimozione del vecchio impalcato avvenuta nella prima finestra di luglio. Il ponte ottocentesco, chiuso alle auto dal 25 maggio, era stato tagliato e portato via in tre pezzi. Quello nuovo è stato invece posato in un’unica soluzione. Ora il cantiere prosegue con le lavorazioni di sicurezza e completamento previste dal cronoprogramma.

La circolazione ferroviaria resta sospesa fino alle 11 di giovedì 30 luglio sulle tratte Firenze Campo di Marte-Firenze Rifredi e Firenze Campo di Marte-Firenze Santa Maria Novella. Il copione è quello già sperimentato tre settimane fa. I treni da sud si fermano a Campo di Marte, quelli da nord a Santa Maria Novella. In mezzo ci sono navette, percorsi a piedi, megafoni, pettorine, cartelli gialli e passeggeri che cercano la strada giusta con il biglietto in mano.

A Campo di Marte la mattina comincia senza il caos temuto. I passeggeri dell’Alta velocità vengono indirizzati verso i pullman sostitutivi in via Mannelli, a pochi metri dagli accessi della stazione. I bus in arrivo da Santa Maria Novella scaricano invece in viale Mazzini. Il servizio è stato potenziato rispetto alla prima interruzione: le flotte passano da quattro a sei mezzi. Qualche fila si forma al momento di salire, poi si scioglie in pochi minuti.

Per i pendolari dei regionali il percorso è diverso. Vengono accompagnati verso via Masaccio, dove partono i bus gratuiti diretti alla tramvia. Da lì si prosegue verso Santa Maria Novella oppure verso altre zone della città. Alcuni si muovono con passo sicuro, ormai allenati dalla precedente interruzione del 6 luglio. Altri chiedono conferma agli addetti. “Come l’altra volta, vero?”, domanda un viaggiatore prima di accelerare verso la fermata. I turisti restano più incerti, soprattutto quando devono capire se il loro treno riparte davvero da un’altra stazione.

C’è chi accetta il giro largo e chi lo subisce male. Chiara, pendolare dalla Valdisieve, contesta il servizio differenziato tra Alta velocità e regionali: “Noi siamo clienti tutto l’anno”. Poi va verso il bus e aspetta che si riempia. È la piccola gerarchia del disagio: pullman diretti per le Frecce, bus più tramvia per molti pendolari. L’assessore regionale Filippo Boni spiega che il tavolo tecnico ha scelto questa soluzione perché i flussi maggiori si dividono tra Santa Maria Novella e Careggi. Una navetta unica verso la stazione centrale, dice, avrebbe allungato i tempi per molti lavoratori.

Il piano della Protezione civile replica quello già messo in campo a inizio mese. Volontari e personale comunale presidiano Campo di Marte e Santa Maria Novella, danno indicazioni, orientano verso navette, tramvia, taxi e autobus, distribuiscono acqua. A Campo di Marte i gazebo sono stati ampliati su richiesta delle Ferrovie. Palazzo Vecchio parla di flussi ordinati e di sostitutivi regolari. Laura Sparavigna ringrazia operatori e volontari e assicura monitoraggio fino alla fine dei lavori.

Sul fronte del traffico privato la situazione è più ruvida. Le modifiche alla viabilità attorno a Campo di Marte provocano code e rallentamenti nelle strade laterali, mentre la Municipale presidia i varchi di via Mannelli all’incrocio con via Capo di Mondo e di viale Mazzini all’altezza di via Masaccio. La mattina appare comunque meno pesante del primo stop di luglio, complice il periodo estivo e il minor numero di spostamenti.

La vicesindaca Paola Galgani, per il Comune, ringrazia chi lavora al cantiere e parla di intervento fondamentale per sicurezza ed efficienza. Boni lo definisce “un momento storico” e ringrazia i pendolari per pazienza e civiltà. Rfi guarda al cronoprogramma. Fino a giovedì Firenze resterà una città con i treni interrotti a metà e i viaggi ricuciti con autobus, tramvia e indicazioni date al volo sotto il sole di luglio.

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